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Regione Toscana
Consiglio regionale: programmazione europea 2021-2027, il dibattito sulle linee strategiche e le risoluzioni approvate
Passano gli atti d’indirizzo del Partito democratico (con emendamento M5s), di Italia viva e del Movimento 5 stelle (con emendamento Pd). Respinte le proposte di risoluzione e un ordine del giorno dei gruppi di centrodestra
È ripreso il dibattito in Aula sulla comunicazione svolta lo scorso 28 settembre dal presidente della Giunta regionale, Eugenio Giani, relativa all’approvazione delle linee strategiche per la programmazione europea 2021-2027.

“Si parla di soldi che la Regione dovrà impegnare e di progetti” - ha detto Anna Paris (Pd). “Dal documento emerge una lucida fotografia della Toscana attuale, con pro e contro” e c’è “una concreta illustrazione dei vari sotto obbiettivi di quello centrale, che è intensificare la crescita”. E si parla poi “di sostenibilità ambientale, rilancio della produttività e impegno sulla demografia”. Secondo Paris, è solo sulla base di un impegno sulla demografia che riusciremo a fare tutto il resto”. Paris ha ribadito che “dobbiamo essere accoglienti e attrattivi per i giovani che vengono da altre regioni e Paesi” e “dobbiamo stare loro vicino e formarli”. “Parlando di giovani si parla di innovazione e start up” e “se vogliamo essere concreti dobbiamo fare in modo che il mondo dell’università e della ricerca parlino con l’impresa”. “Le start up - ha aggiunto - hanno la necessità di essere accompagnate per diversi anni, non basta finanziare il capitale”. Infine, riguardo alle donne, “il passo da compiere è quello di considerare l’equità di genere non solo un tema tra i tanti, ma una priorità trasversale da conseguire in tutti gli ambiti, e perciò propongo, in ogni bando, percentuali per le donne”.

A seguire l’intervento di Marco Niccolai (Pd) che ha ribadito che “la discussione si deve focalizzare sulla definizione dei fondi strutturali che intervengono per ridurre le diseguaglianze e consentire uno sviluppo equilibrato tra le varie aree dell’Unione europea e nei vari Stati”. Niccolai parla poi, della risoluzione che “vede primo firmatario il nostro capogruppo” e ne sottolinea un punto “rilevante nell’azione della Regione, quello che le aree interne, dove vive il 30per cento della nostra popolazione, debbano avere un’attenzione pari almeno al 30per cento dell’ammontare complessivo di questi fondi”. “Questo punto - ha aggiunto - dovrà avere una concretizzazione in tutti gli atti dell’amministrazione regionale”. Niccolai rimarca che si tratta di “aree che danno servizi eco-sistemici anche in termini di sostenibilità a vantaggio dell’intera popolazione, che riguardano tutti i cittadini e contribuiscono al presidio dei territori.” “All’interno di questa programmazione dei fondi strutturali penso che un tema rilevante l’abbia anche il Feasr per lo sviluppo rurale, che vuole ridurre gli svantaggi e soprattutto sviluppare investimenti e innovazione”. Secondo Niccolai, “per la Toscana i fondi dovranno essere orientati verso alcune sfide, come il tema del sostegno ad investimenti contro l’abbandono del territorio, il dissesto idrogeologico, il rischio incendi”.

Il vicepresidente del Consiglio regionale Marco Casucci (Lega) ha lamentato l’assenza in Aula del presidente Giani “che si era preso l’impegno di ascoltare e dare risposte” “Riguardo al tema delle risorse risulterebbero superiori rispetto al passato - ha detto - abbiamo un’occasione storica per cercare di superare le criticità strutturali, socio-economiche della nostra Regione aggravate dalla pandemia. Le ingenti risorse europee sono determinanti per cercare di consentire l’esigenza di ricostruzione della Toscana - come detto da Irpet-. Ci confrontiamo su un programma sostenuto da due miliardi e 300milioni di euro". Casucci ribadisce che “la Toscana rischia la tenuta sociale, con 58mila poveri in più”, “allarmanti anche i dati sulla disoccupazione” e “se non ci fossero state le misure di mitigazione avremmo avuto 117mila 282 unità di posti di lavoro persi”. Anche i dati sulla mortalità delle imprese, secondo Casucci, preoccupano. Il vicepresidente ha ricordato che alcuni obiettivi dell’Agenda europea 2020 non sono stati raggiunti o nemmeno colti come quello “dell’occupazione della popolazione tra 20 e 74 anni,” della formazione universitaria”, “quelli energetici al netto della geotermia”. “La nostra regione - ha ribadito - ha bisogno di un salto di qualità e di trovare le risorse per la ricostruzione”. “Manca una progettualità e una visione organica nuova” - ha concluso Casucci.

