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Redazione di Met
La pace? I bambini di Firenze: "E' un ristorante senza pagare". La mostra dei loro disegni
Festa con premiazione domenica 14 giugno in Piazza Primo Maggio alle 16.30. In giuria Sandro Cleuzo, Candia Castellani e Valentina Zucchi
Domenica 14 giugno alle 16.30, a Firenze, in occasione della “Festa delle Genti” che si svolgerà nella piazza Primo Maggio di Brozzi, saranno premiati i lavori artistici esposti a maggio in Palazzo Medici Riccardi a 'Facciamo pace',
la mostra di piccoli artisti chiamati a esprimersi sul tema della guerra, con cui sono venuti in contatto grazie al progetto per le scuole “Crescere immaginando la pace” promossa dalla Comunità di Sant’Egidio con le sue Scuole della Pace.
Con il supporto delle insegnanti di arte e immagine, gli studenti della secondaria di primo grado Paolo Uccello e della primaria Duca d'Aosta nel comprensivo Gandhi e della Scuola di Cinese hanno realizzato disegni, pensieri e opere ispirati alla pace. La giuria che ha valutato le opere figurative realizzate dagli studenti della Paolo Uccello e della Scuola di Cinese in premiazione domenica è composta da Sandro Cleuzo, disegnatore che ha lavorato con Don Bluth e per la Walt Disney ('Fantasia 2000') e Dreamworks ('The secret of furious five'), l'illustratrice di libri e albi illustrati Candia Castellani ('Il mondo di Adele', 'Le ali per volare. Frida Kahlo'), la storica dell'arte e direttrice del Museo di Palazzo Medici Riccardi Valentina Zucchi, il giornalista e scrittore Michele Brancale.
Scendiamo in alcuni dettagli. Autori di una parte dei testi e dei disegni esposti alla mostra di maggio erano i bambini e i ragazzi che stanno vivendo attualmente la guerra o che ne sono appena fuggiti e che sono venuti in contatto con scuole e centri di Sant'Egidio.
Nelle loro opere parlano i bambini di Gaza, lanciando il loro disperato appello a fermare la guerra. Parlano i bambini di Kiev, di Irpin, di Kharkiv in Ucraina, così come i minori afghani arrivati con il ponte aereo da Kabul nell’agosto 2021. Parlano anche i bambini congolesi fuggiti, nei campi profughi di Goma nella Repubblica Democratica del Congo, e tanti piccoli sfuggiti ai conflitti in Burkina Faso e nel Nord del Mozambico. Parlano i bambini siriani che vivono nei campi profughi in Grecia o in Libano, in attesa che si apra per loro una possibilità di essere accolti in Europa.
Per realizzare la mostra sono intervenuti gli studenti e le studentesse dell’Istituto comprensivo Gandhi di Firenze e della Scuola di cinese, diversi dei quali partecipano alle Scuole della Pace di Sant'Egidio.
I ragazzi del comprensivo Gandhi, che si compone della primaria 'Duca d'Aosta' e della secondaria di primo grado 'Paolo Uccello', con il supporto delle loro insegnanti e con la Scuola di Cinese, avevano aderito al progetto “Crescere immaginando la pace” per le scuole della Comunità di Sant’Egidio. Nelle varie fasi del progetto i ragazzi "hanno cercato di dare il loro abbraccio a chi è fuggito dalla guerra a Gaza, conoscendo la storia dei bambini ricoverati presso il Meyer. Nelle ore di scuola, hanno dedicato loro disegni, lettere e origami andando, con una piccola delegazione, anche ad incontrarli di persona".
Il progetto si è articolato poi in un laboratorio creativo di costruzione dei centro tavola per il pranzo di Natale della Comunità di Sant’Egidio a cui i minori di Gaza, insieme alle loro famiglie, sono stati invitati, quindi nelle opere esposte nella mostra di maggio che domenica verranno premiate. L'esposizione dei disegni, realizzati dagli studenti della Paolo Uccello nel comprensivo Gandhi e della Scuola di Cinese, era accompagnata da frasi e pensieri dei più piccoli che hanno visitato la mostra riempiendo spazi preparati per loro.
Cosa dicevano e dicono i bambini? La pace "è come un ristorante senza pagare”. Se scoppiasse una guerra, cosa farei? “Io porterei con me una foto della mia famiglia per ricordarla sempre”, “Porterei i ricordi dei giorni in cui mi sono divertito” “Primo obiettivo cercherei un rifugio per non morire”, “Sarei sommersa da ansia e paura”. E poi “La pace è la migliore cosa che bisogna fare”, “La pace va promossa senza armi, con parole pensate per non portare dolore”. Qualche adulto aggiunge il suo commento: “Grazie agli occhi dei bambini che ci insegnano a vedere”.

13/06/2026 11.32
Redazione di Met


 
 


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