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Metropoli strategiche - de Magistris: "I sindaci insieme possono fare moltissimo"
Alla tavola rotonda organizzata dall’Anci a Napoli molti amministratori hanno partecipato tracciando un bilancio dei primi due anni di vita delle Città metropolitane e tratteggiando un percorso per il loro rafforzamento
Opportunità e criticità delle Città metropolitane alle prese con l’innovativo strumento della pianificazione strategica ma anche con una indispensabile ridelimitazione di funzioni e organi che devono gestirle. Se n’è parlato a Napoli, in occasione di un confronto di bilancio sui primi due anni di vita di questi enti e nella prospettiva di un percorso che porti al loro rafforzamento. “Nuove prospettive delle Città metropolitane”, ospitato nella sede del Consiglio metropolitano di Napoli, e organizzato dall’Anci nell’ambito del progetto “Metropoli strategiche”, finanziato dal Pon governance, è stato animato da molti amministratori e dirigenti delle Città metropolitane che hanno condiviso le loro esperienze e restituito un quadro molto composito.
Il sindaco metropolitano di Napoli e vicepresidente dell’Anci, Luigi de Magistris, ha aperto e concluso i lavori. “Se noi sindaci ci mettiamo insieme - ha sostenuto - possiamo fare davvero tanto. Per il piano strategico della Città metropolitana di Napoli, senza il minimo condizionamento dovuto al suo posizionamento politico, ogni amministratore comunale ha portato il suo contributo, tutti consapevoli dell’opportunità unica che potevamo cogliere: risorse vere, disponibili, e sulla cui pianificazione decidono i sindaci”.
Alla tavola rotonda ha contribuito la presenza di delegati e dirigenti delle Città metropolitane di Roma, Messina, Bologna, Palermo, Bari, Reggio Calabria, Torino e Cagliari. Sottolineando - come ha fatto Giacomo Capuzzimati, direttore generale della Città metropolitana di Bologna - la fondamentale funzione della partecipazione larga alle scelte, del ruolo importante del processo, del metodo per raggiungere il risultato di una pianificazione davvero vicina alle esigenze del territorio. O evidenziando le difficoltà di muoversi in una cornice istituzionale non definita precisamente per i nuovi enti (come Davide Lorenzon, delegato alla pianificazione strategica della Città metropolitana di Roma capitale) o scontando un ritardo antico (Maria Angela Caponetti, segretario generale della Città metropolitana di Messina). (com)

18/01/2019 18.01
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