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Comune di Vaiano
I nostri anni leggeri, il romanzo di Diletta Pizzicori
Evento promosso dal Comune di Vaiano e dalla Fondazione Cdse con visita del complesso. Martedì 20 luglio alle 18.30 la presentazione alla villa di Meretto, lo scenario del libro
“Così era chiamato Meretto, la Terra Promessa. Come se Dio un giorno fosse sceso tra gli uomini per fare loro un dono meraviglioso, un luogo dove vivere sereni coi piedi piantati su una terra scura ma abbastanza vicini al cielo da godere di dolci correnti”. Meretto - un piccolo borgo a Vaiano nei pressi de La Briglia con villa padronale, stalle e varie case dei contadini - è lo scenario de “I nostri anni leggeri”, edito da Sperling & Kupfer e opera prima di una giovane scrittrice Diletta Pizzicori, nata a Firenze ma cresciuta a Vaiano, dove abita anche oggi.

“Una storia ambientata nel 1919, un secolo fa, ma dove i luoghi sono protagonisti e dove, attraverso la saga familiare con al centro la storia d’amore di Primo e Leticia - giardiniere lui, figlia dei proprietari lei - si assiste alla ricostruzione di un mondo che intreccia la durezza della vita contadina e il lusso della borghesia anglofiorentina, che tanto amava la Val di Bisenzio”, sottolinea l’assessore al Turismo del Comune di Vaiano Beatrice Boni, che oggi, assieme ad altre famiglie, vive proprio nella Villa di Meretto.

La presentazione del libro infatti, promossa dal Comune di Vaiano e dalla Fondazione Cdse, è prevista per martedì 20 luglio alle 18,30 proprio alla villa di Meretto (La Briglia).

L’autrice, che dall’archivio della Fondazione Cdse ha tratto molteplici notizie sulla Val di Bisenzio del tempo, ha ricostruito nelle pagine del romanzo storico i luoghi e gli ambienti della quotidianità, ma anche lo scenario di un’epoca di scioperi e proteste, quella della Val di Bisenzio piccola roccaforte rossa.

“La Briglia, la fabbrica dei Forti, Savignano e la fattoria del Bello, la Calvana, il Bisenzio e perfino Altociglio, la cima ricoperta di fiori con i ruderi dell’antica torre medievale dove Primo e Leticia si innamorano, sono tutti luoghi reali, che l’autrice chiama con il loro nome e che possiamo riconoscere. Un tributo senza dubbio alla bellezza della Val di Bisenzio”, aggiunge Alessia Cecconi, direttrice della Fondazione Cdse.

Ma per Diletta Pizzicori anche la storia della propria famiglia è fonte di ispirazione. I suoi nonni infatti erano proprio i casieri della villa di Meretto, dove i proprietari, i discendenti di Costanza Hall e Robert William Spranger che la acquistarono alla metà dell’Ottocento, passavano l’estate.

“Scrivere è sempre stata la mia passione e i luoghi della mia Toscana sono parte integrante dei miei romanzi - spiega l’autrice che ha già pronti altri due volumi della saga ambientata a Meretto e sta adesso lavorando a un altro progetto che ha come scenario l’Appennino toscano - L’idea per questa storia l’ho avuta proprio grazie al Cdse e alla loro affascinante ricerca storica e artistica, ma il regalo più bello sarà presentar il libro proprio a Meretto, una vera emozione”.

La trama del romanzo ruota attorno alla villa e alla fattoria, alla famiglia Parker, tornata dall’Inghilterra dopo 5 anni di guerra, e alla famiglia Gualteri che si occupa della tenuta. Ma i protagonisti sono Leticia, figlia dei Parker, “minuta e tenace quanto un'orchidea selvaggia del Monferrato” e il giardiniere Primo, dagli occhi verdi e dal portamento fiero, che attraversa i prati a grandi passi, pestando i piedi come un cavallo.

Diletta Pizzicori

16/07/2021 11.14
Comune di Vaiano


 
 


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