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MENARINI, INCONTRO A ROMA IL 19 GIUGNO
L'assessore Di Fede risponde a una domanda d'attualità di Rifondazione comunista nel Consiglio provinciale di Firenze

Negli anni scorsi più volte le istituzioni locali si sono interessate della Menarini (12.000 dipendenti nell’intero gruppo articolato in quattro aziende: Menarini, Malesci, Guidotti e Lusofarmaco) e in varie occasioni il Consiglio provinciale di Firenze si è occupato del Gruppo farmaceutico in ordine a diverse tematiche.
L'assessore Giovanni Di Fede ha fatto il punto della situazione in Consiglio provinciale rispondendo a una domanda d'attualità di Rifondazione comunista.
In alcune occasioni, dunque, l’azienda fiorentina - leader nel proprio settore - ha lamentato decisioni a suo avviso negative poste in essere dal Governo nazionale. In altre, il tema all’ordine del giorno era legato alla contrattazione fra le parti. Stavolta il punto centrale è legato alle ricadute della decisione aziendale circa l’individuazione ad ottobre 2012 di circa mille esuberi a livello nazionale. Il 31 maggio scorso presso il tavolo del Ministero dello Sviluppo Economico, l’azienda nel corso della presentazione del Piano industriale e di gestione degli esuberi, ha proposto di ridurre a 730 (quasi tutti informatori scientifici) gli stessi con la scelta del Contratto di Solidarietà (CdS) al posto della Mobilità quale ammortizzatore da utilizzare.
Il Gruppo ha confermato di voler restare in Italia con un investimento maggiore a fronte della rimozione di alcuni ostacoli normativi che penalizzerebbero la produzione a favore dei farmaci generici. Il riferimento è al decreto legge del Governo Monti relativo alla prescrizione ai medici di famiglia che devono indicare nelle loro ricette il principio attivo invece del nome commerciale del farmaco.
La trattativa fra azienda e sindacati è in programma a Roma presso la sede di Confindustria a partire dal prossimo 19 giugno. Per le organizzazioni sindacali vi sono due punti da approfondire: il Piano industriale, in primo luogo per comprendere qual è il progetto aziendale e, relativamente al CdS, al momento non ancora richiesto ufficialmente dall’azienda, per individuare le corrette modalità di coinvolgimento degli informatori scientifici.
Sulle iniziative che intende adottare la Provincia di Firenze, il Consiglio sarà costantemente informato.
"Le case farmaceutiche non usino i dipendenti come arma e come scudo - polemizza il capogruppo di Rifondazione comunista Andrea Calò - Tutte le aziende, a partire dalla Menarini, assumano un profilo di responsabilità sociale. In questo conflitto non ci può essere spazio per sfruttare l'occupazione. Bene che il tema di fondo rimanga il piano industriale. L'unico elemento di novità è che si parla di 730 esuberi invece che più di mille, ma non va bene".

11/06/2013 11.37
Ufficio Stampa Consiglio provinciale di Firenze