In occasione della 26ª Giornata Mondiale del Rifugiato, la Fondazione Giovanni Paolo II ETS promuove per tutto il mese di giugno una serie di iniziative dedicate all’accoglienza, alla condivisione e all’incontro tra culture. Un calendario di appuntamenti aperti alla comunità per riflettere sul significato dell’asilo e della protezione internazionale, ma anche per vivere momenti concreti di vicinanza con le persone accolte nelle strutture della Fondazione.
Non si tratta solo di una ricorrenza simbolica, ma di un impegno quotidiano che nella Fondazione Giovanni Paolo II prende forma attraverso l’accoglienza, l’integrazione e la costruzione di relazioni autentiche nei centri che gestisce nel Valdarno aretino e fiorentino e a Fiesole.
Ma cosa significa davvero “Rifugiarsi”? Nell’editoriale della newsletter della Fondazione “Voci dal Vicino Oriente”, strumento di comunicazione e di riflessione da poco rinnovato e con cadenza periodica, il consigliere delegato all’accoglienza e alla progettazione Pino Gulia fa un esempio illuminante.
“Quando un bimbo avverte l’avanzare di un pericolo, lascia ogni gioco e corre tra le braccia amorevoli di un genitore. Lì trova innanzitutto protezione, quindi accoglienza e poi, ancora, sicurezza. Sa di potersi fidare e si affida con fiducia… Questo è quello che capita nel mondo a milioni di persone, bimbi e adulti, che avvertono, nel proprio Paese, che la vita personale e anche quella della famiglia di appartenenza è messa in pericolo. Da qui la volontà, mista a necessità e fretta, di scappare lasciando ogni cosa per cercare un luogo sicuro in cui rifugiarsi e trovare protezione.… Ma se il bambino ha dei tempi rapidi per attuare la consapevolezza del rischio che sta per correre, la ricerca di un genitore, la messa in atto del “dispositivo” di salvezza, il ritorno al gioco, il secondo, il rifugiato, ha tempi lunghi per ritrovare la serenità: sa inizialmente di non potersi fidare di nessuno, deve spesso organizzare la propria fuga da solo, anche incappando in trappole e in rischi ben pesanti…Ciò che gli dà pace è quell’accoglienza che, solo dopo un certo periodo, capisce e riconosce come ancora per riprendere a credere nella vita.
Ed è ciò che la Fondazione ha cercato di fare in 10 anni di programmi di accoglienza e che cerca di fare ogni giorno: far riprendere a credere nella vita, dare dignità, dare autonomia, dare speranza.
Il calendario di iniziative di questo giugno si apre il 6con “Tutti al mare”: una giornata a Castiglione della Pescaia che coinvolgerà circa settanta persone tra famiglie ospiti, volontari e operatori dei centri di accoglienza, grazie all’ospitalità del Villaggio La Vela e in collaborazione con l’Opera per la Gioventù Giorgio La Pira ODV. Una giornata di svago e convivialità che assume anche un forte valore simbolico: per molti ospiti il mare è stato infatti luogo di sofferenza e paura durante il viaggio verso l’Europa. Vivere il mare in un contesto sereno e condiviso significa restituirgli il significato di speranza e libertà.
Il 12 giugno si terrà online il webinar “L’accoglienza tra normativa e diritti”, dedicato al tema dell’accoglienza dei richiedenti asilo e al ruolo del terzo settore e degli enti locali. Interverranno Camilla Orlandi, responsabile del dipartimento integrazione e accoglienza gestione immigrazione di Anci, e Tommaso Bruni, operatore dell’accoglienza della Fondazione Giovanni Paolo II. L’introduzione sarà affidata a Piero Giunti, sindaco di Reggello e membro del Cda della Fondazione. Modera il consigliere Pino Gulia.
Sempre il 12 giugno, dalle ore 19, la parrocchia di Sant’Agata in Arfoli a Reggello ospiterà “Sapori di Palestina a Reggello”, apericena multietnico preparato dai volontari insieme agli ospiti palestinesi coordinati da “Chef Gino”. Una serata aperta alla cittadinanza all’insegna della convivialità e della conoscenza reciproca. I contributi raccolti saranno destinati ai progetti di cooperazione internazionale e accoglienza della Fondazione. Prenotazioni entro il 10 giugno scrivendo a
accoglienza.fi@jp2.foundation.
Il 19 giugno sarà invece la volta della tradizionale cena a Villa Pettini, a Montevarchi, organizzata insieme al Punto Famiglia Villa Pettini e a Qoelet Impresa Sociale. L’iniziativa vuole favorire l’incontro tra persone e culture diverse attraverso la semplicità dello stare insieme. L’appuntamento è dalle ore 19,30 in via di Monsorbi 2. Prenotazioni entro il 19 giugno a
accoglienza.ar@jp2.foundation oppure al numero 366 8101660.
Le iniziative si concluderanno il 24 giugno con “Solidarietà sotto i Fochi di Firenze”, nella Villa dell’Antoniano di Poggio Gherardo a Fiesole dei padri Rogazionisti. Dalle ore 18 saranno accolte le famiglie partecipanti; alle 20 è previsto un apericena offerto dalla Fondazione Giovanni Paolo II e alle 22 sarà possibile assistere ai tradizionali “Fochi” di San Giovanni da una posizione panoramica privilegiata sulla città di Firenze.
Informazioni:
https://jp2.foundation/