Login

MET



Controlli voce Chiudi controlli
: Volume:  1 Velocità  1 Tono:  1
Comune di Firenze
Alluvione ’66, Firenze ricorda sessant’anni dopo con un ricco programma di commemorazioni
Il 4 novembre il momento centrale, con l’omaggio alle vittime e la cerimonia istituzionale nel Salone dei Cinquecento alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. In programma anche mostre, incontri, concerti e appuntamenti dedicati alle scuole
Il 4 novembre 1966 Firenze fu travolta dall’Arno. L’acqua e il fango invasero case, strade, chiese, biblioteche e musei, lasciando dietro di sé vittime, distruzione e ferite profonde nel patrimonio artistico e culturale. Ma da quella tragedia nacque anche una delle più straordinarie mobilitazioni di solidarietà del Novecento: migliaia di giovani arrivarono da ogni parte del mondo per contribuire alla rinascita della città. Sessant’anni dopo, un ampio programma di cerimonie, mostre, incontri, spettacoli e iniziative dedicate alle scuole ripercorrerà quei giorni, coinvolgendo istituzioni, università e associazioni (gli appuntamenti in continuo aggiornamento su www.firenze2026.it ). Il programma delle celebrazioni nasce dal protocollo d’intesa sottoscritto da Comune di Firenze, Regione Toscana, Università degli Studi di Firenze e Città Metropolitana di Firenze, che hanno condiviso il percorso delle commemorazioni e approvato il logo ufficiale del sessantesimo anniversario.

Il momento centrale delle commemorazioni sarà mercoledì 4 novembre, con l’omaggio alle vittime, la deposizione di una corona nell’Arno dal Ponte alle Grazie e la cerimonia istituzionale nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“Ci sono date che segnano per sempre la storia di una città. Per Firenze il 4 novembre 1966 è una di queste – ha dichiarato la sindacaSara Funaro –. L’alluvione portò morte, distruzione, cancellò in poche ore certezze e luoghi familiari, mise in ginocchio interi quartieri. Ma da quella tragedia emerse anche una forza straordinaria: quella di una comunità che seppe reagire e di migliaia di giovani che arrivarono da ogni parte del mondo per aiutarla a rialzarsi. Gli Angeli del Fango ci hanno lasciato una delle testimonianze più alte di solidarietà e di amore per la cultura. Sessant’anni dopo, ricordare significa rendere omaggio alle vittime, a chi affrontò quei giorni e a chi contribuì alla ricostruzione. Ma significa anche assumersi una responsabilità verso il presente e il futuro. I cambiamenti climatici e gli eventi estremi ci ricordano quanto sia indispensabile continuare a investire nella prevenzione, nella sicurezza del territorio e nella protezione delle persone. La lezione del 1966 è ancora davanti a noi: una città deve saper custodire la propria memoria, ma soprattutto deve saperne fare una guida per le proprie scelte”.

“Sessant’anni fa l'alluvione dell'Arno ferì al cuore Firenze e l'intera Toscana, spazzando via vite, certezze e un patrimonio d'arte inestimabile – ha commentato il presidente della Regione ToscanaEugenio Giani -. Ma proprio da quel fango emerse la risposta più straordinaria: quella straordinaria catena di solidarietà guidata dagli Angeli del Fango che mobilitò giovani e volontari da ogni angolo del mondo. Come Regione Toscana siamo orgogliosi di sostenere e far parte di questo ricco e partecipe calendario di commemorazioni, che culminerà il 4 novembre alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Fare memoria non è un semplice esercizio di ricordo, ma un dovere morale e programmatico: l'esperienza del 1966 e le sfide che i cambiamenti climatici ci impongono oggi ci ricordano che l'unica vera difesa del nostro territorio passa da un investimento continuo nella sicurezza idrogeologica, nella prevenzione e nella protezione dei cittadini e delle nostre comunità.»

