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Regione Toscana
Garante detenuti: Consiglio esprime apprezzamento per attività svolta nel 2018

Approvata a larga maggioranza la proposta di risoluzione sulla relazione annuale
Garante detenuti (foto archivio Antonello Serino Redazione di MET)
Approvata a maggioranza in Aula, la proposta di risoluzione sulla relazione annuale sull’attività svolta dal garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale nel 2018. L’atto che ha ricevuto il voto favorevole di Pd, M5S, Sì-Toscana a sinistra, Art.1-Mdp e gruppo misto, il voto contrario di Lega e Fratelli d’Italia, esprime apprezzamento per l’attività e i risultati 2018 del Garante. La risoluzione ribadisce, inoltre, l’impegno assunto con la legge regionale 19 novembre 2009, n.69 (Norme per l’istituzione del garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale), a contribuire ad assicurare la finalità rieducativa della pena e il reinserimento sociale dei condannati e, più in generale, l’effettivo godimento dei diritti civili e sociali nonché la rimozione degli ostacoli al godimento di tali diritti all’interno delle strutture restrittive della libertà personale.

È stato il presidente della commissione Affari istituzionali Giacomo Bugliani (Pd) ad illustrare l’atto. “Si fa riferimento – ha detto Buglinai – alle cifre del sistema penitenziario toscano che sono in ascesa, dagli oltre 4mila detenuti nel triennio 2011-2013 si era passati ad un decremento delle presenze (grazie ai provvedimenti per ridurre il sovraffollamento in ottemperanza alla sentenza Torreggiani della Corte europea dei diritti umani) negli anni successivi con 3mila 260-3mila 280 unità, ma dal 2017 vi è stata una nuova ripresa, che ha portato, al 31 marzo 2019, a 3mila 420 detenuti”.
Si parla poi, ricorda il presidente, delle sanzioni di comunità applicate in Toscana, con un quadro delle misure alternative e della messa alla prova, evidenziando “un aumento dei soggetti in carico al servizio sociale penitenziario, in totale 8mila 160 nell’anno 2018 (rispetto ai 5mila 738 del 2015)”.

Bugliani ricorda poi, gli obiettivi raggiunti, come i lavori per eliminare i servizi igienici a vista nella sezione femminile del carcere di Pisa e le ipotesi strategiche come la costruzione del teatro stabile nel carcere di Volterra e la trasformazione del Gozzini di Firenze, oggi a custodia attenuata, in istituto per le donne. Il presidente si sofferma poi, sulla necessità di migliorare la tutela del diritto alla salute in ambito penitenziario e la somministrazione gratuita di farmaci di fascia C, l’introduzione di piastre elettriche al posto dei fornellini a gas utilizzati nelle celle, la diffusione di prestazioni odontoiatriche per tutti, la ristrutturazione di cucine e mense, l’applicazione del regolamento penitenziario.

Nella parte finale dell’atto si illustrano anche i nuovi fronti d’impegno del Garante: il monitoraggio dei trattamenti sanitari obbligatori (Tso), che ha preso il via negli ultimi mesi del 2018 con la richiesta di dati all’Assessorato alla sanità sui numeri delle degenze, sui giorni di ricovero per ogni Tso e sull’eventuale uso della contenzione e la sua annotazione in appositi registri e il monitoraggio dell’uso e delle condizioni delle camere di sicurezza in dotazione alle questure e alle prefetture, della presenza sia del necessario per una permanenza dignitosa dell’arrestato sia delle informazioni finalizzate alla tutela dei suoi diritti.

Apprezzamento al lavoro del garante è stato espresso da Gabriele Bianchi (M5S). “La nostra attenzione – ha detto – è rivolta anche a chi lavora nel carcere”. Tra i suggerimenti avanzati dal consigliere regionale “l’aumento del numero di dipendenti, di figure sanitarie e operatori culturali”.

