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Acquisto di Sant'Agnese e 'Carta per l'abitare'. Il dibattito nel Consiglio della Città Metropolitana di Firenze
Le posizioni espresse da Nicola Armentano per il Pd, Gianni Vinattieri e Cecilia Cappelletti del Centrodestra, Enrico Marchi di Territori al centro

Il dibattito in Consiglio della Città Metropolitana di Firenze sulla scelta di puntare sul complesso immobiliare di Sant'Agnese e sulla Carta dell'abitare. Pd e Territori beni comuni, astenuta Territori al centro, contrari i consiglieri del Centrodestra e Civici per il cambiamento.
Il consigliere delegato al Patrimonio Nicola Armentano, capogruppo del Pd: "Teniamo conto delle domande concrete che vengono da tante persone, da giovani che hanno bisogno di una prospettiva di vita anche nell'abitabilità a lavoratori che non ce la fanno. Recepiamo in questo modo anche la preoccupazione espressa in sede Ue, le cui direttive invitano anche le istituzioni locali a dare risposta a questi problemi".
Per Gianni Vinattieri (Centrodestra e Civici per il cambiamento "nell’ambito del Piano dell’abitare sociale metropolitano ci lascia perplessi l’obiettivo operativo di acquisizione di immobili per l’edilizia abitativa, da parte della Città metropolitana, da concedere a titolo oneroso alle amministrazioni comunali. Soprattutto quando l’amministrazione comunale è il Comune di Firenze. In questo senso l’eventuale acquisizione del complesso di Sant’Agnese ci sembra, più che un’operazione di politica abitativa, un aiuto all’Asp Montedomini per conto del Comune di Firenze”.
Circa la Carta "è sicuramente importante che la politica rimetta al centro il tema dell’abitare cercando soluzioni a una necessità che emerge dalla società. La Carta è un documento estremamente aperto e dovrà essere riempito di contenuti e declinato in obiettivi realistici e funzionali.
Al momento notiamo due elementi discutibili. Il primo: l’insistenza, quasi ideologica, sugli 'affitti brevi turistici che sottraggono alloggi alla residenza'. Quando, in realtà, gli affitti brevi non sono la causa ma l’effetto dello svuotamento dei centri storici delle Città.
Il secondo: nel Tavolo metropolitano dell’abitare si richiama una delle funzioni di coordinamento della Città metropolitana nel 'localizzare nuovi alloggi dove il trasporto pubblico è efficiente' mentre, di converso, dovrebbe essere compito dell’organo di area vasta proprio quello di sviluppare ed efficientare il Tpl”.


Secondo Cecilia Cappelletti (Centrodestra) il problema dell’abitare” è purtroppo "uno dei problemi che ci troveremo ad affrontare in tutto il territorio della Città Metropolitana e la creazione di un Tavolo fra tutto i comuni è senza dubbio positivo al fine di poter monitorare l’evolversi della situazione.
La Carta, però, sembra più incentrata, come principi e come obiettivi, sulle problematiche di centri urbani più grandi che non ai piccoli comuni, dove lo spopolamento è dovuto più alla mancanza di servizi essenziali o alla difficoltà dovuta a carenze nel trasporto pubblico locale che alla carenza di alloggi.
Per questo auspico che oltre alle ben note criticità dell’abitare in Firenze ci si adoperi anche per quelle dei comuni più piccoli e in territori più fragili come ad esempio quelli montani"

Enrico Marchi, di Territori al centro-Casa riformista, rileva cone la casa sia "un bene fondamentale per famiglie, giovani, studenti, anziani e per il cosiddetto ceto medio, che oggi non riesce a sostener i prezzi del mercato immobiliare,
"I principi della Carta sono condivisibili, in particolare dove puntano a prevenire la formazione di quartieri ghetto, fonte di conflitti e tensioni sociali. Sul tema degli affitti brevi serve invece una pianificazione a livello metropolitano, capace di sostenere il turismo e allo stesso tempo di aumentare l'offerta abitativa.
La Carta è perfettibile, ma rappresenta una base di partenza strategica per affrontare l'emergenza abitativa a livello metropolitano."

28/10/2026 10.32
Città Metropolitana di Firenze