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Città Metropolitana di Firenze
Firenze apre la serratura per il futuro di Sant'Orsola. Consegnate le chiavi
Artea rileva il grande complesso immobiliare nel cuore della città che verrà recuperato e valorizzato: ecco come diventerà
Sant'Orsola torna a risplendere (foto di Antonello Serino, Met Ufficio Stampa)
Si è svolta nel pomeriggio di lunedì 22 aprile 2024, alle ore 16, la Cerimonia per la consegna delle chiavi, dalla Città Metropolitana di Firenze alla Società concessionaria francese Artea, del Complesso immobiliare dell'ex Convento di Sant’Orsola. Erano presenti il Sindaco Metropolitano, l’Amministratore Delegato della Società Artea Philippe Baudry e la consigliera delegata della Città Metropolitana di Firenze delegata al Patrimonio.

Sarà Artea a condurre in porto il recupero e la rifunzionalizzazione dell’ex convento, sulla base di una convenzione che regola, per i prossimi 50 anni, l’uso degli spazi dell’ex convento situato nel cuore del centro storico di Firenze.

Il progetto adottato costituisce un intervento urbano di rilevanza strategica nel centro storico di Firenze, posto al centro di punti di interesse e riferimento del quartiere quali il Mercato centrale, piazza Indipendenza, piazza San Lorenzo, piazza San Marco e piazza Duomo.
Ambiti di riabilitazione:
- riqualificazione di tutta l’area sia da un punto di vista commerciale che da un punto di vista del degrado insediativo dovuto in gran parte alla presenza di attività non coerenti con la vocazione dell’area
- offre spazi e opportunità notevoli nei confronti delle esigenze più volte espresse dalla comunità che vive e lavora nel quartiere di San Lorenzo.
La compromissione di gran parte degli spazi coperti e scoperti e la consistente scomparsa e scarsa riconoscibilità degli elementi caratterizzanti le destinazioni precedenti - tra le quali la funzione conventuale, prevalente per ben cinque secoli - non ha consentito una adeguata valutazione delle trasformazioni subite rendendo difficile l'attribuzione alle superfici esistenti dei loro usi originari.

Le linee di indirizzo del progetto tengono conto dell’insieme delle esigenze del territorio, dei vari attori coinvolti e delle interazioni dei vari sistemi, culturale, turistico, sociale e della formazione.

Il progetto risulta essere coerente con Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio affinché possano essere perseguiti gli obiettivi generali della tutela, conservazione, valorizzazione, gestione, promozione e fruizione del bene, per la sua più ampia ricaduta culturale ed economica sul tessuto sociale cittadino, favorendo l’insediamento di attività sociali e culturali fruibili anche durante le ore serali, la ricostituzione dell’identità del complesso dal punto di vista storico-architettonico e funzionale, la valorizzazione degli accessi principali su via Panicale e via Guelfa e il ripristino anche di quelli storici di via Taddea e via Sant’Orsola.

Il progetto prevede che saranno spazi pubblici i tre cortili (il Cortile dell’Orologio, il Cortile della Spezieria e il Cortile del Tabacco) e i varchi di accesso dalle quattro strade (via Guelfa, via di Sant’Orsola, via Taddea e via Guelfa).

Il piano terra è concepito come un’estensione del quartiere e delle funzioni della città, mentre i piani superiori sono destinati ad accogliere attività di formazione e crescita professionale; l’autorimessa esistente è prevista a servizio sia delle attività inserite nel complesso che della collettività.

Il progetto di recupero e rifunzionalizzazione costituisce un intervento urbanistico di rilevanza strategica, finalizzato alla riqualificazione di un intero rione, e offre una risposta alle numerose richieste di recupero da parte della comunità nel corso degli anni. Le funzioni prevalenti che troveranno spazio all’interno di Sant’Orsola, ampio complesso immobiliare di proprietà pubblica e di rilevanza storico-artistica e culturale, sono di tipo formativo-culturale, come indicato dalla Città metropolitana, proprietaria del complesso dal 2007.

