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Comune di Firenze
Firenze. Ricordato dal presidente del Consiglio comunale Luca Milani il terremoto in Irpinia di 40 anni fa
"Avvenne alle 19:34 di domenica 23 novembre 1980 e provocò circa 3000 morti, 290 mila sfollati, 9000 feriti, con danni per miliardi di euro"
“Il terremoto dell’Irpinia avvenne alle 19:34 di domenica 23 novembre 1980 e provocò circa 3000 morti, 290 mila sfollati, 9000 feriti, con danni per miliardi di euro. Una tragedia che mise in evidenza i ritardi, l’impreparazione delle persone e delle istituzioni ad affrontare un fenomeno del genere, con gli scandali e le ruberie, con la disperazione, con i lutti e il dolore, con la necessità e l’obbligo di cambiare vita per buona parte della popolazione coinvolta, con la sottovalutazione di quanto fosse accaduto e stesse accadendo, con le bare stese nelle strade, con il primo, vero tentativo dei media nazionali e internazionali di offrire a lettori e telespettatori un quadro in tempo reale di quello che stava succedendo. È stato sicuramente – ha detto il presidente del Consiglio comunale Luca Milani – una delle più importanti tragedie del nostro Paese.

Come in ogni crisi, ogni catastrofe, ogni guerra, sono usciti allo scoperto gli eroi, soprattutto quelli meno attesi, e si sono palesati mistificatori e imbroglioni, a tutti i livelli.

Colpì un’area posta a cavallo delle province di Avellino, Salerno e Potenza. I comuni più duramente colpiti furono quelli di Castelnuovo di Conza, Conza della Campania, Laviano, Lioni, Sant’Angelo dei Lombardi, Senerchia, Calabritto e Santomenna. Nomi pressoché sconosciuti al resto d’Italia.

“Non vi sono stati i soccorsi immediati che avrebbero dovuto esserci. Ancora dalle macerie si levavano gemiti, grida di disperazione di sepolti vivi” disse il presidente Sandro Pertini al TG2 Studio Aperto del 25 novembre 1980.

Il 26 novembre 1980 il quotidiano “Il Mattino” di Napoli titolava in prima pagina “Fate presto”: erano passati già tre giorni dal terremoto che aveva distrutto l’Irpinia ma il Paese faceva ancora fatica a rendersi conto delle dimensioni del disastro. Ecco, che allora quello strillo a caratteri cubitali per chiedere soccorsi, urgenti, immediati alle popolazioni sepolte dalle macerie del terribile sisma fu ascoltato. Quella prima pagina verrà immortalata dal padre della Pop Art Andy Warhol – ha ricordato il presidente Luca Milani – in un’opera simbolo della tragedia. Nella relazione conclusiva presentata in Parlamento il 5 febbraio 1991, dalla Commissione parlamentare d’inchiesta presieduta dal Presidente Scalfaro, la somma totale dei fondi stanziati dal Governo italiano raggiunse la cifra di 50.620 miliardi di lire, così suddivisi: 4.684 per affrontare i giorni dell’emergenza; 18.000 per la ricostruzione dell’edilizia privata e pubblica; 2.043 per gli interventi di competenza regionale; 8.000 per la ricostruzione degli stabilimenti produttivi e per lo sviluppo industriale; 15.000 per il programma abitativo del comune di Napoli, e le relative infrastrutture; 2.500 per le attività delle amministrazioni dello Stato; 393 residui passivi”.

23/11/2020 16.33
Comune di Firenze


 
 


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