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Regione Toscana
Rifiuti: Piano Toscana, il dibattito (2)
Gli interventi dei consiglieri Irene Galletti (M5S), Vittorio Fantozzi (FdI), Elisa Montemagni (Lega), Francesco Torselli (FdI), Francesco Gazzetti (Pd), Francesca Fratoni (Pd)
La capogruppo del Movimento 5 Stelle Irene Galletti parla di una comunicazione ampiamente condivisibile, ma chiarisce: “La mancanza di un piano rifiuti è annosa e complessa. È un capitolo in prosa di un libro dei sogni che riguarda il massimo delle aspettative che vorremmo avere per la nostra Regione. La teoria è molta ma la pratica manca. Ma è una novità rispetto alla politica dell’incenerire tutto del presidente Giani che, in campagna elettorale, minacciava di usare i carri armati pur di costruire un inceneritore a Livorno. È un cambiamento di prospettiva che accogliamo con favore. Apprezziamo che in questa relazione l’economia circolare diventi finalmente un volano di crescita. Per trasmettere questo messaggio dovrà essere fatta un’attenta campagna da parte della Regione. E nel nuovo piano andrà evidenziato il tema della salute dei cittadini. Per questo siamo con voi e abbiamo preparato un ordine del giorno. Diciamo anche un no forte a nuove discariche. Ma soprattutto è necessario tutelare le nuove economie dalle infiltrazioni mafiose, e di questo non c’è un accenno in questa comunicazione della Giunta. La tariffa applicata ai cittadini è necessaria, ma deve essere puntuale e i costi per i cittadini devono diminuire”.


Nel suo intervento Vittorio Fantozzi (Fratelli d’Italia) chiede che il dibattito non venga sottratto all’Aula: “Non sacrificarlo all’altare del tempo, discutendolo nelle commissioni. È necessario ascoltare tutti i distretti e non solo quello agricolo. La necessità è di dare un contenuto alle parole attraverso audizioni, ascoltando i Comuni che sono rappresentati anche qui in Consiglio”.


Critica la capogruppo della Lega, Elisa Montemagni: “Siamo indietro. Sappiamo benissimo che la scorsa legislatura se n’è parlato solo per merito nostro. Si sono persi 5 anni e si sono aumentate le tariffe. Noi abbiamo tenuto sotto controllo i dati, e abbiamo notato un peggioramento in questi anni di tutto il mondo legato ai rifiuti. Ci preoccupa molto l’idea di ampliare le discariche nella fase transitoria, senza sapere realmente quando sarà la chiusura. Una fase transitoria molto pericolosa senza termovalorizzatori. E portando i rifiuti fuori dalla Regione si alzano le tariffe. Diciamo no a un libro dei sogni. Bisogna assolutamente calmierare le tariffe, che ora sono pari in media a 205 euro per abitante in Toscana, quasi il doppio del Veneto”.


Il presidente del gruppo di Fratelli d’Italia, Francesco Torselli, apprezza una comunicazione in cui finalmente si cominciamo a considerare i rifiuti come un’opportunità, ma aggiunge: “Questo è un obbligo che ci impone l’Unione europea dal 2015, con la Regione chiamata ad intervenire, ma interventi puntali non si ritrovano in questa comunicazione. L’assessore Monni ha citato il sesto programma di missione dell’agenda 2030 dell’Onu. Che dice che entro il 2030 dovremo arriva al riutilizzo del 60% dei rifiuti e porsi come obiettivo il 65% entro il 2035. Ma a che punto siamo oggi in Toscana? L’economia circolare è una risorsa da sfruttare, ma non lo sappiamo, e manca anche una valutazione di impatto economico. I costi sono superiori ai benefici? Mi aspetterei una valutazione. Il Piano non dice niente anche su questo 30% che è il residuato da obiettivo, e noi in questo momento abbiamo una percentuale sicuramente superiore che non conosciamo. Ma non conosciamo nemmeno i costi su nuove tecnologie, progettazione e integrazione green, che temiamo ricadano sulla collettività attraverso l’aumento delle tariffe”.


Il presidente della commissione Politiche europee Francesco Gazzetti (Pd), apprezza invece una comunicazione che “ci ha messo in condizione di iniziare questo percorso avendo elementi su cui riflettere. Passaggio importantissimo, sfidante, che caratterizzerà questa nostra legislatura. Avverto la preoccupazione di parlare molto con i settori interessati, e per questo i tavoli vanno intensificati. Ci sono territori che non hanno la possibilità di sfruttare subito l’economia circolare e dovremo invece essere in sintonia con quello che c’è fuori da quest’aula. Questa è un’opportunità straordinaria e apprezzo la grande disponibilità al confronto che è arrivata dalle forze di opposizione e con loro dovremo entrare nel merito delle questioni”. Gazzetti ha anche voluto chiarire, replicando alla consigliera Galletti, che il governatore Giani non ha mai detto che avrebbe usato i carri armati pur di fare un inceneritore a Livorno.


Francesca Fratoni (Pd) spiega che nella comunicazione ci sono molti degli indirizzi presenti nel pacchetto già presentato in Consiglio nel 2019: “Si evolve quel pensiero e quel concetto. Ci sono situazioni di fatto di cui tener conto. Gli impianti di termovalorizzazione ancora oggi sono considerati necessari per chiudere il ciclo. Ma la Commissione europea ha detto già nel 2017, che come tecnologia che ha qualche impatto va limitata e non deve superare il 16%. A livello europeo ci sono nuove direttive che ci aiutano in questo senso. C’è poi il tema del biometano: i grandi produttori di carburanti dovranno certificare entro il 2030 che acquisiscono biocarburanti per non subire sanzioni e questo creerà un nuovo mercato, come quella sulla plastica. Una direttiva stabilisce che già nel 2025 il 25% delle bottigliette dovrà essere di plastica riciclata e anche questo creerà un mercato. Dall’Europa ci arrivano indirizzi puntuali e anche il Piano andrà letto in modo diverso perché molti degli impianti che verranno realizzati non vi rientreranno. Ma una cosa deve essere chiara, se saranno necessari ulteriori impianti, dovranno essere realizzati in siti già esistenti, perché è difficile individuare nuovi siti. Condivido infine le parole della collega Montemagni: bisogna fare di più per evitare che i rifiuti organici finiscano fuori dalla Regione. Sulla partita del recupero dovremo orientare molte risorse, e non solo provenienti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Su alcuni temi possiamo trovarci d’accordo e fare un buon lavoro tutti insieme”.

15/09/2021 7.24
Regione Toscana


 
 


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