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Comune di Empoli
Empoli. ‘Note di… classica’ chiuderà con 160 persone sul palco per la ‘Messa da Requiem’ di Verdi
Un’opera in onore di Alessandro Manzoni. Coro e Orchestra dirette dal Maestro Alessandro Bartolozzi per l’associazione Mosaico. Martedì 28 maggio alle 21.30, Chiesa di Santo Stefano, Via dei Neri
Un coro composto da 90 persone, 60 professori d’orchestra che suoneranno, a loro si aggiungeranno 4 solisti e i tecnici, circa 160 persone dirette dal Maestro Alessandro Bartolozzi.
Insomma, l’ultimo appuntamento della rassegna musicale ‘Note di…classica e altri suoni’ sarà uno spettacolo assoluto. Un concerto da non perdere quello promosso dall’associazione Mosaico: sarà proposta ‘Messa da Requiem’ di Giuseppe Verdi.

Appuntamento nella Chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani, in Via dei Neri a Empoli, martedì 28 maggio 2019, alle 21.30. Un evento a ingresso gratuito grazie ai sostenitori e al patrocinio del Comune di Empoli, Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Empoli, Lions Club Empoli ‘Ferruccio Busoni’, Accademia Collegio de' Nobili, Confesercenti Circondario Empolese Valdelsa.
INTERPRETI - Silvia Pacini soprano, Ramona Peters mezzo soprano, Simone Mugnaini tenore, Romano Martinuzzi basso; Schola Cantorum Labronica coro; Maurizio Preziosi maestro del coro; Saverio Mancuso maestro collaboratore; Orchestra Sinfonica
“Il Mosaico”. Direttore Maestro Alessandro Bartolozzi
PROGRAMMA - Requiem et Kyrie, Dies Irae, Offertorium, Sanctus, Agnus Dei, Lux Aeterna, Libera Me.
COMPOSIZIONE DELL’OPERA - La prima esecuzione della Messa da Requiem ebbe luogo a Milano nella Chiesa di San Marco, in occasione dell’anniversario della morte di Alessandro Manzoni, il 22 maggio 1874, sotto la direzione di Giuseppe Verdi. Non vi sono dubbi sulla incondizionata ammirazione, sulla venerazione che Verdi provava per Manzoni e sulla intensità con cui fu colpito dalla sua scomparsa; eppure non si deve sopravvalutare l’importanza che ebbero per il musicista le circostanze esterne che fornirono l’occasione a questa Messa. Decise così di comporre il Requiem in onore di Manzoni.
Il desiderio di comporre una Messa funebre, sentita come occasione per meditare sulla morte e sul destino dell’uomo, aveva radici profonde nella personalità verdiana. La riflessione sulla morte ispira a Verdi non solo i fiammeggianti bagliori di una tragicità sentita con intensità quasi fisica; essa si apre anche ad accenti di arcana dolcezza, ad implorazioni sommesse e ad improvvise illuminazioni. La posizione di Verdi di fronte alla morte è lontana da ogni certezza della Fede; e da qui deriva la natura drammatica, tutta umana e terrena, del suo Requiem.
La costruzione generale di questo incommensurabile capolavoro comprende i sette movimenti tradizionali della liturgia cattolica, ma ognuno è trattato come un dramma singolare, con la diversità dei suoi colori, delle sue dimensioni, i suoi ensemble, i suoi assoli, quasi come un'opera.
Sostenuto da una forza visionaria che attraversa tutti i sentimenti umani, dall’abbattimento alla rivolta, dalla rabbia all'abbandono, scosso dal grido ripetuto dei “Dies Irae”, questo appassionato Requiem appare come la corsa della vita che ha raggiunto il suo limite e si interroga sul mistero della morte.
È significativo che Verdi non termini il suo lavoro sulla parola affermativa “Amen”. L’ascoltatore non sa se la supplica finale sarà accolta oppure no, percepisce solo lo spegnersi della vita. La domanda dell’individuo, sospeso tra timore e speranza, non ha risposta, e il finale termina con l’unica certezza della morte terrena.

17/05/2019 10.54
Comune di Empoli


 
 

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