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Città Metropolitana di Firenze
Leonardo da Vinci in Palazzo Medici Riccardi con “Omaggio a Firenze: 40 anni 'Sicuramente Amici'”
Grazie ad Associazione Nazionale delle Case della Memoria e il Museo Leonardiano focus su giovani, teatro e sociale. Conferito premio alla carriera al regista e autore Carlo Tedeschi
Domani 8 aprile 2026 rappresentazione del musical al Teatro Cartiere Carrara Firenze, ore 21, con ospite d'eccezione Gessica Notaro
Leonardo ha preso di nuovo vita, questo pomeriggio, grazie alla performance dei giovani artisti della Compagnia teatrale RDL – Ragazzi del Lago che hanno proposto un estratto da “Sicuramente Amici” musical rendendo palese l’amore dei giovani verso il genio di Vinci, alla Sala Pistelli della Città Metropolitana di Firenze dove si è svolto il primo dei due appuntamenti che la stessa compagnia ha dedicato alla città che l’aveva vista l’8 aprile del 1986 al debutto con lo storico spettacolo.
Grazie alla preziosa sinergia con l’Associazione nazionale delle Case della Memoria, il Museo Leonardiano di Vinci e con il patrocinio di Regione Toscana, Città metropolitana di Firenze, Comune di Firenze, Comune di Vinci, Centro associazioni culturali Fiorentine, l’evento è stato occasione per affrontare il tema del teatro sociale ed educativo con particolare soprattutto verso le nuove generazioni.
Dopo gli interventi istituzionali del consigliere della Città Metropolitana di Firenze Nicola Armentano, del presidente Adriano Rigoli e del vice presidente Marco Capaccioli della Associazione Nazionale delle Case della Memoria, moderati dalla giornalista Lisa Ciardi, si sono succeduti gli interventi dei vari relatori quali:
Lucia Vasini – Il Teatro della vita: l’arte scenica come strumento sociale; Roberta Barsanti - L’attualità della figura di Leonardo da Vinci; A seguire performance dedicata a Leonardo a cura della Compagnia RDL; Marisa Bovolenta - Il Teatro, spazio educativo per i giovani; Carlo Tedeschi - 40 anni di Teatro e solidarietà, con un saluto anche di Gessica Notaro.
Al termine è stato consegnato al regista e autore Carlo Tedeschi un riconoscimento per i suoi quarant’anni di carriera da parte del Centro associazioni culturali Fiorentine dalle mani della presidente Antonia Ida Fontana.
Gli interventi:
“Quella di oggi è una bella iniziativa che torna dopo 40 anni a Firenze- ha affermato il Consigliere della Città Metropolitana Nicola Armentano - . Ringrazio l’Associazione nazionale delle Case della Memoria che si è resa coartefice di questo evento. Abbiamo bisogno di radicare sempre più i valori soprattutto per i giovani.
Ringrazio Gessica Notaro per la sua presenza perché certi gesti contro qualsiasi persona sono gesti di disumanità. Mai voltarsi dall’altra parte ma tramettere agli animi e alle coscienze quei valori di rispetto e condivisione dei quali abbiamo bisogno. Non solo nel mondo della scuola ma anche nel mondo dello sport le cui strutture possono accogliere anche spettacoli che invitano a riflettere su questi valori”.

“Lo spettacolo propone un coinvolgente quadro scenico dedicato a Leonardo da Vinci, figura particolarmente amata dal pubblico giovane – ha affermato la direttrice dellaCasa Museo Leonardo Da Vinci, Roberta Barsanti riferendosi alla performance che mostrava Leonardo nell’atto di dipingere il suo più grande capolavoro, La Gioconda -. La fortuna di Leonardo non conosce declino: il mondo contemporaneo continua a essere attratto dalla sua personalità poliedrica e dalla straordinaria varietà e originalità delle sue opere.
Artista, ingegnere e scienziato, Leonardo si conferma capace di dialogare con il presente.
In un’epoca di crescente iperspecializzazione, affascina per la complessità del suo pensiero e per una visione unitaria che intreccia arte e scienza. Le giovani generazioni ne riconoscono l’attualità, rispecchiandosi nella sua curiosità inesauribile e nella tensione a superare i limiti del sapere consolidato.
La sua facoltà di connettere discipline diverse lo rende un modello esemplare di innovazione e interdisciplinarità. Leonardo emerge così come una figura profondamente contemporanea, nonché una vera icona pop, insieme a suoi capolavori universali come la Gioconda e l’Uomo Vitruviano” ha concluso Roberta Barsanti.

