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Redazione di Met
Alessio Cioni torna a suonare in Valdelsa: a Castelfiorentino il concerto del Premio Ferruccio Benvenuto Busoni 2026
Il pianista empolese, concertista e docente di fama nazionale e internazionale, sarà protagonista venerdì 27 novembre di un recital solistico al Ridotto del prestigioso Teatro del Popolo, nell’ambito del Premio “Ferruccio Benvenuto Busoni” 2026 alla carriera
Un pianoforte, un palcoscenico e una carriera costruita negli anni attraverso studio, concorsi, concerti e insegnamento. Alessio Cioni, pianista empolese, sarà protagonista venerdì 27 novembre di un recital solistico al Ridotto del prestigioso Teatro del Popolo di Castelfiorentino, nell’ambito del Premio “Ferruccio Benvenuto Busoni” 2026 alla carriera, organizzato dall’Orchestra Ferruccio Benvenuto Busoni.

L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Castelfiorentino e dalla Città Metropolitana di Firenze, a sottolineare il valore culturale di una serata che lega un importante riconoscimento artistico al territorio dell’Empolese-Valdelsa.

Per Cioni, il riconoscimento possiede anche un significato particolare. Il nome di Ferruccio Busoni attraversa infatti la sua stessa vicenda artistica: il pianista è stato premiato alla 54ª edizione del prestigioso Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni di Bolzano, una delle competizioni di riferimento del panorama pianistico mondiale. Oggi quel nome torna a incontrarlo in una forma diversa, quella di un Premio alla carriera che riconosce un percorso artistico importante e una costante attività concertistica e didattica.

Il recital, intitolato “Il Pianoforte Romantico”, propone un programma di particolare impegno e ampiezza espressiva. Cioni eseguirà la celebre Sonata “Patetica” di Ludwig van Beethoven, la Prima e la Terza Rapsodia Ungherese di Franz Liszt, due Improvvisi di Franz Schubert e, nella parte conclusiva, la monumentale Sonata in si minore di Liszt.

Un itinerario che attraversa alcune delle diverse anime della grande letteratura pianistica: il dramma e la tensione di Beethoven, l’impeto virtuosistico delle Rapsodie lisztiane, la dimensione lirica e intima di Schubert e, infine, la visionaria architettura della Sonata in si minore, opera destinata a cambiare profondamente il modo di concepire la forma e il linguaggio pianistico.

Il programma restituisce così un’idea del Romanticismo non come semplice categoria storica, ma come spazio espressivo nel quale convivono slancio, inquietudine, poesia e ricerca. Una scelta che richiede all’interprete non soltanto tecnica, ma anche capacità di costruire un racconto musicale coerente attraverso repertori e linguaggi differenti.

Alla carriera concertistica Cioni ha affiancato negli anni quella didattica, dedicandosi all’insegnamento del pianoforte e alla formazione dei giovani musicisti. Una duplice esperienza che alimenta un rapporto con la musica fondato tanto sulla ricerca interpretativa quanto sulla trasmissione del sapere.

Il concerto di Castelfiorentino non sarà dunque soltanto la celebrazione di un riconoscimento. Sarà soprattutto un appuntamento musicale nel quale il Premio troverà la propria espressione più naturale: il ritorno alla musica, al palcoscenico, all’ascolto.

Un Premio alla carriera non chiude necessariamente un percorso. Nel caso di Alessio Cioni, sembra piuttosto fotografare un momento della sua maturità artistica: quella fase in cui l’esperienza non cancella l’inquietudine della ricerca, ma la rende più consapevole.

Questo è il senso più autentico del concerto di Castelfiorentino: non celebrare semplicemente ciò che è stato, ma mettere alla prova, ancora una volta, ciò che può diventare. Beethoven, Schubert e Liszt non sono soltanto le tappe di un programma, ma tre modi diversi di interrogare il pianoforte e, attraverso il pianoforte, l’uomo.

Il 27 novembre, al Ridotto del Teatro del Popolo, sarà dunque la musica a misurare il tempo trascorso, la strada percorsa e quella ancora da percorrere. Perché la maturità di un interprete non si riconosce da ciò che ha già conquistato, ma dalla necessità che continua ad avere di cercare.

14/09/2026 15.31
Redazione di Met


 
 


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