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Riforma del Servizio Sanitario Nazionale, Uncem: da chiarire cosa sono gli ospedali di terzo livello e gli ospedali selettivi
Prevista una revisione del dimensionamento delle strutture complesse e l'introduzione di nuove reti assistenziali tempo-dipendenti e specialistiche
Come impatta la prossima riforma del Servizio sanitario nazionale sui territori montani, deve essere chiarito. Urgentemente approfondito. Lo chiede Uncem, che ha iniziato ad analizzare il testo del disegno di legge delega approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri. Un articolato per riscrivere l'architettura dell'assistenza territoriale e ospedaliera e, più in generale, il modello organizzativo del Servizio sanitario nazionale. Prevista una revisione del dimensionamento delle strutture complesse e l'introduzione di nuove reti assistenziali tempo-dipendenti e specialistiche. Ma anche la nascita di due nuovi livelli di ospedali, oltre a quelli di primo e di secondo livello. Sono gli ospedali elettivi, privi di pronto soccorso, chiamati a operare in rete con l'emergenza-urgenza, nel rispetto di tempi massimi di collegamento e requisiti uniformi di sicurezza e qualità, e gli ospedali di terzo livello. "Al Ministro della Salute Uncem dice di analizzare bene cosa abbiamo sui territori e cosa si vuole fare delle strutture ospedaliere delle zone montane - evidenzia Marco Bussone - Penso al Molise, con Iserna e Agnone, dove proseguono le mobilitazioni di Sindaci e Cittadini per salvare e potenziare le strutture. Cosa diventeranno? E nelle zone alpine, nei fondovalle, dove molte strutture sono state depontenziate negli ultimi dieci anni. Cosa ne sarà? Serve un quadro omogeneo che vogliamo da subito analizzare con le Regioni. Non possiamo trovarci con una riforma così importante e impattante sui cittadini non concertata e non analizzata dalle Regioni con gli Enti locali. Uncem fa la sua parte, a difesa delle comunità locali. Non si abbattano ospedali, non si tolgano pronto soccorso e reparti, non si riducano ulteriormente i servizi. Si scelga di potenziare un sistema territoriale che ha negli ospedali un punto fermo insieme con medici di medicina generale, soccorso in emergenza, farmacie dei servizi, case della salute, strutture per lungodecenza e cronicità. Non possiamo certo subire nuovi tagli di servizi e sicurezza di cure per chi vive e lavora nei territori montani alpini e appenninici".
15/01/2026 9.12
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