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Cittą Metropolitana di Firenze

CITTÀ METROPOLITANA DI FIRENZE

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VIA LIBERA AL PIANO PROVINCIALE DI SVILUPPO
Approvato con 20 voti a favore e 9 contrari

(22 gennaio 2004) – Il tema della “Città Metropolitana” ha caratterizzato il dibattito, con 9 interventi in aula, sul Piano Provinciale di Sviluppo che il Consiglio Provinciale ha approvato con 20 sì (la maggioranza) e 9 voti contrari (la Casa delle Libertà e Rifondazione Comunista). Un piano con 75 obiettivi e 102 azioni.
Per De Luca (Democratici-Margherita) occorre riflettere approfonditamente sulla Città Metropolitana. “Sembra – ha affermato De Luca – che non ci sia una piena consapevolezza sui rischi a cui può andare incontro il destino della Provincia. Le indicazioni costituzionali sono poco chiare e la proposta del ministro La Loggia esclude la coesistenza delle Province con questo nuovo livello istituzionale. Per la Provincia c’è il pericolo di una sottrazione territoriale e finanziaria. Lo stesso piano Firenze 2010 mi pare troppo appiattito sulla sola città di Firenze”. Per Biagini (Ds) “La Città Metropolitana deve essere un ente propedeutico alle nuove funzioni della Provincia e occorre essere propositivi e non preoccupati. Concordo – ha detto però la consigliera Biagini – sul fatto che saranno possibili delle difficoltà per il ruolo di concertazione interistituzionale della Provincia ove vi siano esperienze associative di enti locali nate da sole”. Sostanzialmente d’accordo col Pps anche Gatteschi (Verdi): “E’ però necessario rafforzare gli strumenti di pianificazione urbanistica. Propongo, con un emendamento – ha illustrato Gatteschi – un tavolo permanente con cui coordinare le decisioni degli enti locali sul tema della mobilità”. Gianassi (Ds) ha sottolineato il nuovo ruolo della Provincia: “Abbiamo assistito al rilancio dell’ente ed al suo nuovo ruolo di concertatore sociale ed istituzionale. La Provincia ha portato avanti il decentramento universitario – ha sottolineato Gianassi – ha contribuito alla realizzazione dell’incubatore per migliorare le nostre energie imprenditoriali. C’è oggi una parte della piccola e media impresa Toscana e fiorentina capace di misurarsi con la globalizzazione dell’economia”. Sensi (An) ha definito il Pps 2004 insufficiente: “La politica della giunta è in contraddizione con lo sviluppo metropolitano. La stessa Città Metropolitana – ha detto Sensi – è un’incertezza che farà annaspare la Provincia”. La consigliera Barone (Ds) ha proposto un ragionamento in prospettiva: “Occorre realizzare – ha spiegato Barone – un modello istituzionale capace di rispondere alle esigenze del nostro territorio, di disporre di nuove strumenti di programmazione, di gestione delle risorse, di gestione dei servizi: un progetto da Area Metropolitana”. Per D’Amico (Prc), invece, il Piano è privo di una politica complessiva. “Non contiene un ragionamento sulle politiche del lavoro proprio ora che la Toscana produce di più che nel resto d’Italia. Si assiste, inoltre, ad un abbassamento dei diritti dei lavoratori. La Città Metropolitana – ha osservato D’Amico – è un guaio. Con questa novità si mette a rischio coesione territoriale e sociale”. Per Avezzano Comes (FI) la Provincia non ha aiutato le imprese: “Il nostro territorio soffre la concorrenza dei paesi asiatici e le nostre industrie sono allo stremo. Se non verranno applicati dazi per arginare questa concorrenza – ha detto la consigliera Avezzano Comes – molte imprese dovranno chiudere”. Per Nigi (Ds) con la Città Metropolitana questa giunta chiude con un grande impegno riformatore. “Questo ente nel corso degli anni si è irrobustito. Sia dal punto di vista amministrativo – ha fatto notare Nigi – sia sul fronte costituzionale”.
Nella replica il vice Presidente Certosi ha ribadito che la Provincia accetta nuove sfide. La Città Metropolitana non è in contraddizione con la Provincia. “La nostra proposta è diversa rispetto a quella del ministro La Loggia. Non siamo per far diventare Città Metropolitana i comuni intorno al capoluogo. Diciamo un'altra cosa – ha spiegato Certosi – abbiamo maturato l’autogoverno del territorio. Il Circondario Empolese ha assunto una sua identità ed una sua dimensione. Il resto del territorio vuole stare tutto dentro la Città Metropolitana”.

22/01/2004 19.10
Provincia di Firenze