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Università di Firenze
Firenze, le 4 proposte dei professori di economia contro l’emergenza casa: dal piano cinquantennale per la residenza in centro agli incentivi fiscali contro gli affitti brevi
I docenti del Dipartimento di Scienze per l’Economia e l’Impresa di Unifi: “Preservare una popolazione residente è importante anche per il turismo: l’autenticità di una città dipende dalla vitalità delle comunità che la abitano”
Dalle norme per favorire la residenza di lungo periodo nei centri storici agli alloggi aziendali, da una fiscalità che favorisca l’affitto a chi vive e lavora in città ai progetti di social housing, fino ad arrivare agli strumenti di regolamentazione nei quartieri sottoposti a maggiore pressione abitativa. Sono le quattro proposte che i docenti del Dipartimento di Scienze per l’Economia e l’Impresa (Disei) dell’Università di Firenze mettono in fila per rispondere all’emergenza abitativa, che colpisce lavoratori, famiglie e imprese.

Un pacchetto di proposte che parte non a caso da Firenze, dove il tema è più sentito, e tocca vari livelli e responsabilità di governo: locale, nazionale ed europeo. A proporlo sono quattro economisti del Disei, con competenze che vanno dal non profit all’analisi di bilancio, dall’economia del turismo alla sostenibilità.


La difesa dei centri storici

“Per contrastare lo svuotamento dei centri storici – sottolinea Luca Bagnoli, professore esperto di aziende non profit e imprese sociali – è necessario sviluppare un’offerta residenziale stabile, con orizzonti temporali di 30-50 anni e canoni capaci di garantire la sostenibilità economica degli interventi. Gli enti pubblici e i grandi proprietari possono svolgere un ruolo decisivo, anche attraverso interventi normativi che rendano più conveniente destinare gli immobili alla residenza di lungo periodo. Preservare una popolazione residente è importante anche per il turismo: l’autenticità di una città dipende dalla vitalità delle comunità che la abitano”.


La misura per implementare il social housing

“Le esperienze di corporate housing mostrano come le imprese possano contribuire a offrire alloggi a prezzi accessibili ai dipendenti, anche se si tratta di un modello non sempre replicabile – spiega Giacomo Manetti, professore esperto di rendicontazione sociale, ambientale e di sostenibilità –. In Toscana stanno emergendo esperienze interessanti di social housing, basate sulla collaborazione tra enti locali, fondazioni di origine bancaria e organizzazioni del terzo settore. Le amministrazioni possono individuare gli immobili sfitti, le fondazioni sostenerne la riqualificazione e gli enti gestori assegnarli a canoni calmierati. In un contesto di salari reali che faticano a sostenere i costi abitativi, la rigenerazione urbana e la co-programmazione possono contribuire a costruire risposte strutturali”.


Gli incentivi fiscali contro gli affitti brevi

“Il trattamento fiscale dei redditi da locazione è un elemento importante nel definire le convenienze economiche dei proprietari e, di conseguenza, le scelte tra affitti residenziali e altre forme di utilizzo degli immobili – osserva Francesco Giunta, professore esperto di analisi di bilancio –. Una riflessione sulla cedolare secca e, più in generale, sul prelievo applicato alle rendite immobiliari potrebbe contribuire a orientare il mercato verso un maggiore equilibrio tra le diverse destinazioni degli alloggi. La questione abitativa va inoltre letta nel quadro delle difficoltà economiche che interessano molte famiglie, a partire dal rapporto tra salari, produttività e costo della vita”.


Cosa può fare l’Europa

“La crisi della casa è al centro del dibattito europeo e richiede risposte anche a livello locale – afferma Giovanni Liberatore, professore esperto di economia e gestione del turismo –. Nei quartieri caratterizzati da particolare tensione abitativa, in base al Piano Casa in elaborazione a livello europeo, le amministrazioni potranno valutare strumenti di regolamentazione degli affitti brevi e delle compravendite, compresa l’ipotesi di limitazioni alla vendita a non residenti, nel rispetto del quadro normativo. Sarà comunque importante accompagnare queste eventuali misure con un monitoraggio costante del fenomeno turistico e con politiche capaci di distribuire i flussi e differenziare l’offerta. Le indicazioni dell’Organizzazione mondiale del turismo invitano a misurare il fenomeno, regolarlo e gestirlo coinvolgendo anche i residenti. Sarebbe utile promuovere nuove ricerche per comprendere meglio come chi vive stabilmente a Firenze percepisce le trasformazioni legate al turismo. Disporre di questi dati consentirebbe di affiancare alle analisi sugli operatori una conoscenza più completa delle esigenze della città e dei suoi abitanti”.

28/10/2026 11.27
Università di Firenze