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Redazione di Met
Antiche Villeggiature, la ricerca del CDSE racconta tutti i cambiamenti
Schignano, il buen retiro dei pionieri del tessile pratese
Venerdì 14 settembre la serata-racconto, domenica 16 la passeggiata
È di anni recenti la scelta di molti pratesi di vivere stabilmente a Schignano, buen retiro – nei primi decenni del Novecento - dei pionieri dell’industria tessile pratese. A due passi dalla città, il centro valbisentino era a portata di mano per chi magari doveva continuare a seguire affari e produzione. È il potenziamento della rete viaria – la strada da Figline viene completata nel 1919 - che segna la svolta e include Schignano tra le più frequentate stazioni climatiche dei pratesi. Il racconto di questa evoluzione è contenuto nella ricerca e nella pubblicazione Antiche villeggiature, curato dal CDSE della Val di Bisenzio. C’è un capitolo interamente dedicato a Schignano, di cui si è occupata Luisa Ciardi.

E sono due gli eventi che rendono giustizia al ruolo fondamentale che il paese ha avuto nello sviluppo del turismo in Val di Bisenzio.

Venerdì 14 settembre alle 21.15 al Circolo Arci Villeggiature e villeggianti a Schignano, serata-racconto con proiezione di foto d’epoca e presentazione del volume Antiche Villeggiature. Val di Bisenzio e Montepiano tra Ottocento e Novecento, a cura della Fondazione CDSE, con Alessia Cecconi e Luisa Ciardi e in collaborazione con il CAI di Prato.

Domenica 16 settembre invece l’appuntamento è alle 9.30 ai Giardini del Centro Visite con La Schignano d’inizio Novecento tra ville e trattorie. Passeggiata per ville e antiche locande, a cura del CDSE, con Luisa Ciardi. Al termine colazione al punto ristoro de La Bertaccia a cura della Pro Loco di Schignano. La partecipazione è gratuita ma su prenotazione (fino ad esaurimento posti) scrivendo a info@fondazionecdse.it.

L’itinerario della passeggiata esplora l’epoca d’oro delle costruzioni signorili, il primo decennio del Novecento, quando farsi la villa a Schignano diventò uno status symbol per imprenditori e professionisti affermati. Lungo la via Bertini, oltre la villa Cappellini (acquistata dal Canovai, imprenditore tessile molto noto in vallata), sorsero villa Fantaccini, villa Berti, villa Fei e villa Rita. Anche un altro personaggio rimasto mitico nella memoria popolare, il commendator Salvatori, ex governatore della Cirenaica, veniva da Roma in villeggiatura a Schignano e si costruì la villa sulla strada principale.

“Come si può notare dagli elenchi dei villeggianti pubblicati sulla stampa locale, fatta eccezione per la famiglia Cappellini proveniente da Pistoia, il console Zannettini e le famiglie Thompson, Carnesecchi e Puggelli di Firenze, la maggior parte degli ospiti estivi di Schignano apparteneva alla borghesia imprenditoriale della vicina Prato - scrive Luisa Ciardi nella sua accurata ricerca - C’era Alceste Cangioli, proprietario di due stabilimenti tessili, uno in via Pomeria a Prato e uno a Vaiano, primo presidente dell’Unione Industriale Pratese nel 1912, «con una nidiata di bimbi», i Forti, i Bemporad e i Cardoso e la loro grande famiglia allargata, i Bigagli, pionieri nel campo del meccano-tessile. Qualche settimana al fresco di Schignano se la concedevano anche gli industriali Valaperti, Magnolfi e Mazzoni, questi ultimi eredi di quel Giovan Battista che con le sue invenzioni per la lavorazione della lana cardata aveva fatto la fortuna di Prato, e Dario Cai, titolare con il fratello Giovacchino di un’importante filatura a Vaiano, nel 1899 famosa come il primo stabilimento industriale ad essere illuminato dalla luce elettrica”.

La relativa vicinanza della stazione climatica valbisentina con la città di Prato permetteva agli imprenditori di spedire le famiglie al fresco per lunghi periodi, spesso l’intera stagione, mentre l’industriale vi soggiornava per periodi più brevi, o magari ‘faceva la spola’ - per rimanere nel gergo tessile – tra Schignano e la fabbrica. Tra i più illustri e conosciuti c’è il cavalier Giulio Forti, proprietario degli omonimi opifici alla Briglia e all’Isola, che era solito affittare alcuni quartieri al Palagio e in seguito la villa Fei. Da Schignano si recava spesso a piedi verso i suoi stabilimenti nel fondovalle, percorrendo la stessa strada dei suoi operai schignanesi, che erano soliti tagliare attraverso il bosco per la strada delle Malefarine per raggiungere La Briglia. Tra gli altri frequentatori della località montana, l’industriale Guido Lucchesi, fondatore dell’omonimo lanificio in piazza dei Macelli, soggiornava al Palagio. Alla trattoria di Villamagna, con terrazza panoramica, condotta dallo Sbrocchi era ospitata una piccola colonia intellettuale che contava il maestro Castagnoli, il ragionier Amos Scuffi, tra i sostenitori della Biblioteca Circolante fondata da Antonio Bruni a Prato, le maestre Cavaciocchi e altri professionisti e intellettuali. L’industriale Romei, invece, con il nipote era ospite fisso da Romolo.

antiche villeggiature Schignano

Villamagna

12/09/2018 12.57
Redazione di Met


 
 


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