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DANNI DALLA PIOGGA A REGGELLO. CALO': "NON E' IL DESTINO CINICO E BARO"
Intervento del consigliere provinciale di Rifondazione comunista

Mutamenti climatici e piogge molto intense "hanno provocato in questi giorni 12 frane, voragini, crolli di muri e declivi in gran parte del territorio reggellese", rileva il consigliere provinciale di Rifondazione comunista Andrea Calò, che è anche consigliere e capogruppo di Sinistra di Reggello. I danni causati dalle calamità "non sono tutti dettati dal destino cinico e baro ma da una politica di governo locale che non ha mai investito adeguate risorse e a attenzioni in prevenzione e sicurezza e che si è semplicemente limitata ad intervenire solo quando si sono verificati eventi e emergenze". Sul tema, di seguito, un suo intervento.

"Il triste bollettino di 'guerra' ci consegna per ora ben 12 frane che interessano strade comunali, vicinali e provinciali: non tutte in prossimità delle balze e calanchi.
Strada comunale della Castellina, Strada Vicinale di Pian di Tegna, Strada Ponte all’Ulivo- Borgo a Cascia, Borro dei Fontanelli, Cimitero vicino a Leccio, Strada Comunale di Sociana, Strada Fano/Forli voragine, SP 17 da Leccio-Cancelli, SP69, Strada Vicinale di Montanino, Strada Comunale di Rio, Canova e strada comunale.
Movimenti franosi, smottamenti di detriti, terra e fango diffusi in modo capillare in quasi tutte le zone, ci segnalano quanto sia fragile Reggello e quanto necessiti di un serio piano di messa in sicurezza del territorio da eventi calamitosi e da rischi idrogeologici.
Sia chiaro che Reggello per fattori naturali (conformazione geologica e geomorfologica) è un territorio già predisposto a frane ma il rischio idrogeologico purtroppo è stato fortemente accentuato dall’azione dell’uomo e dalle continue modifiche del territorio, molte delle quali determinate da pessime scelte amministrative di governo locale.
Un esempio: l’uso e il consumo intensivo di suolo, politiche abitative invasive in gran parte dettate da logiche speculative, disboscamenti e abbandoni di terreni agricoli e montani, scarsa manutenzione dei versanti, corsi d’acqua, degli alvei fluviali, l’abusivismo edilizio e quant’altro che hanno aggravato ulteriormente il dissesto.
Ciò sta a significare che i danni causati dalle calamità non sono tutti dettati dal destino cinico e baro ma da una politica di governo locale che non ha mai investito adeguate risorse e a attenzioni in prevenzione e sicurezza e che si è semplicemente limitata ad intervenire solo quando si sono verificati eventi e emergenze.
Reggello ha bisogno invece di interventi strutturali che minimizzino i rischi e producano la necessaria messa in sicurezza, una adeguata manutenzione e cura del territorio, a nuove politiche ambientali.
Inoltre l’Amministrazione Comunale deve acquisire la necessaria consapevolezza che i cambiamenti climatici e la frequenza degli eventi metereologici che causano frane , voragini esondazioni con conseguenze spesso drammatiche sono aumentati di molto e ogni anno di più e quindi l’eccezionalità di fenomeni piovosi o nevosi intensi stanno diventando ormai l’ordinarietà.
Qui sta la sfida tra un cambio di passo annunciato dalla Giunta Benucci e non ancora realizzato e un territorio fragile che attende di essere messo in sicurezza idrogeologica , e da una adeguata politica di tutela bene comune ambiente, paesaggio e territorio".

13/03/2013 13.36
Ufficio Stampa Consiglio provinciale di Firenze