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Città Metropolitana di Firenze
Casa. La Città Metropolitana di Firenze approva la "Carta per l'abitare"
La Metrocittà e i Comuni in campo per rispondere alla domanda di alloggio. Armentano: "Favoriamo la coesione del territorio"
Il Consiglio della Città Metropolitana Firenze, su proposta del consigliere delegato al Patrimonio Nicola Armentano, ha approvato la "Carta metropolitana per l'abitare sociale" e l'avvio del Tavolo metropolitano dell'abitare.
Nell'area fiorentina, infatti, abitare costa sempre di più. Gli affitti crescono. Gli alloggi a canone sostenibile sono pochi. Gli affitti brevi turistici tolgono case ai residenti. Il disagio non riguarda più solo le famiglie in grave difficoltà. Riguarda anche la fascia intermedia: giovani che lavorano, studenti, lavoratori dei servizi essenziali, anziani soli.
“È in gioco la coesione del territorio - ha spiegato Armentano - Chi lavora negli ospedali, nelle scuole, negli enti pubblici e nelle imprese fatica a vivere vicino al lavoro. I centri storici si svuotano e le famiglie si spostano sempre più lontano”.

Costruita insieme ai Comuni e ai portatori di interesse, la Carta fissa dieci principi: tra questi, la casa come diritto e bene comune, prima il recupero e poi il nuovo, gli alloggi entro trenta minuti di trasporto pubblico da Firenze o dai poli produttivi, quartieri misti. Definisce poi sette missioni, dall'edilizia sociale e pubblica all'abitare temporaneo, fino al patrimonio privato e ai servizi di prossimità. Propone infine venti azioni in quattro fasi: conoscere, orientare, localizzare, realizzare.

La domanda legata all’abitare supera i confini comunali e si concentra vicino al capoluogo, ai grandi poli produttivi e alle linee del trasporto pubblico. Nessun Comune, da solo, può darle risposta.
Le competenze sono frammentate. I Comuni pianificano e assegnano gli alloggi. La Regione programma e finanzia. La Città Metropolitana si occupa di pianificazione di area vasta di mobilità, di sviluppo economico. L'Università studia e misura. Imprese e terzo settore e sindacati conoscono i bisogni e possono investire. “Serve una sede stabile - sottolinea Armentano - in cui queste leve si muovano insieme come a una visione d’insieme vanno ricondotti casa, mobilità e territorio”. Si tratta di costruire in rapporto col trasporto pubblico, recuperare il patrimonio esistente e limitare il consumo di suolo. Sono scelte che richiedono di muoversi su scala metropolitana.
Il Piano Casa nazionale (D.L. 66/2026, convertito dalla L. 116/2026) consente di mettere in campo risorse e strumenti, da verificare anche per proporre eventuali modifiche. L'Unione europea ha avviato il Piano per gli alloggi a prezzi accessibili e una proposta di Regolamento. Un territorio unito, con dati e progetti condivisi, può intercettare meglio queste opportunità.
La Carta approvata dall'Assemblea di Palazzo Medici Riccardi è aperta all'adesione di enti e portatori di interesse e parla ai cittadini. Impegna pubblicamente chi la firma, senza creare obblighi di spesa.
Con l'approvazione della delibera è stato dato mandato alla Sindaca Metropolitana di sottoscriverla e di promuovere l'adesione. Viene quindi avviato il Tavolo metropolitano dell'abitare, coordinato dalla Città Metropolitana, che valuterà il Piano Casa nazionale e la proposta di Regolamento europeo. Ogni anno sarà riferito in Consiglio lo stato di attuazione.
Non ci sono oneri per il bilancio. Gli impegni operativi saranno definiti con accordi di programma locali in ordine a ciascun intervento.

28/10/2026 11.31
Città Metropolitana di Firenze