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Teatro della Toscana (Pergola, Rifredi, Era)
'Straordinari'. La nuova produzione del Teatro della Toscana
Dal 29 al 30 aprile, ore 21 al Teatro Era di Pontedera, Prima Nazionale. Dal 5 al 9 maggio, ore 21 al Nuovo Rifredi Scena Aperta, Firenze
STRAORDINARI
Cantata per la fine del mese
di e con Riccardo Goretti, Gioia Salvatori, Simona Senzacqua
scene Federico Biancalani
costumi Anna Missaglia
musiche Simone Alessandrini
disegno luci Samuele Batistoni
collaborazione artistica Andrea Macaluso
produzione Teatro della Toscana

Uno sguardo spietato, divertito, ma molto (molto) sbigottito, sul contemporaneo mondo del lavoro. L’ironica odissea urbana tra asfalto e sogni di ferie per un ritratto agrodolce sulle strategie di sopravvivenza nell’epoca dell’incertezza economica.

Con un linguaggio postdrammatico, comico e amaro, Riccardo Goretti, Gioia Salvatori, Simona Senzacqua, con la collaborazione artistica di Andrea Macaluso, raccontano in Straordinari – Cantata per la fine del mese la storia di tre persone che fanno cento, e di cento lavori che fanno mille, e di mille stipendi che fanno zero.

La nuova produzione del Teatro della Toscana è in prima nazionale al Teatro Era di Pontedera il 29 e 30 aprile, ore 21, poi a Firenze, al Nuovo Rifredi Scena Aperta, dal 5 al 9 maggio, sempre alle ore 21.

Al centro dello spettacolo, dunque, quello che resta del lavoro alla fine del mese, l’ingiustizia del dover produrre per poi solo crepare a fine viaggio e l’aver creduto che il mondo girasse intorno ai nostri ombelichi, per poi scoprire che ci manca la collettività, che ci manca casa e qualcuno con cui fare, stare, sperare, sognare.

Goretti, Salvatori, Senzacqua, passeranno insieme a noi attraverso il tifone umano, lavorativo ed esistenziale di questi rutilanti nuovi anni ’20. Del resto, come dicevano in “quel libro”? “Bisogna che tutto cambi perché niente cambi”. No?

Cosa succede quando il desiderio di evasione si scontra con un conto corrente in rosso? Il Teatro della Toscana annuncia il debutto di Straordinari – Cantata per la fine del mese, un progetto nato dalla sensibilità creativa di Riccardo Goretti, Gioia Salvatori e Simona Senzacqua, con la collaborazione artistica di Andrea Macaluso. Lo spettacolo è in prima nazionale al Teatro Era di Pontedera il 29 e 30 aprile, ore 21, per poi approdare a Firenze, al Nuovo Rifredi Scena Aperta, dal 5 al 9 maggio, sempre alle ore 21.

Un paradiso di cemento sopra la città vuota

Al centro della narrazione troviamo tre condomini che, in una soffocante giornata d’agosto, decidono di trasformare il lastrico solare del proprio palazzo in un’improvvisata stazione balneare. In una città deserta, tra il riverbero del calore e il passaggio dei mezzi della nettezza urbana, i tre protagonisti mettono in scena una recita collettiva: simulare la villeggiatura che non possono permettersi.

Lontano dai toni del teatro di denuncia tradizionale, Straordinari osserva con uno sguardo smarrito e profondamente ironico le fragilità del vivere contemporaneo. È una riflessione corale sulla stanchezza professionale, sulla svalutazione delle competenze e sulla solitudine che scaturisce da un sistema produttivo sempre più alienante.

Tre esistenze al limite

I tre protagonisti incarnano tre sfumature della precarietà odierna:

L’ex impiegato (interpretato da Riccardo Goretti): Un uomo tormentato dal ricordo di un singolo istante – il momento in cui ha premuto il tasto “invio” per comunicare il licenziamento di centinaia di colleghi. Ora, anche lui senza occupazione, vive in uno stato di profonda apatia, incapace di distogliere il pensiero da quel gesto.

La docente precaria (interpretata da Gioia Salvatori): Un’insegnante che si muove tra concorsi pubblici affollatissimi e la pesantezza della burocrazia scolastica. Mentre “soggiorna” sulla spiaggia di cemento, cerca di non perdere il legame con la sua vocazione umanistica, traducendo testi dal greco in vista dell’ennesima prova d’esame.

L’entusiasta del cambiamento (interpretata da Simona Senzacqua): Una donna che ha attraversato innumerevoli professioni senza mai integrarsi pienamente nel “sistema”. Convinta che la sua idea di mondo possa condurre tutti a una rivoluzione.

Dalla solitudine alla ricerca dell’altro

Nonostante il retrogusto amaro delle vicende personali, lo spettacolo si configura come una ballata vitale. I personaggi, pur descrivendosi come “figure allo sbaraglio”, cercano disperatamente un punto di contatto, una scintilla di umanità condivisa, che permetta loro di superare l’isolamento imposto dalle logiche del profitto.

Straordinari non è un’analisi sociologica, ma un’esperienza teatrale che usa l’umorismo come lente d’ingrandimento per esplorare il nostro bisogno di comunità e la nostalgia per una “grazia” nel vivere che sembra essere smarrita.

