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Redazione di Met
Firenze "città per la vita" dice no alla pena di morte
Sant'Egidio incontra i detenuti di Sollicciano e invita le comunità religiose a rivolgere un pensiero per la salvezza dei condannati nelle rispettive preghiere
'Città per la vita' per dire no, sempre, alla pena di morte. A Firenze la Comunità di Sant'Egidio ha scelto il penitenziario di Sollicciano come testimonial per questa battaglia di civiltà, con due incontri ai quali giovedì 29 novembre hanno preso parte due gruppi di detenuti. Tutti hanno firmato l'appello contro la pena di morte che viene periodicamente ripresentato in sede Onu per confermare e/o adottare la sospensione della pena capitale negli Stati del mondo.

La Comunità di Sant’Egidio è entrata nei bracci della morte, attraverso la corrispondenza epistolare, raggiungendo attraverso una rete di amici oltre 1800 condannati a morte. Tra di essi anche quelli a cui scrivono gli amici della Comunità di Firenze che, nella sera di venerdì 30 novembre, si è riunita in una preghiera per la salvezza dei condannati a morte. Il 30 novembre è peraltro la giornata della Festa della Toscana, in cui si celebra l'abolizione della pena di morte da parte del Granducato di Toscana il 30 novembre 1786.

Per quella stessa giornata Sant'Egidio aveva proposto alle comunità religiose di leggere un'intenzione sul tema nei loro rispettivi momenti di preghiera. Hanno aderito tra gli altri i Padri Assunzionisti, le Serve di Maria, i preti del Convitto ecclesiastico, il Seminario Maggiore di Firenze, il Cammino Neocatecumenale, le parrocchie di San Jacopino e San Gervasio, la Chiesa Anglicana, la Comunità Copta. L'invito è stato rivolto anche alla Comunità islamica, alla Comunità ebraica e ai buddisti della Soka Gakkai perchè un'intenzione di preghiera fosse accolta nelle forme del loro culto.

Nella preghiera svoltasi nelle chiesa di Santa Maria dei Ricci, Sant'Egidio ha ricordato gli amici con i quali è in corrispondenza; quelli che purtroppo, nel corso degli anni, sono stati eseguiti; quelli, e non sono pochi, che hanno visto riaprire il processo, si sono salvati o sono stati riconosciuti non colpevoli dei delitti che erano stati loro attribuiti.

E' stata letta, in particolare, questa intenzione:
"Signore, a Te che hai subìto la pena di morte e al nardo puro della Tua misericordia, affidiamo in questo giorno tutti coloro che sono condannati alla tua stessa pena, perché trovino il Tuo conforto nei momenti di disperazione e la Tua compagnia nella solitudine.
Ti preghiamo Signore, converti i nostri cuori affinché il giudizio lasci spazio alla conversione, si diffonda una cultura di pace e rispetto della vita umana e presto sia abolita la pena di morte in ogni parte del mondo"

Per l'invito alla preghiera in Santa Maria dei Ricci è stata scelta l'immagine del Cristo nel tabernacolo di Borgo La Croce, che vedevano i condannati prima di essere eseguiti nell'attuale piazza Beccaria.

La Terza Commissione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, quella che si occupa dei diritti umani, ha intanto approvato la risoluzione sulla moratoria. Maggiore il numero di consensi rispetto al 2016. Otto Paesi in più, infatti, hanno espresso il loro appoggio alla raccomandazione delle Nazioni Unite di fermare le esecuzioni capitali. 123 i Paesi che hanno votato a favore della moratoria, mentre erano stati 115 nel 2016.
Nel 2018, dopo anni di battaglie civili e di sforzi diplomatici a diversi livelli, sono 140 i Paesi abolizionisti di fatto o di diritto (97 per tutti i reati, 8 per i reati comuni e 35 sono abolizionisti de facto), mentre sono 58 i Paesi che ancora mantengono la pena capitale. Anche se negli ultimi anni il numero di esecuzioni è lentamente diminuito sono ancora circa 20000 le persone su cui pesa una condanna a morte.

Il Cristo del tabernacolo di Borgo La Croce

01/12/2018 16.55
Redazione di Met


 
 

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