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Regione Toscana
Sanità: trapianti fuori regione, si unanime a legge per rimborsi
Sostegno economico per viaggio, vitto e alloggio nel caso in cui i centri toscani non siano in grado di rispondere al bisogno in tempi congrui. Gli interventi dei consiglieri
Passa con il voto unanime del Consiglio regionale la nuova legge per assicurare rimborsi ai toscani che si sottoporranno a trapianto di organi in altre regioni. La nuova legge regionale, in analogia con quanto avviene per chi si reca all’estero, intende garantire sostegno economico attraverso il rimborso delle spese a carattere non sanitario sostenute dai soggetti sottoposti a trapianto, dagli eventuali donatori e dai loro accompagnatori, nel caso in cui i centri toscani non siano in grado di rispondere al bisogno in tempi congrui. Le Asl rimborseranno le spese sostenute per viaggio (fino a 150 euro a persona per ogni tratta), vitto e alloggio (massimo 200 euro al giorno e non oltre i mille euro la settimana per paziente e accompagnatore), sia per esami preliminari, interventi di trapianto o ri-trapianto, successivi controlli.

Il rimborso verrà corrisposto secondo modalità che saranno stabilite dalla Giunta regionale entro 60 giorni dalla definitiva approvazione della legge e sarà esteso anche ad un eventuale accompagnatore: per l’intera durata del soggiorno, se il paziente sottoposto al trapianto è minorenne o non autosufficiente; negli altri casi, l’accompagnatore sarà rimborsato nel giorno del trapianto e nei due giorni successivi. Il rimborso è riconosciuto anche all’eventuale donatore, così come al suo eventuale accompagnatore. Avranno diritto al rimborso i residenti in Toscana, secondo i seguenti requisiti: al 100 per cento dei costi sostenuti per redditi familiari fiscali o Isee fino a 36mila 151 euro; al 50 per cento dei costi sostenuti per redditi familiari fiscali o Isee tra 36 mila 151 euro e 70mila euro; al 25 per cento dei costi sostenuti per redditi familiari fiscali o Isee tra 70mila e 100mila euro.

Sarà possibile richiedere il rimborso nel caso in cui la prestazione non sia erogabile in Toscana o il paziente sia iscritto in lista di attesa regionale per un tempo superiore agli standard; al paziente iscritto nella lista regionale per il trapianto di rene che usufruisca della seconda iscrizione in altra lista al di fuori dalla regione; al paziente giudicato non idoneo al trapianto presso un centro toscano; e infine, con un emendamento presentato dal presidente Scaramelli, sarà possibile richiedere il rimborso per i bambini già iscritti nella lista nazionale pediatrica o che abbiano intrapreso il percorso finalizzato all’iscrizione.

Secondo i dati raccolti dalla commissione, i cittadini residenti in Toscana sottoposti a trapianto in altre regioni dal 2002 a oggi sono 681. Negli ultimi cinque anni, in media circa 90 persone ogni anno si sono dovute recare fuori Toscana. Sono attualmente 148 le persone in attesa di trapianto fuori regione. Per polmone, fegato, rene e pancreas, i tempi di attesa in Toscana sono inferiori alla media nazionale, diversamente a quanto accade per il cuore. Tre i centri regionali per il trapianto di rene: Pisa, Firenze e Siena, mentre manca un centro di trapianto pediatrico. Anche per il fegato, non c’è in Toscana un programma per il trapianto pediatrico. Per il trapianto in età adulta si segnala il centro di Pisa. Per cuore e polmoni, si prospetta la definizione di una lista unica nazionale. La previsione è che l’istituto del rimborso previsto dalla nuova legge interesserà intorno a 900 persone nei prossimi anni. È previsto uno stanziamento di 301mila euro per il 2019 e 362mila euro l’anno per il 2020 e 2021.

“La commissione ha svolto il proprio lavoro sulla proposta originaria arrivata dalla Giunta”, ha spiegato Stefano Scaramelli (Pd), presidente della commissione Sanità. “Abbiamo voluto assicurare assistenza di carattere sociale e non soltanto sanitario, ci sono famiglie che rimangono a lungo lontano da casa. Abbiamo preteso con forza che tutti i trapianti in età pediatrica, così come per i pazienti non autosufficienti, possano essere rimborsati in maniera integrale indipendentemente dalle fasce di reddito”. Per i pazienti maggiorenni, “resta il rispetto delle fasce di reddito, con il riconoscimento del rimborso al 25 per cento anche nella terza fascia, al di sopra dei 36mila euro”.

Il consigliere Jacopo Alberti annuncia il voto favorevole della Lega, “come già in commissione, su un provvedimento che non ci vede al primo posto, Lazio e Veneto si sono già attivate, ma che offre una giusta risposta a chi deve sottoporsi ad un trapianto lontano da casa”. Con una specificazione: “Penso che la sanità toscana dovrebbe riuscire a fare in modo che i nostri utenti del sistema sanitario non si debbano rivolgere ad altre Regioni”.

La consigliera Monica Pecori (gruppo misto-Tpt) presenta una serie di emendamenti (respinti) per assicurare anche l’anticipo dei rimborsi, non previsto dal provvedimento approvato. E ad Alberti risponde che “l’autosufficienza non sempre va d’accordo con l’eccellenza”.

Serena Spinelli (Art.1-Mdp) annuncia il voto favorevole e ribadisce “il concetto che non si può fare tutto in Toscana, meglio che particolari trapianti vengano effettuati in centri di eccellenza, come accade per i bambini che si sottopongono al trapianto di fegato in Sicilia o a Bergamo”.

Andrea Quartini (M5s) giudica con favore “questa legge interessante”, sulla quale evidenzia un solo punto di dissenso: “Restiamo convinti che sia sbagliato introdurre la ripartizione in fasce di reddito e i ticket in sanità. Meglio sarebbe che i ricchi pagassero più tasse per finanziare i servizi, ma quando qualcuno si ammala deve avere in ogni caso accesso gratuito al servizio sanitario”.

Il presidente della seconda commissione, Gianni Anselmi (Pd) interviene “per rivolgere una serie di ringraziamenti”, riguardo a una legge “che nobilita il Consiglio regionale, consegna una misura equa di civiltà sanitaria”. Il suo grazie va “a Gabriele Bracci, che per il gruppo del Partito democratico ha elaborato una misura poi levigata e approvata dalla Giunta regionale; all’assessore Stefania Saccardi, che ha recepito il bisogno di attenzione che emergeva, al presidente della terza commissione Stefano Scaramelli”.

Anche secondo Paolo Sarti (Sì-Toscana a sinistra), questa legge merita l’approvazione. Il vicepresidente della commissione Sanità mette però in guardia dai pericoli “dell’ipotesi di regionalismo differenziato prospettato dalla ministra Grillo, che si appresta ad assestare un ulteriore colpo al servizio sanitario pubblico”.

(a cura dell’Ufficio Stampa, 12 febbraio 2019)

12/02/2019 21.59
Regione Toscana


 
 

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