Comune di Firenze
Museo di San Marco: tutto esaurito per la mostra “Beato Angelico”
Dal 27 gennaio al 6 marzo 2026 le sale dell’esposizione chiudono per riallestimento, ma l’esperienza continua con le visite agli straordinari affreschi del frate pittore e agli altri ambienti dell’ex convento. Il 6 febbraio apre a Torino nei Musei Reali la mostra dossier che vedrà protagonista il Giudizio Universale
Tutto esaurito al Museo di San Marco per la grande mostra Beato Angelico che chiuderà il 25 gennaio organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi in collaborazione con il Ministero della Cultura – Direzione regionale Musei nazionali Toscana, curata da Carl Brandon Strehlke con Stefano Casciu e Angelo Tartuferi. Per la sezione di Palazzo Strozzi i biglietti in prevendita sono esauriti, ma è sempre possibile acquistare l’ingresso direttamente in biglietteria.
Il museo riaprirà regolarmente il 27 gennaio e darà il via ai lavori di riallestimento di alcune sale. Dal 27 gennaio al 6 marzo, infatti, saranno temporaneamente non visitabili per le necessarie operazioni di riallestimento la Sala del Beato Angelico, che ha ospitato la sezione dedicata agli esordi dell’artista in dialogo con maestri e contemporanei, la Biblioteca di Michelozzo e la Sala di Fra Bartolomeo.
Durante questo periodo il museo resta comunque ampiamente visitabile, offrendo al pubblico la possibilità di immergersi integralmente in uno dei cicli di affreschi rinascimentali più straordinari e suggestivi, realizzato da Beato Angelico per il convento domenicano di San Marco.
Il percorso prende avvio dal Chiostro di Sant’Antonino, dove è visibile il monumentale affresco con San Domenico in adorazione del Crocifisso, recentemente restaurato: un’immagine di intensa forza spirituale, emblema dell’amore e del dialogo continuo con Cristo che caratterizzano la tradizione domenicana.
Al piano terra, la Sala del Capitolo è dominata dalla grandiosa Crocifissione con i santi, il più vasto e solenne affresco realizzato da Beato Angelico a San Marco. La composizione riunisce, attorno ai tre crocifissi, santi legati alla famiglia Medici, alla città di Firenze, all’Ordine domenicano e ai principali ordini monastici, offrendo una visione corale e monumentale della storia della Chiesa. Il percorso prosegue al primo piano e culmina con la celebre Annunciazione, una delle immagini più amate e iconiche della storia dell’arte. Nelle 44 celle del dormitorio del convento, un tempo destinate alla preghiera e al riposo dei frati, sono visibili gli affreschi di Beato Angelico che accompagnano il visitatore in un itinerario meditativo di straordinaria intensità: dalle Storie di Cristo del Corridoio dei chierici, alle immagini del Crocifisso con san Domenico in preghiera nel Corridoio dei novizi, fino alle scene evangeliche più narrative del Corridoio dei laici. Tra gli ambienti più significativi si segnalano la cella di sant’Antonino Pierozzi e la doppia cella di Cosimo de’ Medici, promotore della ristrutturazione del convento, che qui soggiornava durante i suoi ritiri spirituali.
La visita comprende, inoltre, le sale dedicate a Girolamo Savonarola, il Refettorio grande, affrescato nel 1536 da Giovanni Antonio Sogliani, dove sono esposte anche opere di Plautilla Nelli, prima pittrice ricordata da Giorgio Vasari, e si conclude con il Refettorio piccolo, affrescato dal Ghirlandaio con l’Ultima Cena, e con la Foresteria, che conserva importanti reperti provenienti dal centro storico medievale di Firenze.
Il Museo di San Marco sarà interamente chiuso dal 3 al 6 febbraio per la realizzazione di alcuni indispensabili interventi strutturali all’ingresso.
In parallelo, il 6 febbraio inaugura nei Musei Reali di Torino la mostra dossier: “Beato Angelico negli occhi di Bartholomäus Spranger. Giudizi Universali a confronto”, visitabile fino al 3 maggio. L’esposizione propone per la prima volta un confronto diretto tra il Giudizio Universale di Beato Angelico (1425–1428), eccezionalmente concesso in prestito dal Museo di San Marco nell’ambito delle relazioni tra i musei del Sistema museale nazionale del Ministero della Cultura, e l’opera di Bartholomäus Spranger, realizzata tra il 1570 e il 1571 per papa Pio V e oggi conservata alla Galleria Sabauda. La mostra accompagna il rientro ai Musei Reali della Madonna dell’Umiltà di Fra Giovanni da Fiesole, dopo la mostra monografica fiorentina.
Il Museo di San Marco ringrazia il pubblico per la straordinaria partecipazione alla mostra Beato Angelico e rimanda per aggiornamenti e informazioni sulle prossime iniziative culturali ai canali istituzionali web e social: Musei Toscana.
16/01/2026 11.54
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