Stefano Scaramelli (Iv) ha commentato: “Ci sarà un livello di concertazione per comprendere come la Toscana potrà parlare con una voce sola”. Scaramelli ha espresso condivisione rispetto alle risoluzioni collegate all’informativa e ha sottolineato alcuni aspetti, accogliendo la richiesta delle categorie economiche che chiedono attenzione ai settori in sofferenza per la crisi, come quello del turismo. Scaramelli ha parlato della "riqualificazione del patrimonio ricettivo”, dello “sviluppo dell’imprenditoria giovanile e delle donne”, dell’importanza dell’efficientamento energetico, dell’utilizzo delle risorse per mettere in sicurezza il territorio, dell’economia circolare, della lotta allo spreco. “Ovviamente , poi, occorre un’Europa più connessa per fare in modo che la Toscana possa viaggiare ad un’unica velocità” e “particolare attenzione alle aree interne”. “E’ fondamentale mettere in parità di condizioni di partenza tutti i giovani e questo è compito della nostra Regione che fa della solidarietà e della sussidiarietà i suoi cardini; questo vuol dire mantenere servizi nelle periferie, servizi sociali e sostenere i negozi di vicinato”. Anche il “tema della mobilità sostenibile consente ai giovani di spostarsi e vivere la loro socialità” e poi “la possibilità di fare sport, divertimenti, attività educative, c’è un grande tema di riequilibro sociale e culturale”. Infine, “occorre un grande progetto sulla formazione e sull’alternanza scuola-lavoro e sulla formazione finalizzata all’occupazione”. “Servono misure di sostegno ma non è pensabile al reddito di cittadinanza per un giovane perché il lavoro dà dignità”.

“Il Partito democratico è pronto a perseguire qualsiasi iniziativa sul fronte della dei servizi alla famiglia, della crescita e della formazione dei giovani”. Parola di Cristina Giachi (Pd), che ha spiegato come gran parte della risoluzione presentata dal proprio gruppo sia incentrata sui servizi alle famiglie, per conciliare vita domestica, di cura e professionale. Senza perdere di vista la cultura, che non è un luogo dove si fanno investimenti per puro svago, ma è “in Toscana un giacimento di ricchezza e di identità”, così come lo sono i giovani, e tra le priorità non può che esserci la loro formazione.

Anche per Giovanni Galli (Lega) “avere speranza di futuro significa investire sulle nostre famiglie e non certo sui flussi migratori”, ma l’essenziale è andare nel concreto, programmare i fondi per dare risposte ai cittadini toscani. Secondo il consigliere lo sviluppo si può raggiungere solo investendo sulle grandi infrastrutture, e in Regione si parla solo di tranvia e di stadio di Firenze, quando invece anche le aree interne avrebbero necessità di essere meglio collegate. Da qui l’invito a fare uno “scatto in avanti”: “sviluppare gli investimenti più che sostenerli”.

Per Irene Galletti (M5S), che si è detta contenta di parlare di fronte al Governatore per guardare insieme al futuro, “la qualità della vita va oltre il Pil”. Secondo la consigliera finora il Pil è stato considerato la misura del successo, ma non è sufficiente, occorre guardare alla qualità della vita e al benessere delle persone. Inoltre, sfide e obiettivi fondamentali non vanno solo descritti, ma misurati e parametrati, guardando agli standard minimi e ai tempi necessari per raggiungerli, secondo specifici crono-programmi. Da qui l’invito alla Regione di partire dal contributo fornito dal lavoro della Cabina di regia “Benessere Italia”, per coniugarlo a livello toscano, e attuare una strategia vincente per “superare il Pil” e andare al “benessere sostanziale”, attraverso una serie di linee strategiche, che vanno dalla disuguaglianza del reddito all’abusivismo edilizio.

