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Città Metropolitana di Firenze
Fiesole: un padre israeliano e uno palestinese, il dolore trasformato in energia per la pace - video
A Fiesole l’incontro tra Rami Elhanan e Bassam Aramin: entrambi hanno perso una figlia nel conflitto
«Quando qualcuno ti dà un pugno in faccia, la reazione automatica sarebbe quella di ridarglielo, ma noi siamo umani, non siamo animali. E noi umani, a differenza degli animali, possiamo pensare. Ma se io uccido qualcuno, questo riporterà indietro mia figlia? Oppure sentirò meno dolore? La risposta è no. Io credo che questo sia proprio il potere del dolore, che per me è molto simile al concetto di energia nucleare».

A parlare è Rami Elhanan, israeliano. Accanto a lui, Bassam Aramin, palestinese. Entrambi padri di figlie morte nella guerra israelo-palestinese. Entrambi hanno deciso di trasformare quel dolore, da vent’anni, in energia nucleare che, tradotto, significa dialogo e conoscenza dell’umanità nell’altro. Anche quando ti muore una figlia.
La loro storia, di convivenza, come loro stessi la definiscono, è arrivata sul palco del teatro di Fiesole.

L’iniziativa fiesolana è stata l’occasione di un dialogo interreligioso, mentre in Medio Oriente la guerra continua a farsi sentire. Sul palco, infatti, oltre alle istituzioni, anche l’imam di Firenze, Izzedin Elzir, il presidente della comunità ebraica di Firenze, Enrico Fink ,e il vescovo di Fiesole, monsignor Stefano Manetti.
Perché oltre la violenza c’è un modo per creare speranza e non distruzione. Si può anche perdonare.
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Interviste a:
Rami Elhanan, candidato al Nobel per la Pace
Cristina Scaletti, sindaca di Fiesole
Stefano Manetti, vescovo di Fiesole
Izzedin Elzir, imam di Firenze
Bassam Aramin, candidato al Nobel per la pace


Link al video:
https://www.youtube.com/watch?v=n8dhwxp0vZk

22/10/2026 14.13
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