“In tutta la sua attività – è intervenuta Monica Pecori (gruppo misto-Tpt) si percepisce la passione verso un impegno che va al di là dell’aspetto istituzionale. Si vuole stabilire che prima di tutto deve esserci la dignità della persona”. La consigliera regionale ha rimarcato la necessità di risolvere le carenze strutturali degli istituti penitenziari e l’importanza di garantire le cure odontoiatriche e sanitarie.

Marco Casucci (Lega) ha parlato di “dati preoccupanti: aumenta il numero di detenuti, tanto da rendere le nostre strutture insufficienti per garantire agli stessi ma anche a chi ci lavora, di poter essere tutelato e di poter scontare la pena in un’ottica rieducativa, da un lato e di poter svolgere la propria missione professionale dall’altro”. Casucci ha ribadito l’importanza “di garantire la certezza della pena” e, commentando i dati sul 50 per cento dei detenuti di nazionalità non italiana, di aprire una riflessione sulla necessità del rimpatrio.

“Un lavoro svolto con competenza e professionalità anche con il suo impegno personale”. Così Tommaso Fattori (Sì-Toscana a sinistra) ha parlato dell’attività di Corleone. “Il garante deve garantire la dignità umana – ha sottolineato il consigliere regionale – e i diritti civili, sociali dei più fragili a partire da quello alla salute, mancano le cure odontoiatriche e occorre fornire i farmaci di fascia C”. “Positivo – continua – l’inizio del monitoraggio dei trattamenti sanitari obbligatori e dell’eventuale uso della contenzione che in Toscana è vietato. Un capitolo a sé è quello delle donne con bambini in carcere, è una barbarie consentire di farli vivere lì nei primi anni di vita.”

Andrea Quartini (M5S) ringrazia il garante e fa alcune riflessioni. “Di fronte ad un sovraffollamento delle strutture – afferma – siamo in regime di sotto organico sia per agenti di polizia penitenziaria sia per personale sanitario”. Il consigliere ricorda l’importanza della “certezza della pena”, che però “deve essere un debito risarcitorio e non una punizione, non un atteggiamento vendicativo”. Si sofferma poi, sul fatto che “oltre un terzo dei detenuti devono scontare una pena in seguito alla tossicodipendenza e non ricevono le cure necessarie”. Infine, ha evidenziato l’importanza che si inizi a parlare delle “camere di sicurezza nelle questure che versano in condizioni allucinanti ” e dei “rimpatri assistiti”.

“Da anni – interviene Massimo Baldi (Pd) – il garante getta un fascio di luce prezioso per vedere le condizioni delle carceri in Toscana, dove la giustizia rischia di trasformarsi in violenza e vigila che la giustizia faccia il suo corso”. Per Baldi tra le soluzioni possibili c’è il “superamento del sistema carcere-centrico, i tempi sono maturi per infliggere la pena, privando le persone della libertà, ma non necessariamente con la carcerazione”.

Tra gli appuntamenti calendarizzati con Corleone ricorda Stefano Scaramelli (Pd) altre visite nelle carceri toscane per verificare l’andamento dei lavori e fare il punto delle varie situazioni. “I temi trattati sono stati molteplici – ha detto il presidente della commissione Sanità –, tra i quali uno dei più importanti è quello delle malattie psichiatriche che si lega alla questione del Tso, alla somministrazione dei farmaci, alle Rems”. Scaramelli ha ricordato anche la questione della polizia penitenziaria, che “a settembre sarà ascoltata in commissione” e delle misure alternative come il lavoro socialmente utile.

A concludere il dibattito Serena Spinelli (Art.1-Mdp) che ringrazia Corleone “per aver fatto una relazione di parte, essendo lui il garante dei detenuti, per aver narrato le condizioni dei detenuti in carcere e le loro difficoltà. C’è un esame impietoso di questa realtà”. “Adesso compito del Consiglio regionale – ha affermato – è capire dove la Regione può intervenire per migliorare le loro condizioni di vita”. Spinelli ha ricordato il ruolo centrale della Regione nel garantire la salute in carcere, anche quella mentale.

12/06/2019 8.06
Regione Toscana


 
 

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