Vincenzo Ceccarelli (Pd), partendo dall’apprezzamento per la comunicazione e dalla constatazione di “vivere in una delle Regioni più evolute, avanzate e appetite nel mondo”, si è soffermato sulla necessità di affermare non solo la pari opportunità di genere, ma anche quella tra i diversi territori; quindi sull’opportunità di unire la Toscana più dinamica con quella delle aree interne e della Costa, per “ricucire la Toscana che viaggia a tre velocità, come ci ricorda sempre Irpet”. Da qui la richiesta alla Giunta regionale di rapportarsi con gli altri rappresentanti istituzionali, aiutando tutti a “pescare queste risorse”, a integrare sempre più e sempre meglio sociale e sanitario, nonché a investire in innovazione e competitività delle imprese, e a sostenere la filiera formazione e lavoro, anche nel campo della cultura, “per abbinare GiovaniSì a GiovaniQui, nella loro Toscana”.

“Mi appello alla Giunta regionale a fare presto e bene perché la Toscana non può più aspettare e siamo di fronte ad una sfida epocale, che va colta”. Questo il pensiero di Elisa Tozzi (Lega), che sul piano sociale e sanitario ha parlato di una sfida ancora più ambiziosa, visto il periodo della pandemia, che non può vederci adagiati sulla “Toscana Felix”. Alla Giunta regionale, in sinergia con il Consiglio, il compito di “spendere bene i fondi europei, da integrare con il Pnrr, secondo un programma da coniugare nel concreto e con prontezza, per dare risposte alla Toscana; lo sforzo deve assolutamente essere efficace e pregnante, ne va del nostro futuro”, ha affermato la consigliera.

“La sosterremo su tutto ciò che ci convince, non saremo al suo fianco se deciderà di mettere le mani nelle tasche dei toscani e di andare ad aumentare le tasse”. Così Marco Stella (FI), dopo aver parlato della difficoltà di gestire contemporaneamente fondi strutturali e risorse del Pnrr, ma anche della necessità di misurarsi sui fatti concreti. Il consigliere, partendo dalla progettualità legata alla Cabina di regia, rigorosamente fondata sulla filiera istituzionale - e sulla quale il Governatore è intervenuto in diretta rendendo noti tre appuntamenti già in calendario per novembre – ha passato in rassegna alcune priorità, come super bonus, pharma valley, riconversione delle imprese, città ad alta vocazione turistica. Stella ha chiuso il proprio intervento chiedendo quali sono i progetti esecutivi che la Regione presenterà al Governo e, infine, di fare chiarezza sui debiti della sanità toscana.

Secondo Alessandro Capecchi (FdI), in una situazione così compromessa e messa a dura prova dalla pandemia, si continua a non affrontare diverse questioni di fondo, come “la distruzione del tessuto economico diffuso, il dominio ineluttabile della tecnica sull’uomo, la presenza tollerata di veri e propri paradisi fiscali”. Come sottolineato dal consigliere, “se si vuole stare in un mercato aperto ci vogliono regole uguali per tutti, è impossibile competere con la Cina che non rispetta alcuna norma”; e ancora: “tante aziende hanno abbandonato l’Italia e sono andate in Olanda per non pagare le tasse, è questa l’Europa che serve ai popoli?”. “La Toscana deve alzare la testa e fare uno scatto di orgoglio – ha concluso Capecchi – compiendo scelte oculate e concentrando energie e risorse dove servono; il Consiglio regionale mi auguro possa intervenire e integrare quando avremo la possibilità di confrontarci sui numeri, per consentire alla politica di esercitare la propria azione di verifica”.

