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Pergola, Niccolini, Mila Pieralli, Era
Alleanza strategica Italia-Francia tra il Teatro della Pergola di Firenze e il Théâtre de la Ville di Parigi
In sinergia con Parigi a Firenze debutterà nel 2020 Rhinceros e Ionesco Suite
Firenze-Parigi - (da sinistra) Giorgetti, Demarcy-Mota_ ph. Filippo Manzini
Europa, Gioventù, Mondo. Presentate in Palazzo Vecchio le direttrici dell’alleanza strategica Italia-Francia tra il Teatro della Pergola di Firenze e il Théâtre de la Ville di Parigi, fondata sulla visione di un futuro che sia realmente europeo e la costruzione di un nuovo metodo di lavoro e confronto mai sperimentato prima nel mondo teatrale.

«Il Teatro della Toscana – afferma il nuovo Presidente Tommaso Sacchi –, e in particolare il Teatro della Pergola, stanno cambiando passo. I giovani si prendono la scena e il teatro si apre a nuove collaborazioni internazionali».

La coproduzione Mary Said What She Said, con Isabelle Huppert diretta da Robert Wilson, in esclusiva alla Pergola 11-13 ottobre, è il primo passo di un’intesa di valori, in chiave di apertura e di superamento di ogni alterità o diversità, attraverso la Carta 18-XXI, manifesto che mette al centro i primi figli del Duemila. È già stata sottoscritta da altissime personalità, tra cui l’astrofisico Jean Audouze, il Rettore dell’Académie de Paris e della regione accademica dell’Ile-de-France Gilles Pécout e quello dell’Università di Firenze Luigi Dei, il Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Firenze Carlo Sisi, il neurobiologo Stefano Mancuso.

Nella prospettiva dell’elaborazione di questo nuovo paradigma di lavoro, la Pergola parteciperà agli Chantiers parigini 2020 dove il Théâtre de la Ville con il suo direttore Emmanuel Demarcy-Mota selezionerà 12 diplomati della Scuola per Attori “Orazio Costa” che formeranno la Compagnia dei Giovani del Teatro della Pergola.

In sinergia con Parigi, a Firenze debutterà nel 2020 Rhinceros e Ionesco Suite diretti da Demarcy-Mota, seguendo di poco Jungle Book di Robert Wilson con le musiche orinali delle CocoRosie.

Un’innovativa strategia di relazione e partnership, che prima ancora che spettacoli vuole creare opportunità internazionali, in modo particolare per i giovani. Il Teatro della Pergola e il Théâtre de la Ville, Firenze e Parigi, la Francia e l’Italia, hanno condiviso e presentato in Palazzo Vecchio la visione di un futuro che sia realmente europeo e la costruzione di un nuovo metodo di lavoro e confronto mai sperimentato prima nel mondo teatrale. Questo rappresenta il momento di avvio della nuova identità del Teatro della Pergola, identificata su impulso di Tommaso Sacchi, il nuovo Presidente del Teatro della Toscana, che così afferma: «Il Teatro della Toscana, e in particolare il Teatro della Pergola, stanno cambiando passo. I giovani si prendono la scena e il teatro si apre a nuove collaborazioni internazionali. La Carta 18-XXI, manifesto di principi che mettono al centro quanti hanno compiuto o compiranno 18 anni nel XXI secolo è una fortissima chiamata all’impegno dei giovani sui temi dell’arte, della scienza, dell’educazione e dell’ambiente. Allo stesso tempo Firenze si avvicina alla Francia e si appresta ad avviare un dialogo con le principali capitali europee seguendo il filo rosso della cultura e dei valori condivisi. Il nuovo corso passa attraverso questo percorso di grande respiro internazionale che il nostro teatro, uno dei più antichi d’Europa, ha deciso di intraprendere con convinzione e senza esitazioni. Il primo passo e il simbolo di questa intesa valoriale ed artistica sono rappresentati dalla coproduzione tra la Pergola e il Théâtre de la Ville di Parigi dello spettacolo Mary Said What She Said di Darryl Pinckney, diretto da Robert Wilson, con Isabelle Huppert e le musiche originali di Ludovico Einaudi. Comincia un cammino lungo e complesso, all’insegna del cambiamento e dell’innovazione, che spero condurrà non solo la Pergola, ma anche Firenze, in una nuova era per il teatro e per la cultura della città. Per tutte queste ragioni il teatro della Pergola rappresenta la vera porta d’Europa per Firenze».

