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Redazione di Met
“Ospitalità Alternativa”: a Firenze nasce la community per chiedere di regolarizzare il settore degli affitti extra alberghieri
Il portavoce Lorenzo Fagnoni: “Vogliamo essere riconosciuti e tutelati dalla legge. La Regione collabori con noi”
Il portavoce della community Lorenzo Fagnoni
Lavorare ad una proposta di legge regionale in grado di regolamentare il settore dell’ 'ospitalità alternativa non servita' (senza servizi alla persona) che coinvolge, soltanto nell’area metropolitana fiorentina, gli affitti di abitazioni e appartamenti per un totale di circa 12 mila strutture. Con questo obiettivo è nata a Firenze la community “Ospitalità alternativa” (www.ospitalitaalternativa.it) che rappresenta ad oggi un gruppo di otre 60 operatori del settore. Gestiscono 1.100 strutture che hanno ospitato quest’anno oltre 340.000 persone per un fatturato di circa 10 milioni di euro.

Obiettivo della Community è quello di diventare interlocutore della Regione Toscana per esaminare l’ipotesi di una proposta di legge in grado di tutelare e regolarizzare in modo definitivo chi opera nel settore. "La nostra attività esiste da sempre – spiega il portavoce della community Lorenzo Fagnoni - e vogliamo contribuire ad elevare la qualità della ricezione turistica nel nostro territorio. Il fatto di non essere considerati né alberghi né case vacanza e quindi non essere riconosciuti apertamente dalla legge non significa che dietro questa attività non ci siano veri e propri professionisti in grado di ospitare al meglio il cliente che si trova in città per lavoro e rendere indimenticabile il periodo trascorso nel nostro territorio".


Il mercato dell’ospitalità alternativa, ha coinvolto dal 2008 ad oggi circa 2,7 milioni di viaggiatori e 150 mila strutture secondo le stime di Airbnb. "Il nostro obiettivo – prosegue Fagnoni - è quello di rendere gli intermediari ed i canali che operano in questo mercato dei veri e propri sostituti d’imposta per Irpef/cedolare secca e Tassa di Soggiorno per i proprietari degli immobili e i soggetti di riferimento e gestire le stesse comunicazioni previste per legge. L’offerta del nuovo modo di fare impresa, legato al web e alle nuove tecnologie, ha permesso di far emergere un settore come il nostro e le opportunità che ne conseguono sia per Firenze che per tutta la Toscana. Ad oggi siamo fermi alla legge regionale 42/2000 che, di fatto, esclude tutto il settore del turismo online e non parla di locazione turistica causando quindi irregolarità e zone d’ombra in tutto il settore ricettivo".

"E’ evidente – conclude Fagnoni - che serve una regolamentazione adeguata e giusta che permetta ai nostri operatori di lavorare in sinergia con tutto il mondo ricettivo senza incertezze e vuoti normativi. Per questo motivo chiediamo alla Regione Toscana di aprire un tavolo di confronto per esaminare l’ipotesi di una proposta di legge da approvare in sede di Consiglio Regionale nel più breve tempo possibile che sia in grado di inquadrare legalmente la nostra attività e che riconosca la nostra professione così come sta avvenendo in altre regioni d’Italia. Questo perché non solo vogliamo contribuire versando ciò che è dovuto (tassa di soggiorno e tasse sui redditi fondiari) ed adempiendo agli obblighi di sicurezza e di comunicazione a P.S. e statistiche, ma allo stesso tempo vogliamo essere tutelati per ciò che la nostra professione rappresenta”.

04/01/2016 16.26
Redazione di Met


 
 

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