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FINANZIARIA: COMUNI E PROVINCE VERSO UN COORDINAMENTO REGIONALE
Oggi in Palazzo Vecchio l’assemblea di Legautonomie – Alla politica dei tagli e del centralismo contrapposta l’esigenza di un vero federalismo, nel rispetto della Costituzione

Assemmblea annuale in Palazzo Vecchio di Legautonomia Toscana

Un coordinamento toscano di Regione, Province e Comuni per dare risposte univoche ai tagli della Legge Finanziaria in materia di personale e collaborazioni degli Enti Locali.
E’ questa la proposta conclusiva dell’assemblea regionale degli amministratori locali, convocata questa mattina in Palazzo Vecchio a Firenze su iniziativa di Legautonomie Toscana, un’assemblea che si è posta il problema di come Province e Comuni, tutti d’accordo indipendentemente dal colore politico nel criticare la manovra voluta dal Governo, possono muoversi nei confronti di disposizioni che incidono fortemente sui servizi ai cittadini.
“I tagli agli Enti locali – ha detto il presidente di Legautonomie Toscana Andrea Barducci introducendo i lavori dell’assemblea – sono in realtà tagli al benessere di tutti i cittadini, in particolare di quelli in difficoltà. Proprio per questo è necessario un federalismo vero, fondato sulla solidarietà e sulla condivisione delle responsabilità, un federalismo che il Governo non ha voluto affrontare”.
“Si tagliano le risorse per i servizi sociali nel momento in cui tante famiglie fanno fatica ad arrivare alle fine del mese ed hanno bisogno di più sostegno”, ha detto Paola Prizzon, sindaco di Pergine Valdarno e membro dell’ufficio di presidenza dell’Anci della Toscana. Cambiare la Finanziaria è una necessità, i cittadini devono essere informati sulle conseguenze della legge e su quello che invece chiedono i Comuni.
Il tema delle ripercussioni sul personale è stato trattato dall’intervento del responsabile Finanze dell’Unione Regionale delle Province Toscane (Urpt), Alessandro Lo Presti, che è anche assessore al Bilancio della Provincia di Firenze. E proprio Lo Presti ha avanzato la proposta condivisa dall’assemblea che gli Enti locali non affrontino ciascuno per suo conto le gravi difficoltà provocate dalla Finanziaria ma diano vita ad un coordinamento toscano, perché le risposte siano unitarie.
Anche perché, come ha spiegato il segretario di Lagautonomie Toscana Cesare Cava “questa è una Finanziaria da K.O.”, che non si può però pensare di potersi lasciare in futuro dietro le spalle. “E’ una legge di straordinaria furbizia – ha detto Cava – e al di là della correzione di alcune norme palesemente ‘stupide’ non sarà facile cambiare la situazione anche se cambierà il Governo del Paese”. Attenzione quindi a pensare di potersene uscire attraverso scorciatoie, come la rinuncia al rispetto del Patto di Stabilità, che potrebbe essere un rimedio peggiore del male. La strada è un’altra: “avviare un processo di cambiamento radicato sulla Costituzione contro questa manovra del Governo, mai come ora centralista e contraria allo spirito costituzionale”.

12/01/2006 14.18
Provincia di Firenze