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Regione Toscana
Osservatorio della legalità: nuovi compiti e una conferenza annuale
La commissione Affari istituzionali, presieduta da Giacomo Bugliani (Pd), licenzia con parere favorevole unanime una proposta di legge dei consiglieri Pd, che ne modifica la legge istitutiva
Per superare alcune criticità emerse nel corso di questi ultimi anni, la commissione Affari istituzionali, presieduta da Giacomo Bugliani (Pd), ha licenziato con parere favorevole unanime una proposta di legge presentata dai consiglieri del gruppo Pd sull’Osservatorio regionale della legalità. Istituito con legge regionale 42/2015, l’Osservatorio nasce con lo scopo di raccogliere informazioni sul progredire dell’eventuale presenza, anche sotto forma di infiltrazioni, delle organizzazioni malavitose sul territorio toscano e avanzare proposte per contrastare ogni forma di criminalità organizzata.

Con la legge licenziata dalla commissione i suoi compiti si estendono anche all’analisi delle cause principali dei fenomeni di infiltrazioni malavitose del lavoro irregolare, della corruzione, dell’usura, dell’estorsione e del riciclaggio presenti nel territorio regionale. Non solo. Dovrà elaborare linee guida e buone pratiche per la prevenzione ed il contrasto della criminalità organizzata, da condividere con la Regione e gli enti locali. Dovrà inoltre raccogliere le informazioni e i dati utili ai fini della valutazione della trasparenza negli appalti, dalla genesi alla conclusione dei lavori. Insieme alle associazioni ambientaliste, di volontariato e di promozione sociale organizzerà seminari tematici ed iniziative di carattere culturale, che si affiancheranno a quelle rivolte agli studenti e ai docenti di ogni ordine e grado per contribuire all’educazione alla legalità ed allo sviluppo dei valori costituzionali e civici.

Alcuni cambiamenti vengono introdotti anche nella composizione del Comitato d’indirizzo, che vedrà la presenza di un rappresentante delle istituzioni scolastiche, un rappresentante della Conferenza episcopale toscana, del Presidente del Consiglio regionale. Il presidente del Comitato d’indirizzo, nominato come tutti gli altri membri dal Consiglio regionale, sarà individuato tra soggetti con una comprovata esperienza nel campo sociale o nei settori della prevenzione del crimine, della promozione della legalità, del contrasto ai fenomeni di stampo mafioso e della criminalità organizzata.

Nella rappresentanza i consiglieri regionali saranno tre, di cui uno espressione dei gruppi consiliari di minoranza, i rappresentanti degli enti locali quattro e un rappresentante per l’Associazione bancaria italiana (ABI) Toscana. Per semplificare le procedure si prevede che i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, delle imprese e delle cooperative non siano designati “congiuntamente”. L’Osservatorio potrà operare non appena saranno stati nominati il presidente del comitato di indirizzo, il presidente del Consiglio regionale, i consiglieri regionali, il rappresentante della Giunta regionale e i rappresentanti degli enti locali. Viene infine prevista una “conferenza annuale” aperta al pubblico organizzata dall’Osservatorio d’intesa con il Consiglio regionale quale momento pubblico di confronto e dibattito sulle attività perseguite e in cui è prevista la presentazione con periodicità di uno specifico rapporto di approfondimento.

“Siamo favorevoli a tutto ciò che puo’ mettere l’Osservatorio nelle condizioni di operare più efficacemente – ha dichiarato Marco Casucci (Lega) – Ci spiace che non sia stato raccolto l’appello fatto dal portavoce dell’opposizione per cambiare insieme sia le funzioni, sia la composizione. Ci riserviamo la possibilità di presentare emendamenti in aula”.

“Nel Comitato di indirizzo si dice che ne faranno parte cinque esperti sul tema della legalità, scelti fra quelli designati dalle associazioni: Associazione Libera Toscana, Associazione tra i familiari delle vittime di Via dei Georgofili, Comitato toscano contro le ecomafie, Fondazione Caponnetto, Fondazione Toscana prevenzione usura – ha osservato Francesco Torselli (FdI) - Non era meglio indicare in legge i criteri di scelta e non i nomi delle associazioni? Se ne nascono di nuove con uguale dignità, dobbiamo riscrivere la legge”.

“Si tratta di un rilievo da valutare attentamente – ha rilevato Stefano Scaramelli (IV) – Forse conviene rinviare ad un atto successivo l’indicazione”. “Le osservazioni sono corrette – ha aggiunto Gianni Anselmi (Pd) – Eventuali criteri dovrebbero essere valutati attentamente”. “ Forse dicendo ‘scelti anche’ tra quelli indicati dalla associazioni storiche per la Toscana - ha suggerito Anna Paris (Pd) – possiamo risolvere il problema”.

“Licenziamo comunque un testo per l’aula – ha concluso il presidente della commissione Giacomo Bugliani (Pd) - lasciando aperta la possibilità di presentare emendamenti che possono essere votati da tutti i gruppi, data la particolarità della materia e la condivisione unanime degli obbiettivi”.

04/06/2021 18.53
Regione Toscana


 
 


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