Alla Carta 18-XXI, cui ha dato per primo impulso il Théâtre de la Ville con il suo direttore Emmanuel Demarcy-Mota, hanno aderito altissime personalità, tra cui l’astrofisico Jean Audouze, il Rettore dell’Académie de Paris e della regione accademica dell’Ile-de-France Gilles Pécout e quello dell’Università di Firenze Luigi Dei, il Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Firenze Carlo Sisi, il neurobiologo Stefano Mancuso. L’impegno comune per tutti quanti sottoscrivono la Carta 18-XXI è: agir, faire, créer, au maximum de leur capacitée: travailler pour les autres (agire, fare, creare, al massimo delle loro capacità: lavorare per gli altri). Il documento è stato letto da 20 liceali, 10 provenienti dal Liceo Montaigne di Parigi (nell’ambito della stagione franco-italiana dell’Académie de Paris), 10 dal Liceo Linguistico Internazionale Machiavelli-Capponi di Firenze. Sono loro i “18-XXI”, i primi figli del Duemila che si sono cimentati anche in brani di Victor Hugo, Albert Camus, Giacomo Leopardi e Lorenzo de’ Medici, mentre i Nuovi, i diplomati della Scuola per Attori “Orazio Costa” del Teatro della Pergola, hanno letto un passo del Manifesto di Ventotene.

Da questa giornata ha inizio l’avvenire, anche in termini di elaborazione del nuovo paradigma di lavoro. Anche sull’esempio degli Chantiers parigini, cui il Teatro della Pergola intende attivamente partecipare dal 2020, a Firenze è nato un metodo: quello di “sessioni di lavoro” in cui ognuno dei partner e degli artisti si è messo a disposizione dei giovani allievi per “esporli” a nuove e differenziate prospettive, talora legate agli spettacoli coprodotti, talora a tematiche affrontate in modo inedito, come la relazione tra il gesto e il fatto teatrale e la città. Tale metodo è stato poi importato dal Teatre Lliure di Barcellona che ha avviato proprie sessioni, in parallelo.

Tutto questo con lo scopo collaterale di condurre i giovani a un confronto spettacolare con il pubblico, coordinato proprio dal direttore artistico del Lliure di Barcellona Juan Carlos Martel, che sarà parte attiva del contributo della Pergola agli Chantiers 2020.

Sempre in occasione della prossima edizione degli Chantiers i giovani attori diplomati della Scuola Costa trascorreranno un periodo di lavoro a Parigi con la troupe del Théâtre de la Ville ed Emmanuel Demarcy-Mota, al termine del quale saranno selezionati i 12 giovani che formeranno la Compagnia dei Giovani del Teatro della Pergola. Una seconda tappa di questo lavoro di scambio tra le equipe sarà nell’autunno del 2020, quando Rhinceros e Ionesco Suite diretti da Demarcy-Mota arriveranno a Firenze, seguendo di poco Jungle Book di Robert Wilson con le musiche originali delle CocoRosie, per preparare la nascita effettiva della Compagnia prevista nel 2021, con uno spettacolo diretto da Emmanuel Demarcy-Mota.

In questa prospettiva, il Teatro della Pergola ha adottato come propri alcuni prestigiosi artisti associati del Théâtre de la Ville: Robert Wilson, Isabelle Huppert, Dimitris Papaioannou, Israel Galvan, Euripides Laskaridis. Un sistema bilaterale, quello della relazione Francia-Italia di cui oggi poniamo le basi, che si muove alla ricerca della qualità in un movimento che è in costante apertura, attraverso il contributo fondamentale della produttrice internazionale Elisabetta di Mambro.

Perciò, l’orizzonte delle partnership si allarga indefinitamente agli accordi che Teatro della Pergola e Théâtre de la Ville, ognuno singolarmente o insieme, rifuggendo ogni idea di “club”, di unione per il potere, avviano con Barcellona e il Teatre Lliure, diretto dal già citato Juan Carlos Martel che è anche consulente della Fondazione, il cui posizionamento è strategico per potenziare l’ampiezza dell’accordo; poi con l’Accademia Østfold di Fredrikstadt, in Norvegia, con l’Accademia ArtEZ di Amsterdam e il Watermill Center di New York, creato da Robert Wilson.

Il Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards resta il messaggero internazionale della Fondazione, impegnato da quest’anno in regolari presenze di grande successo a Parigi.

Il filo delle relazioni corre e si tende quindi tra luoghi diversi, con l’obiettivo di un nuovo teatro europeo, resistente alle paure, senza barriere, aperto all’alterità, che abbia nei giovani risorse e fine ultimo, per un reale sguardo al futuro.

La creazione di una simile rete di Paesi partner, che nel corso del 2020 saranno meglio individuati e coinvolti (tra Portogallo, Spagna, Grecia), trova una base solida a livello nazionale nelle strutture partner italiane con cui da anni la Pergola condivide finalità, progetti e realizzazioni: Ambra Jovinelli e Nuovo Teatro con Marco Balsamo a Roma, Franco Parenti con Andrée Ruth Shammah a Milano, Nuovo Teatro a Verona con Paolo Valerio, Napoli con Roberto Andò e Olimpico di Vicenza con Giancarlo Marinelli.

12/10/2019 13.47
Pergola, Niccolini, Mila Pieralli, Era


 
 

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