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PONTI DI PACE SULL'ARNO
Collegamenti dalla Toscana a Mostar e Medioriente per la pace, contro la guerra e il terrorismo

Ponti di Pace sull’Arno edizione 2006: tante iniziative all’insegna della pace, contro ogni forma di guerra, di terrorismo, di violenza. Un filo conduttore: i ponti, quelli ideali e quelli reali, antichi ponti sull’Arno in Toscana e il ponte di Mostar, distrutto da una guerra ma ricostruito dagli uomini che vogliono la pace, i ponti del Libano e quelli del Medioriente.
Ponti ideali, fra i popoli, e collegamenti tv via internet, moderni ponti tecnologici, che uniscono nella ricorrenza dell’11 settembre e dell’attacco alle Twin Towers, le città della Toscana che sorgono sul corso dell’Arno, con altre città del mondo, emblemi del medesimo “no” alla guerra e al terrorismo.
Dalla Toscana e da Firenze, la città che Giorgio La Pira seppe rendere capoluogo di pace per il mondo, la città simbolo dell’arte e della cultura, che fu devastata dall’alluvione del 1966, torna a farsi sentire un messaggio forte contro la guerra in un coro poliedrico di voci che si uniscono a quelle provenienti da Mostar, simbolo della guerra nei Balcani, ma anche da Beirut e Amman, le capitali del Libano e della Giordania, testimoni di un Medioriente perennemente sotto l’incubo della guerra e del terrorismo.
“E’ una giornata densa di impegno, caratterizzata da una simbologia forte – sottolinea Massimo Toschi – assessore alla cooperazione internazionale, perdono e riconciliazione fra i popoli della Regione Toscana, quella che ci vedrà impegnati l’11 settembre 2006, lungo il corso dell’Arno, a Firenze, come ad Arezzo, Empoli-Vinci e a Pisa, ma idealmente in tutta la Toscana, e con collegamenti video da Mostar e da Amman e Beirut.
Una giornata, promossa per il secondo anno consecutivo dall’Associazione per l’Arno, in collaborazione con la Regione Toscana, le Province di Firenze, Arezzo e Pisa, i Comuni di Firenze, Arezzo, Empoli-Vinci e Pisa, nella quale vogliamo ribadire con forza non soltanto il “no” alla guerra e al terrorismo, ma anche dimostrare con l’evidenza della ricostruzione, che i valori della pace sono più forti di ogni violenza. I ponti – continua Toschi – sono la migliore testimonianza, una testimonianza fisica oltre che ideale, di unità fra i popoli e quest’anno, con la missione di pace in Libano voluta dall’Onu e con la presenza italiana, assumono anche il significato di nuovi ponti politici, verso tutta l’area del Medioriente, senza dimenticare l’Afganistan, l’Iraq e l’Iran. La metafora del ponte è inoltre quella più usata quando si parla di solidarietà e voglio ricordare – soggiunge Toschi – che in Toscana sono oltre 1400 i gruppi impegnati nella cooperazione. Ponti di Pace 2006 significa tutto questo – prosegue Toschi – ma vuole anche sottolineare il significato della ricostruzione e per questo abbiamo voluto che la manifestazione fosse inserita nel calendario delle iniziative varate per il 40ennale dell’alluvione del 1966, che vide all’opera, nella Firenze devastata, i giovani di tutto il mondo, gli “angeli del fango”. La guerra è come una nuova alluvione, non più imposta dalla natura, ma scelta dagli uomini. Se guerra, terrorismo, alluvione – osserva l’assessore regionale – significano distruzione, i ponti, come quello di Mostar, che però è stato ricostruito, come quelli sull’Arno o come quelli del Libano e del Medioriente, rappresentano costruzioni di pace.
In questo ambito - conclude Toschi - si inseriscono le testimonianze e i contributi filmati che avremo grazie ai collegamenti Tv, dalle città che partecipano all’iniziativa: Pisa con i bambini, Empoli con le donne, Arezzo con i giovani della città della Pace di Rondine, Mostar con la costruzione e ricostruzione del suo ponte e le parole del sindaco, Amman con l’intervento di Simona Torretta, a rappresentare il grande contributo delle Ong per la solidarietà, Beirut con quelli dei responsabili della Caritas Libano e Medioriente.
La Regione, le Province, i Comuni, l’Associazione per l’Arno – conclude Toschi – e tutti coloro i quali collaborano a Ponti di Pace, gli artisti fra i quali Lella Costa, che sarà a Firenze, Alessandro Benvenuti che sarà ad Arezzo, le associazioni impegnate nel volontariato e nelle cooperazione, e tutti coloro i quali vorranno partecipare, sono impegnati a diventare artefici del motto Lapiriano : “abbattere i muri, costruire i ponti”.

La locandina dell'iniziativa:
http://www.provincia.fi.it/urp/documenti/6-09-08PontidiPace.pdf

08/09/2006 13.06
Provincia di Firenze