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Città Metropolitana di Firenze
Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari: le azioni in campo
Armentano: "Il sistema sanitario regionale si sta organizzando per la prevenzione, la tutela e la formazione del personale"
In occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari del 12 marzo 2026, si è riunita a Firenze la Consulta Metropolitana delle professioni sanitarie e sociosanitarie a cui erano stati invitati anche rappresentanti del sistema sanitario pubblico regionale.
Presenti, oltre ai rappresentanti degli ordini professionali aderenti alla Consulta, con il suo Presidente Nicola Armentano, l’Asl Toscana Centro con il Direttore Sanitario Lorenzo Roti, il Meyer con il Direttore Sanitario Emanuele Gori, Eleonora Salutini, Gianluca Verdolini e Donatella Reami della Direzione Sanitaria e Careggi con il Direttore Sanitario Silva Guarducci e Angela Brandi.

A partire dai numeri forniti nella Relazione annuale dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie 2025, pubblicata il 12 marzo sul sito del Ministero della salute, è stata fatta una riflessione sul fenomeno, che è purtroppo in aumento, e sulle azioni messe in campo per arginarlo.

In Toscana risultano 2.172 segnalazioni nel 2025, tutte nel settore pubblico, per un totale di 2.200 operatori coinvolti, di cui il 73% sono donne, e 582 aggressioni fisiche. L’ambiente più esposto risulta essere quello del Pronto Soccorso.

Di contro, nel campo della prevenzione, le strutture presenti hanno illustrato le attività che sono state adottate sia a livello regionale sia nelle specifiche sedi. Si tratta di diverse strategie che vanno dalle azioni di informazione e comunicazione, rivolte alla cittadinanza, a quelle di formazione e informazione rivolte agli operatori sanitari e sociosanitari, fino alle misure infrastrutturali e tecnologiche, quali installazione di nuove e ulteriori telecamere di videosorveglianza a circuito chiuso sia all’interno sia all’esterno degli edifici, installazione di pulsanti di allarme o emergenza, collegati a control room, installazione di dispositivi di controllo degli accessi a edifici e locali con badge e infine acquisto e sperimentazione di dispositivi di emergenza indossabili con possibilità di chiamata di emergenza con localizzazione GPS.

Oltre a promuovere la realizzazione di azioni di prevenzione delle aggressioni, si sono formalizzate apposite procedure aziendali che prevedono la presa in carico delle segnalazioni delle aggressioni al personale ai fini della valutazione, da parte dei propri uffici legali, della rilevanza penale dei fatti segnalati con conseguente denuncia/querela alla Procura della Repubblica oltre a valutare la costituzione di parte civile/parte offesa nel processo penale o in alternativa di valutare azioni in sede civile per il risarcimento del danno anche all’immagine per l’Azienda.
Sul piano della sicurezza, si è lavorato alla stipula di specifici protocolli operativi con le forze di polizia, per garantire il loro tempestivo intervento.

Inoltre, è stato approvato il progetto sperimentale, della durata di un anno, finalizzato all’introduzione della figura del “Facilitatore relazionale” nei Pronto Soccorso delle Aziende sanitarie e ospedaliere. Il Facilitatore, figura non specificatamente sanitaria e non inserita nei percorsi di cura, svolge funzioni di mediazione relazionale nei Pronto Soccorso tra cittadini, familiari e operatori sanitari. In particolare, tale figura si caratterizza per neutralità e terzietà rispetto ai percorsi clinico-assistenziali, competenze comunicative e psicologiche, con particolare attenzione alla gestione dei conflitti, capacità di riconoscere precocemente segnali di tensione e di attivare tecniche di de-escalation e attitudine alla creazione di un clima sereno e collaborativo all’interno del Pronto Soccorso.
Sono previsti complessivamente 48 facilitatori, per una durata complessiva di un anno, distribuiti presso i Pronto soccorsi con il maggior numero di accessi delle strutture del SSR.

Nicola Armentano, Coordinatore della Consulta nonché consigliere delegato della Città Metropolita alla Promozione della Salute e al Sociale, ha commentato: “Alla luce dei dati che dimostrano che le aggressioni verbali e fisiche sono tutt'oggi un problema da attenzionare, abbiamo appreso che il sistema sanitario regionale si sta organizzando per la prevenzione, la tutela e la formazione del personale. E' emerso dall'ascolto che episodi accadono con maggiore frequenza negli spazi della presa in carico del bisogno. Lo spazio dell’accoglienza è uno spazio critico, dove bisognerà intervenire con più efficacia e professionalità in quanto è proprio la porta d’ingresso alle strutture sanitarie il luogo dove pazienti e familiari devono essere presi in carico con maggiore attenzione. A questo penso vada aggiunta una maggiore e incisiva comunicazione istituzionale. Non sempre si raccontano le tante azioni messe in campo, il tempo dedicato in fase di ascolto, la dedizione, la passione e l'umanità, unita ad una preparazione di alto livello, del personale sanitario e delle risorse utilizzate. Informazioni essenziali e necessarie, sono convinto, per ricreare quella alleanza e fiducia tra medico e paziente che negli ultimi anni si è un po’ persa.”

Link al Rapporto: https://www.salute.gov.it/new/sites/default/files/2026-03/Relazione_ONSEPS_attivit%C3%A0_2025_11_3_2026.pdf

13/03/2026 14.26
Città Metropolitana di Firenze


 
 


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