Nelle sue parole, l’attrice e regista Lucia Vasini ha ricordato la figura di Dario Fo. “Egli ha rappresentato per il teatro italiano una vera e propria rivoluzione: non solo un attore o autore ma anche promotore di un teatro con una funzione sociale e di aiuto agli altri.
Quante volte si è speso, si sono spesi entrambi, per chi aveva bisogno o era in difficoltà! Lui era davvero un ricercatore dell’anima, di una profondità immensa.
Credo che anche questo mi abbia indirizzato verso il teatro sociale. Il mio impegno è stato sia con una associazione di comico-terapia Tekiero in cui ho insegnato a diventare clown in ospedale. Inoltre ho lavorato con i pazienti psichiatrici facendoli diventare parte di una vera compagnia, Diurni e Notturni, collegata alla Usl e al teatro Comunale di Piacenza.
Il teatro sociale supera la forma prettamente artistica per diventare un intervento educativo, terapeutico e artistico che utilizza le tecniche teatrali per favorire l'inclusione, il benessere psicofisico e il cambiamento sociale.
Supera le differenze, migliorando l'autostima, le capacità comunicative e relazionali.
Alla fine riesce ad esaltare le abilità dei singoli creando un ensemble che riesce a coinvolgere ed emozionare lo spettatore, lasciando un segno, una speranza.
Io credo che questa definizione ben si adatti alla esperienza artistica di Carlo Tedeschi e alla storia di Sicuramente Amici Musical, che è andato in scena per la prima volta a Firenze 40 anni or sono per dare una opportunità a tanti giovani ma anche per dar vita ad una attività sociale che parlasse di accoglienza e fratellanza” ha concluso Lucia Vasini.

“Il nostro centro conta 54 realtà diverse ma che tutte insieme riescono a dare un grande contributo alla città- ha affermato Antonia Ida Fontana, presidente del Centro associazioni culturali Fiorentine -. Vorrei fare una riflessione su Leo Amici: egli opera tra gli anni ’70 e ‘80, anni di entusiasmo ma anche di lotta per i diritti civili; i giovani purtroppo corsero allora gravi pericoli.
Oggi quei pericoli si sono moltiplicati. Quindi opere come quella che presentiamo oggi sono essenziali. Dobbiamo dare spazio ai giovani per poter condividere esperienze, aprirsi e socializzare. Grazie a chi, in questo senso, prosegue la strada di Leo Amici e a Carlo Tedeschi per il suo impegno sulla scena e per i giovani”.

E’ stata poi la volta di Marisa Bovolenta, artista e coach che ha sottolineato “L’attività di Carlo Tedeschi è stata oggetto della mia tesi all’Accademia di Belle Arti di Brera.
Egli non è solo autore e regista di musical, è un creatore di mondi artistici e spirituali.
Il suo impegno un’arte capace di unire teatro, musica, pittura, ricerca umana e spiritualità.
I suoi spettacoli non sono semplicemente rappresentazioni sceniche. Sono esperienze della sua vita e di ciò che ha toccato con mano rappresentate e offerte al pubblico dal palcoscenico che parlano al cuore delle persone e pongono domande profonde sull’essere umano.
Il rapporto con i giovani è ciò che più mi ha colpito, studiando e osservando il suo lavoro.
Carlo Tedeschi non si limita a dirigere dei ragazzi su un palco bensì costruisce con loro un percorso offrendo loro l’opportunità di crescere.
In un’epoca in cui spesso ai giovani viene chiesto solo di esibirsi o di performare, il suo operato ricorda che l’arte può essere anche un luogo di crescita umana che, riflettendosi nella vita, apre infinite possibilità di realizzazione del proprio sé. Così è avvenuto sin dal debutto quarant’anni or sono di Sicuramente Amici”.