Non c’è una “visione di sistema regionale” per Diego Petrucci (Fratelli d’Italia) che nel suo intervento in Aula parla di “responsabilità e opportunità”. Giunta e presidente di Regione devono governare un momento certamente difficile e occorre avere “consapevolezza di stare all’interno di un sistema complesso”. Portando ad esempio il tema delle infrastrutture, tanto su ferro che su gomma, Petrucci le giudica “non all’altezza” e richiama la grande occasione delle vie d’acqua sulle quali, ha ricordato, il Consiglio ha “bocciato un mio atto di indirizzo” salvo poi affidare quel tema al consigliere alla navigabilità del fiume Arno del presidente di Giunta. E sui consiglieri con delega Petrucci chiede, rivolgendosi direttamente al presidente del Consiglio Antonio Mazzeo, una riflessione in Consiglio.

Quello scritto nella comunicazione “non basta” per il portavoce dell’opposizione Marco Landi (Lega). Serve piuttosto una “messa a fuoco della Toscana del futuro”. “I ritardi sono sotto gli occhi di tutti” continua individuando, tra le diverse priorità, anche quella delle “aree marginali dove la qualità dei servizi è profondamente diversa rispetto a quelle centrali”. Esistono “tante toscane” e bisogna “governare e non subire, trovare il modo e agire, riqualificare e rivalutare”. Occorre, conclude, “tornare a decentrare. L’accentramento ha portato solo aumento di costi e peggioramento dei servizi”.

“È una macchina che si sta mettendo in moto e siamo pronti. Siamo nel gioco del confronto e del Pnrr” dichiara il presidente della Giunta Eugenio Giani disegnando la sua visione sulla programmazione europea che poi è una “abilità: raccogliere progetti interessanti e canalizzarli o sul Piano nazionale di ripersa e resilienza o sui fondi strutturali”. Ad oggi la “certezza” è rappresentata dai 450milioni in sanita, gli altrettanti sulle politiche del lavoro; “abbiamo già risorse del Pnrr sui piani di rigenerazione urbana” continua Giani pur consapevole di una “mancanza” riferendosi al tema delle infrastrutture: “le strade non possono essere finanziate né con il Piano nazionale né con i fondi europei. Se avessimo potuto destinare risorse lo avremmo fatto” assicura esortando a restare nel perimetro delle possibilità. “La nostra visione strategica l’avevamo già l’anno scorso quando presentammo, il 5 novembre, il Piano regionale di ripersa al Governo. C’è stato risposto che non esistono atti regionali ma solo uno unico nazionale” conclude ringraziando l’Aula per “l’alto livello del dibattito”.

A conclusione del dibattito, l’Aula ha approvato a maggioranza tre proposte di risoluzione: una del Partito democratico (con il voto favorevole di Pd, Iv e M5s, accolto un emendamento del Movimento 5 stelle), una di Italia viva (con il voto favorevole di Pd e Iv) e una del Movimento 5 stelle (con il voto favorevole di Pd e M5s, accolto un emendamento del Partito democratico).

Il capogruppo del Partito democratico, Vincenzo Ceccarelli, ha annunciato il voto favorevole del Pd anche sulle proposte di risoluzione di Italia viva e del Movimento 5 stelle. “Accogliamo anche un emendamento del Movimento 5 stelle alla nostra risoluzione – ha annunciato Ceccarelli –. Non voteremo a favore di altre risoluzioni, che contengono anche molti punti condivisibili, ma sostanzialmente ricompresi nelle nostre proposte”.

L’Aula ha quindi respinto un ordine del giorno, per un maggiore impegno rivolto alle aree interne della Toscana, e una proposta di risoluzione presentati da Fratelli d’Italia. Quattro proposte di risoluzione della Lega, illustrate in Aula da Elisa Tozzi, “nell’intento di assicurare un contributo concreto: dall’esigenza di una cabina di regia su Pnrr e fondi strutturali; a incentivazioni per la formazione all’interno delle imprese; da incentivi alle imprese che promuovano progetti finalizzati a rafforzare la sicurezza nei luoghi di lavoro; a progetti legati all’insediamento di nuove realtà produttive sul territorio regionale con progetti di riqualificazione e recupero di aree industriali dismesse”.

Respinta anche la proposta di risoluzione presentata da Forza Italia.

26/10/2021 18.45
Regione Toscana


 
 


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