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VIOLENZA DI GENERE, IL PDL RILANCIA I DATI PER OGNI PROVINCIA
In una mozione presentata al Consiglio provinciale di Firenze numeri e proposte

I consiglieri provinciali del Pdl Carla Cavaciocchi, Erica Franchi, Manola Aiazzi e Piergiuseppe Massai hanno presentato una mozione in Consiglio provinciale di Firenze sulla violenza di genere con una serie di dati regionali sul fenomeno in Toscana, provincia per provincia, e proposte. Di seguito il testo del documento.


"Il Consiglio provinciale di Firenze
premesso che
la violenza contro le donne è una violenza di genere riconosciuta oggi dalla comunità internazionale come una violazione dei diritti fondamentali dell’uomo che , come la violenza domestica, spesso è una combinazione di diversi tipi di violenze, dove intervengono generalmente violenza fisica, psicologica, sessuale ed anche economica;

la violenza contro le donne esiste, è diffusa e non appare in diminuzione, è’ un fenomeno tristemente molto esteso, che non conosce barriere geografiche, culturali, di classe o etniche;

Ricordato che
nella Dichiarazione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) sull'eliminazione della violenza contro le donne (1993), all'articolo 1, è precisato che con l'espressione "violenza contro le donne" si intendono tutti gli atti di violenza "fondati sul genere che abbiano come risultato, o che possano probabilmente avere come risultato, un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, che avvenga nella vita pubblica o privata";

la Conferenza Internazionale contro la violenza sulle donne tenutasi nel 2009 nell’ambito della Presidenza italiana del G8, ha ribadito l’importanza di educare tutte le società ai valori dell’uguaglianza senza distinzione “di sesso, di razza, di religione, di lingua, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” così come stabilito dall’art. 3 della nostra Carta Costituzionale, ed ha altresì’ evidenziato la necessità di pervenire ad una grande alleanza fra tutti i governi e la società civile per affrontare la sfida comune che si sostanzia nel porre fine ad ogni forma di violenza contro le donne in un’azione sinergica tra gli attori principali coinvolti sia a livello centrale che territoriale;

Considerato che
in Italia un forte impulso al contrasto della violenza sulle donne si è avuto con il decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2009, n. 38, recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori;

il citato decreto-legge introduce il cosiddetto reato di stalking, una nuova fattispecie di reato finalizzata a far cessare le condotte persecutorie, spesso praticate proprio nei confronti delle donne;

in precedenza, con la legge n. 7 del 2006, recante disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile, sono state introdotte nuove e più specifiche fattispecie criminose allo scopo di prevenire, contrastare e reprimere pratiche intollerabili che colpiscono soprattutto bambine e adolescenti e che violano i diritti fondamentali della persona, primo fra tutti quello alla integrità fisica;

Richiamata
“La Convezione Europea per la prevenzione e la lotta alla violenza sulle donne”, come approvata dal Consiglio d’Europa nel maggio 2011, quale strumento giuridicamente vincolante in Europa per la creazione di un quadro giuridico completo per proteggere e combattere la violenza ratificato ad oggi da 18 paesi ma non ancora dall’Italia;

il “Piano Nazionale contro la violenza di genere e lo stalking” approvato nel 2010 dal Ministero per le Pari Opportunità, il quale tra gli obiettivi, prevede anche l’informazione e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, monitorando efficientemente il fenomeno e prevedendo come fondamentale la collaborazione e l’interazione con i Centro Anti Violenza sul territorio nazionale;

Visti e richiamati il 1° -2° e 3° “Rapporto sulla violenza di genere” a cura dell’Osservatorio Sociale Regionale della Toscana, che , nell’analisi dei dati forniti dai Centri Antiviolenza della Toscana, hanno conteggiato il numero delle donne che si è rivolto ai centri a partire dal 2008, distribuito per Provincia, secondo le schema a seguire, ricordando che purtroppo un numero elevato di donne ancora non denuncia il sopruso subìto:

PROVINCE DELLA REGIONE TOSCANA
PERIODO AR FI GR LI LU MS PI PT PO SI TOTALE
2008 103 704 60 51 119 5 182 120 161 130 1635
DAL 1.1.2009 AL 30.6.2009 56 417 28 43 100 11 106 70 111 61 1003
DAL 1.7.2009 AL 30.6.2010 97 715 81 89 143 50 193 132 173 88 1761
DAL 1.7.2010 AL 30.6.2011 207 685 102 100 161 27 175 147 186 92 1882

Considerata l’attività dell’Osservatorio Sociale Provinciale di Firenze e dei centri che si occupano di violenza sulle donne (Artemisia in Firenze – Lilithod in Empoli);

Richiamato la LR 59/2007 e verificato dalla lettura del terzo rapporto della violenza di genere in Toscana, che la provincia di Firenze, a differenza di altre Province toscane, non risulta ancora aver sottoscritto il protocollo per la “Rete di sostegno e protezione per il contrasto della violenza alle donne” in forma ufficiale.

Richiamati i tragici fatti di violenza contro le donne che si sono verificati ultimamente anche nel nostro territorio, e che si sono tragicamente conclusi anche con la morte della vittima;

Per quanto sopra esposto;

IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI FIRENZE

Esprime sdegno e condanna fermamente ogni forma di violenza di genere, di discriminazione e di violazione dei diritti umani e in particolar modo delle donne.

IMPEGNA IL PRESIDENTE E LA GIUNTA PROVINCIALE

A farsi promotore presso la Regione Toscana per un potenziamento della rete dei centri antiviolenza per l’assistenza ed il sostegno delle donne e dei minori, favorendo il pluralismo delle iniziative;

a mettere in atto tutte le procedure necessarie, dirette alla sottoscrizione del Protocollo per la “Rete di sostegno e protezione per il contrasto della violenza alle donne” come previsto nella LR 59/2007;

a favorire interventi sistematici volti a formare modelli comportamentali positivi, in particolare nei soggetti che si sono resi colpevoli di violenza;

a sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso campagne informative sul tema della violenza contro le donne;

ad informare le donne sulle strutture ed i servizi di prevenzione a disposizione per la loro tutela ed esistenti nel territorio della Provincia di Firenze;

a pianificare un programma di educazione e formazione nelle scuole , incentrato sul rispetto della differenza di genere;

ad adottare iniziative specifiche per la formazione del personale socio sanitario delle Asl affinché sia garantito un approccio specialistico alle emergenze derivanti dalla violenza contro le donne".

'''In allegato la mozione del Pdl e la tabella con i dati'''

16/05/2012 18.53
Ufficio Stampa Consiglio provinciale di Firenze