Regione Toscana
Bando attrazione investimenti, una spinta all’innovazione del sistema produttivo toscano
Appello di Giani: “Scongiurare riduzione fondi di coesione e scioglimento autorità di gestione”
Dall'intelligenza artificiale generativa alla robotica, passando per l'economia circolare applicata al riciclo di reti da pesca alla sensoristica avanzata per la sicurezza ferroviaria e nucleare. La Regione Toscana ha presentato giovedì 5 marzo, a Palazzo Strozzi Sacrati, i risultati del bando dedicato all’attrazione degli investimenti: una vera e propria iniezione di tecnologia da 14 milioni di euro per il sistema produttivo regionale, finanziata con le risorse europee del Programma Regionale Fesr 2021-2027, per rafforzare la competitività del territorio e radicare le grandi imprese internazionali attraverso l'innovazione. Il Bando è lo strumento attuativo dell'Azione 1.1.2, una delle Operazioni di Importanza Strategica del Programma, e rientra nell'ambito di Giovanisì. Il presidente ha poi insistito sulla necessità di scongiurare la riduzione dei fondi europei di coesione e lo scioglimento delle autorità regionali di gestione, paventata a partire dalla programmazione 2028-2034.
L'evento, dal titolo ‘La Toscana che attrae: i progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per l’attrazione di investimenti si raccontano’, si inserisce nella visione strategica della Regione che, tramite Invest in Tuscany, il settore dedicato alla promozione della Toscana come destinazione chiave per gli investimenti e l'espansione delle imprese, punta a consolidare la presenza di investitori esteri e nazionali favorendo ecosistemi ad alta intensità tecnologica. Otto i progetti beneficiari (ai quali se ne aggiungono altri 4 in fase di realizzazione) che trasformano la ricerca d'avanguardia in soluzioni industriali sostenibili pronte per il mercato. Perché uno dei requisiti del bando prevedeva che i progetti dovessero completarsi entro 15 mesi con risultati precompetitivi propedeutici all'immissione di prodotti e servizi sul mercato.
L’incontro, coordinato da Paolo Ernesto Tedeschi (Direttore per la Competitività territoriale della Regione Toscana), ha visto un confronto serrato tra istituzioni regionali ed europee. Dopo gli interventi iniziali del presidente Eugenio Giani e dell’assessore a economia, turismo e agricoltura Leonardo Marras (con un video messaggio), è intervenuto Pasquale D'Alessandro (DG REGIO - Commissione Europea) che ha portato la prospettiva comunitaria sull'importanza della coesione, mentre Angelita Luciani (Autorità di Gestione Programma Regionale FESR) e Filippo Giabbani (Dirigente Attrazione Investimenti della Regione Toscana) hanno approfondito i meccanismi tecnici che rendono la Toscana un hub competitivo a livello globale.
In apertura del convegno il presidente Giani ha messo l’accento sul tema della reindustrializzazione. “Ci puntiamo molto, passando dal contributo della Regione attraverso i fondi comunitari Fesr. Come nel caso di questo bando che ha reso disponibili 14 milioni per dodici realtà industriali che, all’insegna dell’innovazione e della sostenibilità ambientale, hanno dato vita ad altrettanti progetti che coniugano pubblico e privato per sviluppare la manifattura”. Poi ha lanciato un appello, dopo le voci che indicherebbero un ridimensionamento dei fondi di coesione e del ruolo delle Regioni. “Rischiamo, nella programmazione 2028-34, una riduzione di circa il 25% dei fondi di coesione europei e addirittura la possibilità che vengano sciolte le autorità regionali di gestione dei vari fondi per crearne un’unica, che verrebbe gestita a Roma. Dobbiamo cercare di scongiurare questo duplice processo e mantenere tutto quello che negli anni abbiamo faticosamente costruito e che ha consentito di realizzare anche i progetti che presentiamo oggi”.
“Questo bando – ha spiegato l’assessore Marras - puntava proprio a stimolare investimenti di grandi imprese, insediate in Toscana o con intenzione di farlo, in progetti di ricerca e sviluppo. Un tentativo che ha riscosso grande successo: la risposta è stata ampia, con tanti progetti interessanti. Purtroppo le risorse limitate non hanno permesso di coprire tutte le proposte e grazie ad un finanziamento di 4 milioni di euro abbiamo cercato di raggiungere il maggior numero di beneficiari. Le nostre filiere si affidano molto alla capacità di traino della grande impresa e in alcune di esse, dove siamo ancora molto competitivi, è importante che arrivi il supporto delle diverse esperienze maturate da multinazionali che hanno scelto questa regione per produrre e sviluppare capacità industriale. Si parla molto in questo periodo di reindustrializzazione: è necessario che le politiche pubbliche orientino la loro attenzione verso nuove politiche industriali. Questo bando è stato un buon esempio. Mi auguro – ha concluso - che in futuro ci possa essere spazio per altre possibilità di collaborazione e di ingaggio con tutte le imprese a capitale straniero attive sul territorio”.
Come ha spiegato Filippo Giabbani, “questa misura nasce sulla base di una ricerca che abbiamo commissionato qualche tempo fa all'Università di Milano Bicocca, rispetto al posizionamento delle multinazionali localizzate in Toscana nelle catene internazionali del valore. Ne è emerso che circa il 50% delle aziende sono attive nell'ambito della manifattura, funzione importante perché garantisce una buona parte del Pil regionale, ma anche quella più a rischio delocalizzazione. Quindi abbiamo deciso di adottare questa misura, proprio per cercare anzitutto di attrarre nuovi attori nell'ambito della ricerca e sviluppo, ma anche di far crescere questa funzione nelle multinazionali già localizzate in Toscana. Una misura che quindi risponde a un disegno strategico del governo regionale, ovvero portare sempre maggior valore aggiunto, anche da parte delle imprese a controllo estero, nella nostra regione”.
06/03/2026 9.23
Regione Toscana