Nella convenzione adottata da Amministrazioni comunale e metropolitana e Artea è previsto che vengano realizzati un museo dedicato alla storia del complesso con una fruizione privilegiata per i fiorentini (inserimento nel circuito delle domeniche gratis, l’apertura gratuita dello spazio museale alle scolaresche di ogni ordine e grado della Città metropolitana di Firenze);
un Centro di formazione professionale (Cfp): l’operatore dovrà mettervi a disposizione a uso gratuito, per 15 giorni l’anno al Comune e per 15 giorni annui alla Città metropolitana, spazi pubblici destinati a sale riunioni/conferenze sulla base di una programmazione annuale da concordare;
spazi per start up per la produzione culturale; una foresteria con spazi destinati all’ospitalità dei partecipanti ai corsi e dei rispettivi docenti del Cfp e/o dei fruitori degli spazi e della Scuola di alta formazione, con il divieto di accogliere ospiti diversi dalle categorie indicate; servizi turistici (Info point) per la promozione, commercializzazione e gestione di prodotti turistici complessi e integrati;
un’area per il tempo libero dove svolgere attività anche a carattere culturale, comprensiva di mostre, eventi, concerti e ricreativa con intrattenimento; una Scuola di alta formazione di livello universitario e/o parauniversitario, dove dovranno essere garantite per ogni anno scolastico tre borse di studio per la frequentazione delle scuole presenti nel complesso. L’assegnazione delle borse, a cura del Comune, interesserà un bacino di utenza riferito ai residenti della Città metropolitana di Firenze, e in subordine della Regione Toscana, in base a un criterio ISEE inferiore o uguale a 36.000 euro e in base a criteri di merito da definire in accordo con l’istituzione scolastica di riferimento e l’amministrazione comunale.

Nell’ex convento è prevista anche una ludoteca aperta a tutti: l’apertura gratuita dovrà essere pari ad almeno sei ore al giorno per sei giorni alla settimana. Qualora il Comune richieda di inserire la ludoteca nel circuito delle ludoteche comunali, il concessionario si impegnerà a mettere a disposizione lo spazio gratuitamente al Comune per la sua gestione diretta. Saranno a carico del concessionario l’allestimento, la guardiana, la pulizia e la manutenzione dello spazio.

Anche la biblioteca sarà aperta a tutti. Il concessionario realizzerà al suo interno uno spazio da destinare ad emeroteca attrezzata anche per la consultazione online, con libero accesso gratuito a tutti i fruitori. Qualora organizzi in questi spazi eventi culturali e presentazioni letterarie nonché artigianali deve assicurarne la libera accessibilità. In tali spazi potrà essere realizzato anche un servizio di caffetteria/bar per gli utenti.

Gli spazi destinati agli atelier artisti dovranno essere concessi dall’operatore in locazione ad artisti e artigiani per la produzione e la vendita. L’accesso al Chiostro della Spezieria sarà libero e gli spazi saranno vere e proprie vetrine del “saper fare” fiorentino e italiano, consentendo la scoperta e la comprensione dei diversi passaggi che portano alla realizzazione del prodotto finito.

Il Chiostro della Spezieria, con accesso da via Sant’Orsola e da via Taddea, sarà destinato alla realizzazione di opere d’arte e prodotti artigianali locali; inoltre sarà riconfigurato a verde e dedicato alla coltura di orti. Il Chiostro potrà ospitare laboratori di agricoltura urbana per adulti e bambini.

L'ex convento si presenta ad oggi come il risultato di una sommatoria di interventi edilizi succedutesi nei secoli, dei quali il primo coincidente con la fase di fondazione e sviluppo monastico, che va dal XIV all’inizio del XIX sec., il secondo dovuto alla riconversione in Manifattura Tabacchi che si conclude alla metà degli anni ’40 del XX sec. ed infine il terzo riguardante il riadattamento del Complesso a centro di accoglienza per gli esuli Istriani e sfollati che si concluderà alla fine degli anni ‘60.

Quest'estate sarà allestita una mostra in occasione del Tour de France dedicata al ciclista Ottavio Bottecchia.

Breve cronistoria dell'ex Convento di Sant'Orsola:
1309 fondazione del convento benedettino e della Chiesa di Sant’Orsola
dal 1327 al 1627 vari ampliamenti del convento
1773 soppressione attuata da Leopoldo di Lorena nei confronti delle compagnie religiose
1808 soppressione con editto napoleonico e passaggio al patrimonio del Demanio termina la funzione religiosa
dal 1816 al 1818 lavori per trasformazione in Manifattura Tabacchi (poi trasferita nel 1940 alla Nuova Manifattura in Piazza Puccini)
dal 1945 al 1968 i locali vengono utilizzati prima come ricovero per esuli Istriani e sfrattati e poi successivamente abbandonato
1975 concessione del complesso da parte del Demanio all’Università per un progetto di realizzazione di alloggi e servizi per studenti
1985 progetto e lavori per adeguamento del complesso a sede della Guardia di Finanza
2009 trasferimento di proprietà dal Demanio alla Provincia, poi Città Metropolitana di Firenze

In allegato slide di presentazione del progetto di recupero e valorizzazione dell'ex Convento di Sant'Orsola

22/04/2024 10.34
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