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Comune di Montemurlo
Il giardino della memoria: inaugurazione sabato 7 marzo
L’inaugurazione dell’installazione artistica, opera di Ignazio Fresu, vuol essere l’inizio di un percorso permanente di riflessione e impegno civile sui temi della memoria della deportazione
Si svolgerà sabato 7 marzo ore 12 in via Pietro Micca a Bagnolo l'inaugurazione del Giardino della Memoria: un luogo di memoria collettiva dei deportati montemurlesi, alla presenza dei familiari e della cittadinanza. Un evento che, come sottolinea la presidente del Consiglio comunale di Montemurlo, Federica Palanghi, «non rappresenta un punto di arrivo, ma l'inizio di un percorso permanente di riflessione e impegno civile che coinvolgerà tutta la comunità di Montemurlo». Le opere istallate nel giardino sono state donate al Comune di Montemurlo dall’artista Ignazio Fresu, che sarà presente all’inaugurazione insieme al sindaco, Simone Calamai, all’assessore alle politiche della memoria Valentina Vespi e alla presidente del Consiglio comunale, Federica Palanghi. Nel giardino di Bagnolo, già dedicato al deportato Erasmo Meoni, il Comune di Montemurlo ha voluto creare un luogo e un monumento dedicato alle persone che furono arrestate da nazisti e fascisti nel periodo della Repubblica Sociale Italiana e dell’occupazione tedesca dall’autunno del 1943 alla primavera del 1944 e deportati nel sistema dei campi di concentramento e sterminio nazista gestito dal WVHA delle SS. Montemurlo fu per queste persone loro luogo di nascita, residenza o arresto. La scelta del 7 marzo non è casuale: una data che ricorda gli scioperi del marzo 1944 e i 133 cittadini pratesi che vennero rastrellati per le strade e nelle fabbriche dalle truppe naziste e fasciste, per essere imprigionati nel Castello dell’Imperatore e poi deportati verso i campi di lavoro di Mathausen ed Ebensee. Dei 133 pratesi solo in 18 fecero ritorno a casa.

L’elenco è stato elaborato grazie al lavoro di ricerca storica e documentazione della Fondazione Museo e Centro di Documentazione della Deportazione e Resistenza di Prato, su iniziativa del Comune di Montemurlo. L’opera contemporanea sarà caratterizzata dall’istallazione di colonne che ricordano il cemento grezzo a vista. La scelta di materiali "brutali" nel senso architettonico del termine - cemento a vista, superfici grezze, forme essenziali - non è casuale quando si tratta di commemorare eventi tragici. La letteratura architettonica infatti ci racconta che questi materiali parlano un linguaggio di verità, di durezza, di permanenza che si oppone simbolicamente alla fragilità della vita umana e alla brutalità storica che si intende commemorare.

«In un'epoca in cui assistiamo al riemergere di fenomeni di intolleranza e discriminazione, crediamo che questo luogo possa assumere una valenza educativa fondamentale. Attraverso la conoscenza della nostra storia locale, vogliamo offrire ai cittadini - e in particolare alle nuove generazioni - strumenti concreti per riconoscere e contrastare ogni forma di fanatismo, razzismo e discriminazione» dice il sindaco Calamai.

Un percorso di memoria per la comunità -Il Giardino della Memoria si inserisce in un progetto più ampio che comprende il cippo commemorativo di Marcello Martini al Quercione del Mulino e la rotonda intitolata ad Anna Pardini e ai Martiri di Sant'Anna di Stazzema. L'obiettivo è quello di creare un vero percorso di memoria che attraversi la città, collegando i luoghi simbolici della nostra storia «Perché la memoria continui ad essere patrimonio collettivo anche nel futuro», conclude Palanghi.

04/03/2026 13.17
Comune di Montemurlo


 
 


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