Uno sportello per aiutare chi aiuta e non lasciare soli le persone che assistono familiari malati cronici o disabili. E' il progetto "Accanto a chi Cura" promosso dalla cooperativa sociale Nomos in collaborazione con Publiacqua.
“L'obiettivo è prevenire il burnout dei caregivers e migliorare la qualità della vita dell'intero nucleo familiare attraverso un percorso personalizzato in cui la famiglia viene seguita da un team di professionisti: lo sportello fornisce ascolto ma dà anche strumenti e indicazioni pratiche per la gestione quotidiana della cura del parente malato o con disabilità” spiega Gaia Guidotti, vicepresidente Nomos.
Lo sportello (disponibile in presenza o in videochiamata) aprirà il 14 aprile in via Volta 4 a Grassina presso la sede di Nomos e sarà attivo fino al 30 giugno tutti i martedì dalle 0930 alle 1230 tutti i giovedì dalle 1430 alle 1730 accesso solo su prenotazione tramite il seguente link
https://calendar.app.google/3QF2xMsFohLsYhXj9 o chiamando 0556510477.
Qui operatori specializzati analizzeranno i bisogni della famiglia, per inquadrare la situazione familiare e attivare il professionista più idoneo. In base alla necessità verrà poi fatto un incontro domiciliare con un operatore sociosanitario, un educatore, un fisioterapista o uno psicologo (in questo caso l'incontro può essere anche on line), che compila una scheda tecnica per individuare le criticità e le necessità. Sulla base di questa “mappatura” un team multidisciplinare di esperti elaborerà poi un Piano Assistenziale Individualizzato per definire gli obiettivi di cura e aiutare il familiare caregiver ad acquisire le competenze necessarie per l'assistenza della persona malata o disabile.
“Spesso i caregivers non hanno strumenti e competenze per assistere il proprio caro: avere un punto di supporto e uno staff di professionisti che indicano la cosa giusta da fare crea sicurezza e abbassa i livelli di ansia e stress nel familiare” continua Guidotti.
“Sosteniamo questo progetto – ha detto Nicola Perini, presidente di Publiacqua - tramite il Bando ICare, lo strumento con cui diamo un contributo alle associazioni che lavorano per aiutare gli altri e colmare diseguaglianze e criticità. Il progetto di Nomos incarna bene questo principio poiché offre un supporto a quanti si trovano ad affrontare, spesso da soli, la malattia di un familiare. Aiutare associazioni come Nomos, da parte nostra, è un riconoscimento alla preziosa funzione pubblica che questi soggetti svolgono nella nostra società e in linea con il dovere di un soggetto pubblico che, oltre a fare bene il proprio mestiere, ha la responsabilità di far ricadere sul territorio quella ricchezza che crea bene collettivo”.