Camera di Commercio di Firenze
Società di capitali, la crisi internazionale minaccia di tagliare 2,5 miliardi di ricavi
Le stime dell'Ufficio studi della Camera di commercio di Firenze elaborate attraverso l'analisi dei bilanci delle aziende fiorentine più strutturate che complessivamente fatturano oltre 60 miliardi
Nel 2026 la crisi internazionale minaccia di costare 2,5 miliardi di ricavi alle società di capitali dell'area fiorentina. La stima è dell'Ufficio studi e statistica della Camera di commercio di Firenze che ha preso in esame i bilanci delle società di capitali fiorentine, analizzandone andamento e prospettive. Nell'ipotesi base, ovvero con il petrolio (Brent) tra i 90 e i 100 dollari al barile, l'Ufficio studi prevede un aumento dei ricavi della società fiorentine di capitali del 3,5% per un valore totale aggregato di 64,4 miliardi. Nello scenario più avverso, qualora il conflitto in Medio Oriente dovesse protrarsi fino al termine del 2026 e con il Brent stabilmente sopra i 110 dollari al barile, i ricavi delle società di capitali fiorentine si fermerebbero a 61,9 miliardi, segnando quindi una differenza in negativo di 2,5 miliardi. In bilico anche la redditività. Nell'ipotesi peggiore avremmo un margine operativo lordo inferiore di 400 milioni.
La mancata soluzione della crisi internazionale impatterebbe dunque pesantemente su un segmento dell'economia che si mostra dinamico e reattivo. "Le società di capitali locali – annota infatti l'Ufficio studi della Camera di commercio di Firenze - hanno mostrato nel tempo una discreta capacità di affrontare tutte le varie sfide degli ultimi sei anni a partire dalla pandemia e passando per la crisi energetica legata alla guerra Russia-Ucraina, caratterizzandosi per stili di governance appropriati e in grado di gestire la reazione al cambiamento, riuscendo a graduare e a differenziare la risposta e la capacità di stare sul mercato. Il cambiamento continuo sta diventando una variabile ormai persistente - prosegue l'analisi - e la sua gestione diviene sempre più rilevante per garantire le capacità strategico imprenditoriali: le società di capitali fiorentine sembrano cercare un modo per adeguarsi ai cambiamenti crescenti che caratterizzano il contesto esterno. Chiaramente occorre del tempo e la minor velocità di adeguamento ai cambiamenti si riscontra anche nel rallentamento della produttività reale, nella compressione dei margini e nel deterioramento della copertura finanziaria. Sarebbe necessario rendere più incisiva una leadership in grado di rafforzare l'autonomia decisionale, considerando che in questo contesto di alta volatilità, le organizzazioni con strutture decisionali flessibili, processi di pianificazione agili e cultura del cambiamento diffusa sono in grado di reagire molto più velocemente agli shock (dai dazi ai costi energetici per esempio) rispetto a quelle con modelli gerarchici più tradizionali".
27/05/2026 11.24
Camera di Commercio di Firenze