MiC - Direzione regionale musei della Toscana
Aperture straordinarie pomeridiane del Cenacolo di Andrea del Sarto a San Salvi
Venerdì 6, 13, 20 e 27 novembre 2026, apertura straordinaria dalle ore 14:30 alle 18:15
Venerdì 6, 13, 20 e 27 novembre 2026 il pubblico potrà visitare il Cenacolo di Andrea del Sarto a San Salvi anche nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 18.15, con ultimo ingresso alle 17.45. Le aperture straordinarie, promosse dalla Direzione regionale Musei nazionali della Toscana del Ministero della Cultura, offrono un’occasione per scoprire uno dei luoghi più suggestivi del patrimonio artistico fiorentino, dove la storia di un antico complesso monastico si intreccia con alcuni importanti esempi della pittura toscana del Cinquecento.
Il museo ha sede negli ambienti dell’antica abbazia vallombrosana di San Salvi, fondata nell’XI secolo e ampliata e restaurata a partire dall’inizio del Cinquecento. Il percorso di visita attraversa spazi che conservano la memoria della vita conventuale, dal corridoio alla cucina, dalla sala del lavabo al refettorio, restituendo il contesto storico e architettonico nel quale nacque il capolavoro che dà nome al museo.
Il protagonista assoluto del percorso è il monumentale affresco dell’Ultima Cena, commissionato ad Andrea del Sarto nel 1511 e portato a compimento nel 1526. Realizzata sulla parete di fondo del refettorio, l’opera è una delle testimonianze più alte della pittura fiorentina del primo Cinquecento e rivela la straordinaria capacità dell’artista di coniugare equilibrio compositivo, naturalezza dei gesti e intensità narrativa.
I dodici apostoli sono raffigurati nel momento in cui Gesù annuncia il tradimento: le reazioni dei personaggi, gli sguardi e i movimenti costruiscono una scena corale ricca di sfumature emotive. Un dettaglio insolito arricchisce la composizione: nella parte superiore dell’affresco, due personaggi si affacciano da una terrazza e osservano l’evento, introducendo un ulteriore livello narrativo. La decorazione del sottarco della volta, con le grottesche e le figure di santi legati alla tradizione religiosa, completa l’insieme e contribuisce a definire il carattere monumentale dell’ambiente.
La fortuna dell’affresco è legata anche a un episodio della storia fiorentina. Secondo il racconto tramandato da Benedetto Varchi, la bellezza dell’opera avrebbe contribuito a salvare questa parte del convento dalla demolizione ordinata durante i preparativi per l’assedio di Firenze del 1529, quando si temeva che gli edifici fuori dalle mura potessero offrire riparo alle truppe di Carlo V.
Accanto al grande affresco, gli ambienti museali custodiscono una raccolta di dipinti che permette di approfondire la ricchezza e la varietà della produzione artistica toscana della prima metà del Cinquecento. Il percorso comprende opere di Pontormo, Franciabigio, Raffaellino del Garbo, Bachiacca, Carlo Portelli e Bernardino Poccetti, offrendo l’opportunità di confrontare differenti interpretazioni della pittura religiosa e le trasformazioni del linguaggio figurativo del Rinascimento.
Tra gli elementi di maggiore interesse spicca la Fede e Carità di Pontormo, collocata sopra l’ingresso del refettorio, sulla parete opposta rispetto all’Ultima Cena. La presenza dell’opera introduce un dialogo tra due personalità centrali della cultura artistica fiorentina e arricchisce la lettura del complesso pittorico.
Completa la visita, in una sala dedicata, il monumento funebre in marmi finemente lavorati commissionato nel 1505 a Benedetto da Rovezzano per San Giovanni Gualberto, fondatore della congregazione vallombrosana. Rimasto incompiuto, il complesso costituisce una significativa testimonianza della scultura rinascimentale e del legame tra il patrimonio artistico del museo e la storia spirituale dell’abbazia.
23/10/2026 9.27
MiC - Direzione regionale musei della Toscana