Note di regia

“Il lavoro non è più rispettabile dell’alcool,
serve esattamente alla stessa cosa:
distrarre la mente”
Aldous Huxley

“Per uccidere un uomo non serve togliergli la vita, basta togliergli il lavoro”
Pino Aprile

"Fabbricare, fabbricare, fabbricare, preferisco il rumore del mare"
Dino Campana

“La mia generazione ha un trucco buono: critica tutti per non criticar nessuno”
Manuel Agnelli


Lo sanno pure i sassi, secondo Sigmund Freud, padre della psicanalisi, il lavoro che fai è la seconda cosa più importante della vita.
Si sbagliava.
È la prima.
È talmente la prima che spesso, nel linguaggio comune, il lavoro sostituisce l’identità: “Mi chiamo Giovanni, sono un ingegnere”.
“Dimmi cosa fai e ti dirò chi sei”.
Siamo stati educati a pensare la nostra identità a partire da quello che facciamo e che sappiamo fare, non importa se ci rende felici, è la prima condizione per trovare posto nel mondo, definirci, garantirci autonomia.

Ma che succede se mentre cerchiamo di costruire le nostre identità sulle competenze, viene meno il rapporto di fiducia con chi questo lavoro ce lo chiede? Cosa accade se queste competenze faticosamente guadagnate vengono sostituite dalle macchine, dal mercato, da una semplificazione produttiva che paradossalmente ha sempre meno bisogno di noi?
Se quello che guadagniamo è meno di quello che spendiamo? Se il lavoro ci sfinisce e insieme ci affama?

Lo spettacolo Straordinari – Cantata per la fine del mese vuole essere uno sguardo spietato, divertito ma molto (molto) sbigottito sul contemporaneo mondo del lavoro, su quello che resta alla fine del mese dopo gli sforzi, sull’ingiustizia del dover produrre per poi solo crepare a fine viaggio e sull’aver creduto che il mondo girasse intorno ai nostri ombelichi, per poi scoprire che ci manca la collettività, che ci manca casa e qualcuno con cui fare, stare, sperare, sognare.

Con un linguaggio postdrammatico, comico ed amaro, racconteremo dunque la storia di tre persone che fanno cento, e di cento lavori che fanno mille, e di mille stipendi che fanno zero. Passeremo insieme a voi attraverso il tifone umano, lavorativo ed esistenziale di questi rutilanti anni ‘20.

Del resto, come dicevano in “quel libro”?
“Bisogna che tutto cambi perché niente cambi”
No?

Biografie

Riccardo Goretti, nato a Bibbiena (Arezzo), autore e attore di teatro e cinema. Dal 2002 a oggi lavora con tantissimi nomi della scena contemporanea (Lucia Calamaro, Liv Ferracchiati, Massimiliano Civica) e a progetti in solo. Di recente anche in tv nella fortunata serie Le libere donne di Michele Soavi con Lino Guanciale.

Gioia Salvatori, nata a Roma, attrice, autrice, conduttrice. Lavora con Elio Germano, Lucia Calamaro, Gigi Dall’Aglio, Pier Lorenzo Pisano, Michela Lucenti/Balletto civile, Serena Dandini. È coautrice e co-conduttrice di Le Ripetizioni su Radio3. In tv partecipa con suoi monologhi a Propaganda Live, Radio2 Social Club.

Simona Senzacqua, nata a Frascati, attrice. Da molti anni nella scena contemporanea, ha lavorato con Lucia Calamaro, Fabrizio Arcuri, Giorgina P, Giorgio Barberio Corsetti, Ninni Bruschetta e altri. In autunno esce il film La città dei vivi di Edoardo Gabbriellini, che la vede co-protagonista accanto a Valerio Mastandrea.

Perché vederlo?
Cento lavori, mille sforzi, zero stipendi.?La tragicomica resa dei conti del nostro presente.

Teatro Era
Parco J. Grotowski – Via Indipendenza, Pontedera (PI)

Tel. 0587.213988
era@teatrodellatoscana.it

Biglietti
Intero€ 22
Ridotto Over65 e Convenzioni € 20
Ridotto Soci Unicoop Firenze € 20
Ridotto Under35 e Abbonati € 18

Biglietteria
Aperta dal lunedì al sabato, ore 15 – 19
È possibile acquistare i biglietti degli spettacoli della stagione durante le serate di spettacolo presso la biglietteria

Nuovo Rifredi Scena Aperta
Via Vittorio Emanuele II, 303
Tel. 055.4220361/2
rifredi@teatrodellatoscana.it

Biglietti
Intero € 19
Ridotto Over65 e Convenzioni € 17
Ridotto Soci e Unicoop Firenze € 16
Ridotto Under35 e Abbonati € 15

I prezzi indicati sono comprensivi dei diritti di prevendita.
Gli abbonati al Teatro della Toscana hanno diritto al biglietto ridotto.
Consulta le convenzioni aggiornate sul sito web.

Biglietteria
Aperta dal lunedì al sabato, ore 16 – 19
È possibile acquistare i biglietti degli spettacoli della stagione durante le serate di spettacolo presso la biglietteria.

Online su teatrodellatoscana.vivaticket.it e nei punti vendita Vivaticket

Punti Vendita Vivaticket

Le riduzioni over65 e under30 sono valide tutti?i giorni.?
La riduzione soci Unicoop Firenze?è valida per la prima recita di spettacolo.
Gli abbonati al Teatro?della Toscana hanno diritto al?biglietto ridotto

23/04/2026 11.57
Teatro della Toscana (Pergola, Rifredi, Era)


 
 


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