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Teatro della Toscana (Pergola, Rifredi, Era)
'Il Berretto a Sonagli' di Luigi Pirandello al Teatro della Pergola
Da martedì 3 a domenica 8 novembre novembre (martedì, venerdì, sabato, ore 20:30; mercoledì e giovedì, ore 19; domenica, ore 16:30). Durata: 1h e 30' minuti, atto unico

IL BERRETTO A SONAGLI
di Luigi Pirandello

con Silvio Orlando

e con (in o. a.) Francesca Botti (Fana), Michele Eburnea/Davide Cirri (Fifì), Francesca Farcomeni (Saracena), Davide Lorino (Alfio Spanò), Annabella Marotta (Nina), Stefania Medri (Beatrice), Marta Nuti (Assunta)

regia Andrea Baracco

scena Roberto Crea
costumi Marta Crisolini Malatesta
luci Simone De Angelis
sound designer Giacomo Vezzani
direttore tecnico Luigi Flammia
datore luci Christian Pizzingrilli
fonici Alberto Luciani
sarta Piera Mura
macchinista Filippo Canfori
fotografie Laila Pozzo
produzione Cardellino srl, Teatro Stabile dell'Umbria - Teatro Stabile di Bolzano

Durata: 1h e 30' minuti, atto unico

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Dal 3 all'8 novembre Silvio Orlando con Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello, regia di Andrea Baracco, inaugura la stagione in abbonamento 2026/2027 del Teatro della Pergola. L'eclettico Orlando interpreta Ciampa, il personaggio che Pirandello stesso definì «strapieno di tragica umanità», in uno spettacolo che passa senza sosta dal riso all'angoscia, dall'ironia allo strazio.

Con Francesca Botti (Fana), Michele Eburnea/Davide Cirri (Fifì), Francesca Farcomeni (Saracena), Davide Lorino (Alfio Spanò), Annabella Marotta (Nina), Stefania Medri (Beatrice), Marta Nuti (Assunta). Scena di Roberto Crea, costumi di Marta Crisolini Malatesta, luci di Simone De Angelis. Produzione Cardellino srl, Teatro Stabile dell'Umbria - Teatro Stabile di Bolzano.


La vicenda

Il berretto a sonagli (1916) di Luigi Pirandello svela l'ipocrisia sociale attraverso Beatrice, che denuncia il tradimento del marito con la moglie del contabile Ciampa. Per evitare lo scandalo, Ciampa — conscio delle corna, ma "schiavo" delle convenzioni — impone un bivio brutale: o Beatrice si fa credere pazza, o lui dovrà uccidere i due amanti per salvare l'onore. La donna accetta la follia, urlando a tutti la verità.

Pirandello firma un capolavoro sulle maschere: in un mondo di finzioni, per dire la verità e sopravvivere bisogna indossare il "berretto" dei matti. Solo chi è ritenuto pazzo può permettersi di essere sincero.


Note di regia

di Andrea Baracco

Pirandello non è autore per tempi di pace, ma di guerra. È il tempo di guerra a creare le condizioni effettuali per comprendere l'autore siciliano; il dissolversi del principio di identità, la tragica disintegrazione dell'io, il gioco di specchi intorno alle molteplici individualità dell'essere umano. In tempi di guerra se la realtà chiama, Pirandello sa cosa rispondere; intravede la feroce e grottesca maschera di un mondo convulso e impazzito. I tempi di pace sono i tempi degli ismi, della ricerca affannosa di una filosofia e allora sotto con "essere è apparire" o "conflitto tra vita e forma" con il pirandellismo insomma; quell'insopportabile pozzo del pensiero che sembra mettere in pausa il teatro, la concretezza degli accadimenti per passare altrove, in un generico luogo, astratto. Inchiodare in una formula un autore è sempre molto pericoloso, con Pirandello è quasi mortale.

Sentire il bisogno di chiarire più che di capire ha chiuso l'autore dentro una formula lucida e perentoria, non permettendo ai suoi personaggi di far esplodere quello che hanno di più potente, le passioni. Solo liberandolo dalle preoccupazioni filosofiche, Pirandello mostra il suo volto autentico. Si vede solo allora come i grandi protagonisti della drammaturgia pirandelliana siano uomini costretti a frugarsi dentro e non lucidi pensatori al dettaglio. Proprio per questo, credo necessario lasciarsi guidare dalle parole di Leonardo Sciascia: "Bisogna liberare Pirandello da tutte le incrostazioni filosofiche e pseudofilosofiche, da tutte le etichette concettuali, in una parola del pirandellismo. Restituire all'opera pirandelliana quella verità e libertà, quella effervescenza fantastica, che oggettivamente possiede".

Cinque anni dopo aver scritto la novella La Verità, Pirandello la trasforma nei due atti de Il berretto a sonagli, la cui versione siciliana confezionata per Angelo Musco debutta nel 1917 al Teatro Nazionale di Roma. In una delle lettere indirizzate a Musco che metteva in dubbio le qualità della commedia e del suo protagonista, Ciampa, Pirandello dice di come questo sia un personaggio "strapieno di tragica umanità, non vivo ma arcivivo" e parla del testo in questione come di un'opera "nata e non fatta"; sottolineando con forza di come qualora negli interpreti mancasse l'anima si ritroverebbero in bocca "l'imbroglio di discorsi lunghi, incisi, da portare alla fine senza sapere come! Bisogna leggere non le parole ma l'azione parlata, perché è sempre tale il mio dialogo, non fatto mai di parole, ma di mosse d'anima". Ecco, è lo stesso Pirandello che si smarca con fermezza dal pirandellismo, da quel ragionatore impenitente, che sembra sempre avere il pensiero troppo saldo e talmente ragionato da non poter mai porsi nel luogo della contraddizione, dell'imprevisto, dell'umano insomma.

L'umiltà dell'uomo Ciampa giganteggia, il ridicolo lo infanga; è come se una lama inesorabile gli spaccasse sempre più profondamente il petto, per mostrare il suo cuore e allora si difende con parole vive e umanamente strazianti. Comincia il suo percorso con una semplicità che gli consente di avere aspetti comici, di una comicità ironica con cui si prende ferocemente gioco dell'ottusità degli altri, per poi precipitare, nella sua umiliazione da vinto, in una sorta di esaltazione lirica che fa transitare continuamente lo spettatore dal riso all'angoscia.


Biglietti

Intero
Platea € 37 - Palco € 30 - Galleria € 21
Ridotto Over65 e Convenzioni
Platea € 34 - Palco € 27 - Galleria € 19

Ridotto Soci Unicoop Firenze
Platea € 31 - Palco € 25 - Galleria € 19
Ridotto Under35 e Abbonati
Platea € 31 - Palco € 25 - Galleria € 19

Biglietteria
Via della Pergola n. 30, Firenze

dal lunedì al sabato dalle 10 alle 18:30 e in occasione degli spettacoli da 1 ora prima dell'inizio della recita
a partire dal 5 ottobre dal lunedì al sabato dalle ore 10 alle ore 13:30 e dalle ore 15 alle ore 18:30

055.0763333 (anche WhatsApp) pergola@teatrodellatoscana.it

28/10/2026 12.38
Teatro della Toscana (Pergola, Rifredi, Era)