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PRC–PDCI–SPC SULLE VERTENZE EMMELUNGA E AIAZZONE
Interrogazione dei consiglieri Calò e Verdi. "La Provincia istituisca subito una cabina di regia per verificare la serietà del nuovo gruppo proprietario"

Interrogazione dei consiglieri Calò e Verdi (gruppo PRC – PdCI – SpC).
Sciopero dei lavoratori degli ex colossi Emmelunga e Aiazzone da tempo coinvolti in un pesante assetto societario giocato a colpi di cessioni dei rami di azienda. Ripristinare una corretta gestione manageriale, una concreta responsabilità sociale verso i lavoratori e gli stessi clienti. La Provincia istituisca subito una cabina di regia per verificare la serietà del nuovo gruppo proprietario.

Sciopero il 6 agosto 2010 dei lavoratori della grande distribuzione ex Emmelunga e Aiazzone passati dal primo agosto scorso a Panmedia, un nuovo gruppo al quale la “vecchia proprietà” Borsano e Semeraro, ha ceduto in affitto i due rami di azienda.
Lo sciopero riguarda più di 850 persone che lavorano in più di 40 negozi sparsi in tutta Italia, con tre punti vendita in provincia di Firenze, a Vinci, Sesto Fiorentino e Figline Valdarno.
Tutti i negozi legati a questi gruppi imprenditoriali sono da tempo interessati da cessioni e assetti societari che sotto il profilo del management e della conduzione commerciale e della distribuzione risultano essere inaffidabili e inattendibili sul piano del rispetto degli impegni assunti. Infatti sono sempre più le mancate consegne dei mobili acquistati per i quali i clienti hanno già versato acconti e iniziato a pagare rate. Proprio in virtù di queste inadempienze e illegittimità da parte della proprietà che i lavoratori nei vari punti vendita sparsi per l’Italia sono oggetto di contestazioni, minacce e ogni sorta di contumelia da parte dei clienti raggirati. Una situazione divenuta insopportabile anche sul piano etico e deontologico. Uno dei motivi dello sciopero come spiega la Filcams-CGIL riguarda proprio “ la difesa della dignità e della stessa incolumità fisica degli addetti” chiamati a rispondere su atti e comportamenti non attribuibili a loro ma alla proprietà.
Alla scarsa serietà imprenditoriale si aggiunge il clima di forte incertezza e precarietà che i lavoratori da tempo subiscono unitamente alle continue violazioni contrattuali e degli stessi diritti lavorativi ivi compreso la vicenda dei salari, degli stipendi pagati in ritardo e la forte contrazione occupazionale. Ne è un esempio lo stabilimento dell’ex Emmelunga a Barberino del Mugello a suo tempo ceduto al gruppo Borsano e Semeraro, che già comprendeva Aiazzone . Da sede centrale “… a cui lavoravano 90 dipendenti ora il negozio è stato chiuso, la logistica smantellata, e i dipendenti sono rimasti in 40…”. Anche questo stabilimento è dal primo di agosto entrato sotto la gestione di Panmedia.
Si tratta dunque di uno sciopero importante poiché i lavoratori richiedono alla proprietà un concreto cambio di passo sotto il profilo gestionale, della responsabilità sociale, sugli assetti e sullo stesso management dal quale si attendono un nuovo piano industriale che ridetermini il rilancio delle attività, nuove linee commerciali, la fine della precarizzazione e soprattutto il rispetto delle relazioni sindacali, dei diritti e della stessa dignità degli operatori: salari, stipendi, orari, ritmi lavorativi. Un primo banco di prova riguarda anche le numerose pendenze salariali aperte con i lavoratori a cui devono essere corrisposte ancora parte degli stipendi.
Gli scriventi Consiglieri Provinciali nel sostenere pienamente i motivi dello sciopero e i contenuti della vertenza, nell’esprimere la piena solidarietà alle lavoratrici e lavoratori degli ex stabilmenti Emmelunga e Aiazzone oggi divenuti Panmedia e nel ribadire il proprio impegno istituzionale per la risoluzione in positivo della mobilitazione da tempo in atto chiedono al Presidente della Provincia di Firenze e all’Assessore competente di riferire dettagliatamente sulla vicenda che riguarda la nuova società Panmedia entrata nella gestione degli ex-Aiazzone ed Emmelunga il primo agosto e sull’impegno da essa profuso nel pagamento delle pendenze contrattuali e salariali con i lavoratori, nel rilancio delle attività, delle linee commerciali e del ripristino degli accordi con i fornitori per la corretta consegna delle merci e l’invio dei materiali nei punti vendita e magazzini.
Altresì chiediamo di conoscere se l’Amministrazione Provinciale per quanto di sua competenza è stata chiamata dalle organizzazioni sindacali per arrestare il pesante processo di precarizzazione in atto e la progressiva perdita occupazionale negli stabilimenti della provincia.
Se l’Amministrazione Provinciale intende stabilire una cabina di regia istituzionale con i comuni interessati al fine di monitorare il comportamento della nuova proprietà nella corretta gestione dei negozi e dei contratti di lavoro sotto ogni profilo.



Andrea Calò Lorenzo Verdi

06/08/2010 13.01
Provincia di Firenze - Consiglio provinciale