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Certificazioni per i bambini con disabilità. Nessuna attesa quando il bisogno è urgente
L’unità funzionale salute mentale infanzia e adolescenza spiega i percorsi A Pistoia ogni anno seguiti 1600 alunni
Certificazioni per i bambini con disabilità. Nessuna attesa quando il bisogno è urgente
Nessuna attesa per le certificazioni che riguardano i bambini disabili quando il bisogno è urgente. Lo precisa l’Azienda Sanitaria spiegando che nella maggioranza dei casi i bambini con disabilità (disturbi autistici, neurologici, genetici, dello sviluppo) sono già in carico ai professionisti delle unità funzionali salute mentale infanzia e adolescenza e gli stessi servizi incoraggiano le famiglie a fare richiesta di riconoscimento dello stato di disabilità all’Inps, e questo, in genere, prima della scuola dell’obbligo.

Il dottor Marco Armellini, direttore dell’area aziendale salute mentale infanzia e adolescenza, precisa che in una parte dei casi è la Scuola ad evidenziare una problematica che non era stata riconosciuta prima, e a sollecitare la famiglia a richiedere l’approfondimento diagnostico e una presa in carico da parte dei servizi: in questi casi il Pediatra o il Medico specialista richiedono la certificazione on line all’Inps (per avere il riconoscimento di disabilità qualsiasi persona deve presentare una domanda all’Inps e viene rilasciato il certificato elettronico) e contemporaneamente viene richiesta la visita neuropsichiatrica infantile che può essere prescritta secondo un codice di priorità previsto dalla normativa. Se si sospetta il disturbo autistico la visita è urgente, mentre negli altri casi è “breve” In nessuno di questi casi –come è stato erroneamente affermato in una nota stampa di questi giorni- l’attesa raggiunge i tempi di attesa di dieci mesi.

“I nostri servizi –spiega il dottor Armellini - non sono dei semplici erogatori di certificazioni, ma servono per organizzare e seguire un percorso di diagnosi ( che spesso, per la natura stessa dei disturbi, può essere lungo e complesso e richiedere accertamenti strumentali, metabolici e genetici) e soprattutto a dare (anche attraverso convenzionati esterni) cure e riabilitazione: è quella che noi professionisti chiamiamo 'presa in carico', che nelle disabilità dell'infanzia e dell'adolescenza può durare fino all'età adulta”.

Nella “presa in carico” di un bambino collaborano strettamente i servizi dell’Azienda e la Scuola attraverso gli insegnanti, compresi quelli di sostegno che, insieme, alla famiglia scrivono il Progetto Educativo Individuale, in cui si prevedono tutte le attività che possono consentire di usare al meglio le occasioni di sviluppo offerte dalla scuola. Questo Progetto viene verificato periodicamente, e gli operatori dell'AUSL (o dei convenzionati) intervengono direttamente nella Scuola per guidare l'azione degli insegnanti, fornire materiale, suggerire strategie e tecniche abilitative.

Tutto questo riguarda ogni anno, nell'ambito della Provincia di Pistoia, oltre 1600 alunni, e ogni anno sono richieste, su sollecitazione della Scuola, oltre 700 visite di neuropsichiatria infantile per sospetti disturbi dell'apprendimento (che in una piccola minoranza dei casi si rivelano dovuti ad una condizione di disabilità).

La normativa della Scuola italiana prevede anche che il Consiglio di classe decida per la presenza di un Bisogno Educativo Speciale (BES) e di conseguenza attivi un Progetto Didattico Personalizzato, finalizzato a garantire che il problema dell'alunno riceva la riposta educativa e didattica più idonea, mentre spetta ai servizi della AUSL garantire la cura e la riabilitazione del disturbo

09/05/2019 12.12
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