Diocesi di Firenze
Il cinema e San Francesco, a Firenze un convegno con esperti nazionali
Sabato 24 ottobre nel Cenacolo di Santa Croce a Firenze il dibattito, proseguito nel cinema Salaesse con una rassegna cinematografica non-stop
Il cinema come strumento per raccontare la spiritualità, le contraddizioni dell’esistenza e l’attualità del messaggio francescano. È stato questo il filo conduttore del secondo convegno «Il cinema e San Francesco», svoltosi sabato 24 ottobre nel Cenacolo di Santa Croce a Firenze, nell’ambito delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte del Santo di Assisi.
L’iniziativa, promossa da ACEC Toscana, si è aperta con una presentazione del Cenacolo a cura di Silvia Bargellini, di «Città di Vita». Dopo i saluti del presidente regionale ACEC Vito Rosso, di padre Franco Buonamano, rettore della Basilica di Santa Croce, di don Gianluca Bernardini, presidente nazionale ACEC, e dei rappresentanti istituzionali, i lavori sono proseguiti con una tavola rotonda moderata da Marco Vanelli.
Quattro gli interventi dedicati alle diverse interpretazioni cinematografiche della figura di Francesco.
Gianluca Della Maggiore ha affrontato il tema dei «film non fatti su San Francesco», soffermandosi sul rapporto tra Giovanni Papini, la spiritualità francescana e il linguaggio delle immagini. La riflessione ha evidenziato le potenzialità di un cinema capace di andare oltre lo spettacolo, affidando ai volti e ai gesti il compito di suggerire la dimensione interiore dell’esperienza umana.
Don Andrea Bigalli ha approfondito il rapporto tra Roberto Rossellini e il Poverello, a partire da Francesco, giullare di Dio (1950). Attraverso episodi ispirati ai Fioretti, il regista racconta la semplicità, la povertà e la letizia dei primi frati, restituendo un Francesco vicino alla vita quotidiana. Il confronto con Europa ’51 (1952) ha ampliato la riflessione sulla ricerca spirituale, sulla responsabilità verso gli altri e sull’attenzione agli emarginati.
Giovanni Ricci ha esaminato la dimensione francescana nell’opera di Pier Paolo Pasolini, soffermandosi sul dialogo con la Pro Civitate Christiana di Assisi e sulla realizzazione de Il Vangelo secondo Matteo (1964). L’incontro tra l’intellettuale marxista e il mondo cattolico testimonia la possibilità di un confronto culturale anche in presenza di sensibilità differenti. Un ulteriore riferimento è stato Uccellacci e uccellini (1966), in cui il richiamo a Francesco diventa occasione per interrogarsi sul significato e sui limiti della predicazione.
Lorenzo Pierazzi ha ripercorso le tre opere che Liliana Cavani ha dedicato al Santo: Francesco d’Assisi (1966), Francesco (1989) e la produzione televisiva Francesco (2014). Nelle diverse riletture emerge la volontà di restituire al santo la sua dimensione umana, mettendone in luce le inquietudini, le scelte radicali e la coerenza tra il Vangelo annunciato e quello vissuto. L’incontro di Francesco con il mondo musulmano richiama inoltre il valore del dialogo tra culture e religioni.
In chiusura, il moderatore Marco Vanelli ha richiamato l’attualità del messaggio francescano: pace, rispetto del creato, silenzio, preghiera e ascolto sono temi che continuano a interrogare una società segnata dai conflitti e dalla difficoltà di fermarsi per prestare attenzione agli altri.
Il convegno, realizzato con il contributo della Fondazione CR Firenze e con il patrocinio della Regione Toscana, di Città di Vita, del Comune di Firenze e di altri enti e istituzioni, è proseguito nel pomeriggio al cinema SALAESSE con una rassegna cinematografica non-stop a offerta libera.
«Ringrazio quanti sono intervenuti e ci hanno aiutato nell’organizzazione di queste giornate», ha dichiarato Vito Rosso, presidente di ACEC Toscana. «Nel percorso verso gli 800 anni dalla morte di Francesco, il cinema si conferma uno strumento per rileggere la sua eredità e mettere in relazione la tradizione spirituale con le domande del presente: fraternità, pace, rapporto con il creato e ricerca di un modo più autentico di stare al mondo».
26/10/2026 12.07
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