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Ufficio Stampa Associato del Chianti
Barberino Tavarnelle. “I’ Chito ci guarda dalla sua torre”… Chianti, terra di leggende, segreti e fantasmi. Un tour per riscoprire, luoghi, sapori e storie fantastiche
L’iniziativa è stata realizzata nell’ambito nell’ambito di Vetrina Toscana - Walking Tour Barberino Tavarnelle, promosso da Confcommercio e Vetrina Toscana e organizzato in collaborazione con il Comune di Barberino Tavarnelle
Il Chianti non è solo uno degli angoli di campagna più suggestivi della Toscana che ha dato i natali a personaggi celebri, tra cui poeti, scrittori, santi e papi. E’ un luogo che si moltiplica nei borghi, nei castelli e nelle pievi con l‘eco della narrazione popolare, il fascino della leggenda e le tradizioni orali che hanno incantato intere generazioni. il Chianti è terra abitata anche da fantasmi, come il celebre “Chito’, alter ego leggendario di un personaggio realmente vissuto in epoca ottocentesca.

Si tratta di Giovambattista Chiti, contadino guardiacaccia, residente nella campagna tra San Donato in Poggio, Cortine e Barberino la cui storia è stata raccontata martedì 27 ottobre tra le piazze, i vicoli e le atmosfere del passato del castello medievale di Barberino Val d’Elsa dall’attore e drammaturgo Francesco Mattonai ad un gruppo di operatori turistici e giornalisti, accompagnati dal sindaco David Baroncelli, dall’assessore al Turismo Paolo Giuntini, dalla responsabile Confcommercio Firenze e Arezzo Gabriella Iannotta, nell’ambito di Vetrina Toscana - Walking Tour Barberino Tavarnelle, promosso da Confcommercio e Vetrina Toscana e organizzato in collaborazione con il Comune di Barberino Tavarnelle. Una storia tramandata dagli anziani che parla di un uomo solitario, burbero, dai contorni cupi, quasi noir, che appariva avvolto da fuoco e fiamme agli abitanti del territorio. “Entrava nelle case e impauriva grandi e piccini, si dice che una delle ultime apparizioni – racconta l’attore Francesco Mattonai - risalga agli anni Sessanta ad un operaio mentre lavorava alla costruzione della superstrada Firenze Siena”.

“Proprio vicino ad una chiesa mi dovevate evocare? Né lontano, né vicino da non sentire le campane di Barberino, né vicino né lontano da non sentire le campane delle chiese di Tignano”. Sono le parole, sussurrate, in rima che la tradizione orale, i nonni e le nonne del paese attribuiscono a i’ Chito, il fantasma del Chianti che il borgo di Barberino Val d’Elsa l’ha sempre guardato da lontano, da una torre di proprietà secolare della sua famiglia: la Torre d’i Chito. Il Chito guardava e controllava chiunque con un passato macchiato di guerra e potere, avverso com’era al popolo fiorentino. “Sempre secondo quanto racconta la leggenda, la morte di Giovambattista Chiti è da attribuire ad una vicenda che vide protagonista un ombrellaio ambulante, un mercante di passaggio – riferisce Francesco Mattonai – non si conoscono movente e dettagli dell’aggressione, dopo essere stato ucciso Giovambattista assunse le sembianze di un fantasma illuminato da un lumicino, che ancora oggi si avvicina lentamente nel buio a chi vuole impaurire…dove’ è sepolto? E chi lo sa. Senza dubbio né lontano, né vicino da non sentire le campane di Barberino, né vicino né lontano da non sentire le campane delle chiese di Tignano”.

L’iniziativa si è inquadrata nel progetto culturale “Barberino Nascosta”, abbinato ad un tour narrato con Francesco Mattonai, autore e interprete di uno spettacolo teatrale itinerante che ha ripercorso la storia del castello e alcuni dei suoi personaggi più illustri come Francesco e Andrea da Barberino e Papa Urbano VIII.

“Abbiamo offerto l’opportunità di esplorare Barberino Tavarnelle con un meraviglioso viaggio alla scoperta delle bellezze e delle risorse storico-artistiche del nostro territorio – dichiara il sindaco David Baroncelli - tra architettura, arte e sapori, una bella occasione di conoscenza e promozione che ha permesso di mettere in primo piano le eccellenze e la qualità delle proposte culturali, ambientali, culinarie con le produzioni tipiche locale che legano il knowhow di commercianti, agricoltori e ristoratori alla nostra identità rurale fatta di competenze, abilità, storytelling”.

“La storia del fantasma Chito – aggiunge - è parte di questa narrazione che si affida all’immaginario collettivo e alla condivisione di novelle e favole raccontate a veglia davanti al focolare di vecchi casolari, un’espressione curiosa che testimonia l’importanza di coltivare un dialogo con il passato e tenere vivo il rapporto tra memoria e contemporaneità”.

Il percorso ha portato il gruppo in visita alle cantine storiche e alla Fattoria Pasolini dall’Onda Borghese che ha offerto una degustazione di olio e vino guidata da Massimo Castagnozzi. Le tappe successive sono state all’insegna della cultura enogastronomica presso il ristorante il Caratello con Marcello Salvini, che ha offerto una degustazione dei prodotti tipici del territorio in collaborazione con Morando Morandi della Macelleria Morandi e Tonino Salvatori e Silvia Grappolini di Forno in piazza. Sono intervenuti anche Ilaria Lorini, miglior sommelier d’Italia del 2025, l’appassionato di cultura e memoria locale Fabio Poggi, Andrea Corti, presidente dell'associazione Chianti Colli Fiorentini. Il tour ha previsto anche una visita al museo della Radio di Tavarnelle con il collezionista Daniele Camiciottoli e al Museo d’arte sacra del merletto Punto Tavarnelle e della pieve di San Pietro in Bossolo in compagnia di Piero Bianchini degli Amici del Museo di Tavarnelle.

fonte foto comunicato stampa

fonte foto comunicato stampa

28/10/2026 10.26
Ufficio Stampa Associato del Chianti