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Regione Toscana
Donne: Basanieri su vignetta sessista, si muore anche di immagini distorte e deviate
La presidente della commissione pari opportunità della Toscana: “Una volta di più costrette a censurare linguaggio offensivo e volgare. Nessuno si è ancora assunto la responsabilità o ha chiesto scusa. L’Ordine dei giornalisti intervenga”
“A distanza di due giorni nessuno si è ancora assunto la responsabilità o ha chiesto scusa per quella vignetta chiaramente sessista pubblicata su una testata giornalistica nazionale. E, una volta di più, siamo costrette a censurare un linguaggio offensivo e volgare, che mercifica il corpo della donna proprio nella giornata contro la violenza sulle donne. L’Ordine dei giornalisti intervenga anche a ferma condanna di una comunicazione socialmente distorta e pericolosa”. È decisa Francesca Basanieri, presidente della commissione Toscana per le pari opportunità. Decisa a dire “basta, questo stereotipo è inaccettabile”. Al pari delle colleghe della Regione Basilicata “condanna l’uso distorto del corpo femminile da parte di mass media che hanno un ruolo importante nella veicolazione di messaggi socialmente rilevanti”.

“La violenza maschile sulle donne è tra quelle dei diritti umani più diffuse al mondo. In questi giorni molti ripetono di volerla combattere poi un quotidiano nazionale, in prima pagina, pubblica una vignetta che nulla ha di satira politica e ci riporta, tutti, indietro di anni”. Su quella immagine “volgare e offensiva” Basanieri ritiene necessaria una presa di posizione dell’Ordine dei giornalisti e si dichiara “disponibile a collaborare perché episodi del genere non accadano più. Già domani – ricorda - assieme al Corecom parleremo di hate speech, di odio in rete e di come questo odio genera discriminazioni e violenza”.

Basanieri ricorda anche che la Convenzione di Istanbul ha impegnato gli Stati a “incoraggiare i mezzi di comunicazione e i mass media a partecipare all’elaborazione e all’attuazione di politiche di genere e alla definizione di linee guida e di norme di autoregolazione per prevenire la violenza contro le donne e rafforzare il rispetto della loro dignità”. “Questo obiettivo riteniamo che non sia stato ancora raggiunto. Si muore per mano violenta degli uomini, ma si muore anche di parole ingiuste, di immagini distorte e deviate che tendono a minare la dignità di una donna, la sua libertà e autodeterminazione” conclude.

25/11/2021 19.09
Regione Toscana


 
 


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