“Ogni spettacolo per me è come un figlio – ha esordito Carlo Tedeschi - e il musical Sicuramente Amici ritorna in scena grazie alla volontà dei giovani di oggi. Questo spettacolo nasceva allora con dei miei amici e giovani che seguivo, che stavano uscendo da situazioni difficili e che mi avevano chiesto una occasione di riscatto. Una rosa simbolo dell'amicizia accompagna il pubblico insieme alla Vecchia e Giovane Umanità, in un percorso dove sin dall’antichità due amici si scambiano questo fiore fino ad arrivare ai giorni nostri.
Oggi, il ruolo della piccola umanità è interpretato da una bambina ucraina fuggita dalla guerra insieme alla famiglia a cui la Fondazione Leo Amici ha dato il primo soccorso.
A lei e a suo fratello abbiamo dato di nuovo la possibilità di esibirsi. La guerra gli aveva provocato un trauma tale che non volevano più danzare. Un’altra storia di solidarietà, un’altra storia di Sicuramente amici, caratterizzata da amicizia e amore verso il prossimo, che si aggiunge a tante altre, descritte sulla scena e vissute nella vita, che fanno parte di questo grande viaggio dell’umanità narrato dallo spettacolo il cui soggetto fu proprio scritto da Leo Amici”.

“Nella nostra rete museale nazionale che si prepara a vivere il 18 e 19 aprile prossimo la seconda edizione delle Giornate Internazionali delle Case Museo dei Personaggi Illustri, sono presenti anche la Casa Museo e il Museo di Leo Amici al Lago di Monte Colombo nell'entroterra Riminese – dichiara Adriano Rigoli, presidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria -. La casa si trova inserita in un “piccolo paese fuori dal mondo” secondo la felice definizione del suo fondatore, ed è vero.
Se fra Rimini e Riccione si trova il centro della costa romagnola con la spensieratezza, i tanti divertimenti e mondo della vacanza spinta all'estremo, nell'entroterra si trova il paese del Lago di Monte Colombo dove tutto è all'insegna dell'accoglienza e della riflessione, dove ancora oggi tante persone, tanti volontari, vivono e portano avanti lo spirito di Leo Amici che è stato un cristiano che ha preso sul serio gli ideali di amore, fratellanza, rispetto, accoglienza e li ha trasmessi a tutti coloro che hanno voluto condividerli.
Anche il teatro è uno strumento per promuovere questi nobili ideali e per educare e dare un futuro professionale a tanti giovani. Quaranta anni sono passati dal primo spettacolo, oggi la Compagnia RDL ‘Ragazzi del Lago’ è rinomata a livello internazionale sotto la guida di Carlo Tedeschi, autore teatrale e regista. Lo spettacolo fiorentino è il momento opportuno per fare un bilancio, ampiamente positivo, di tutte le attività che ancora oggi rendono vivo il pensiero di Leo Amici”.


«Tengo molto a portare l'attenzione sullo spettacolo 'Sicuramente Amici' – ha detto Marco Capaccioli, vicepresidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria -. Pur parlandone da osservatore esterno, sento di poter dire che questa produzione è parte integrante di un percorso artistico e umano di immenso valore.
La Compagnia dei Ragazzi del Lago, sotto la guida di Carlo Tedeschi, sta portando avanti un lavoro straordinario: non si limita a fare teatro, ma promuove una cultura della solidarietà e dell’impegno civile. È una realtà che ammiro perché agisce come una vera accademia di vita: centinaia di giovani, attraverso lo studio del canto e della danza, trasformano la loro passione in una professione.
È un esempio virtuoso di come l’arte possa creare competenza e futuro, ma anche la dimostrazione dell’importanza di lavorare in team, di fare rete. È un valore che rimanda al nostro ruolo di Associazione Nazionale Case della Memoria e che decliniamo nella nostra mission: valorizzare i luoghi che hanno ospitato i grandi protagonisti della nostra storia.
In questo senso, il 18 e 19 aprile metteremo in campo un'iniziativa di sistema nella quale oltre 150 case museo apriranno le proprie porte contemporaneamente. Non è solo un'apertura al pubblico, ma un atto di affermazione culturale. Vogliamo dimostrare che esiste una rete solida e coordinata che permette di scoprire i nostri territori e la nostra storia in modo nuovo. Crediamo fermamente che solo unendo le forze — come stiamo facendo nell’Associazione — si possa trasmettere davvero il valore immenso della nostra cultura».

Galleria Fotografica di Antonello Serino - Met Ufficio Stampa su:
https://flic.kr/s/aHBqjCQiAE

07/04/2026 18.19
Città Metropolitana di Firenze


 
 


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