“L’Università di Firenze – ha sottolineato la rettrice dell’Università di FirenzeAlessandra Petrucci –, colpita violentemente dall’alluvione nelle sue aule, nelle biblioteche e nei laboratori, seppe trasformare l’emergenza in un impegno permanente per la conoscenza, la prevenzione e la salvaguardia del territorio e la tutela delle opere d'arte. Nacque, infatti, una stretta alleanza tra scienza e restauro, che permise, da subito, di mettere in sicurezza e salvare un immenso patrimonio, introducendo un nuovo rigore scientifico nelle metodologie di intervento. Tutte le realtà scientifiche e gli istituti dedicati alla scienza della conservazione sono nati a Firenze a partire da quella esperienza di collaborazione tra storici dell'arte, restauratori e scienziati, fra cui non posso non ricordare il chimico Enzo Ferroni, il cui nome è legato, insieme a quello del restauratore Dino Dini, al metodo della desolfatazione degli affreschi, oggi applicato in tutto il mondo.

L’alluvione segnò una svolta anche nello studio del rischio idrogeologico: ricercatori di Ingegneria e Scienze della Terra intuirono la necessità di una visione integrata fra previsione, pianificazione e gestione dell’emergenza, contribuendo allo sviluppo della radarmeteorologia, della modellistica matematica delle piene e dei sistemi di supporto alle decisioni. Si posero così le basi dei moderni sistemi di monitoraggio e di allertamento.

L’Ateneo ha voluto anche conservare la memoria dell’alluvione, per promuovere la cultura del rischio e, per questo, ha fondato il Centro di documentazione sulle alluvioni di Firenze (CEDAF), parte integrante del Sistema Bibliotecario di Ateneo, che garantisce la tutela e fruizione del patrimonio documentale, oltre a promuovere numerose iniziative, in collaborazione con le istituzioni del territorio”.

“L’alluvione del 1966 ha rappresentato uno spartiacque drammatico, ma ha anche trasformato radicalmente il nostro modo di intendere, tutelare e restaurare il patrimonio culturale – ha detto l’assessora regionale alla cultura Cristina Manetti -. Da quella tragedia sono nate competenze innovative, nuove tecniche di conservazione e una rete scientifica internazionale che continua a fare di Firenze e della Toscana un punto di riferimento nel mondo. Il programma per il sessantennale, arricchito da mostre storiche, concerti, proiezioni e preziosi itinerari documentari negli archivi e nei musei del territorio, dimostra come la cultura sappia riemergere e farsi veicolo di coesione sociale. È fondamentale coinvolgere le giovani generazioni e le scuole in questo percorso: trasmettere ai ragazzi il valore del nostro patrimonio e il ricordo della grande solidarietà di allora significa dare loro gli strumenti culturali per proteggere il nostro futuro.

“L’alluvione del 1966 non ha cambiato soltanto il volto di Firenze. Ha cambiato anche il modo di studiare, conservare e restaurare il patrimonio culturale – ha rilevato Dario Danti, assessore all’Università e alla Ricerca e coordinatore degli eventi dell’anniversario –. Dall’emergenza nacquero nuove conoscenze, si svilupparono tecniche e competenze, si rafforzò una collaborazione internazionale che ha fatto della nostra città un punto di riferimento nel campo del restauro. È un’eredità meno visibile delle fotografie delle strade sommerse dal fango, ma altrettanto importante. Per questo abbiamo voluto dare spazio alle università, alla ricerca, agli archivi e alle scuole. Non basta raccontare alle nuove generazioni quello che accadde: dobbiamo metterle nelle condizioni di comprenderlo, di interrogarsi sulle sue conseguenze e di riconoscere il valore del sapere scientifico nella tutela dei beni culturali e nella prevenzione dei rischi. A sessant’anni di distanza, il modo migliore per onorare quella esperienza è continuare a studiare, a fare ricerca e a costruire conoscenza. Perché la memoria non appartiene soltanto al passato: è uno strumento con cui affrontiamo il futuro”.

Il programma delle commemorazioni è già iniziato a settembre con la Festa della Protezione civile in piazza della Signoria, gli incontri dedicati alla storia delle alluvioni, la mostra dei Georgofili e la presentazione del Piano di protezione civile, dal 1966 a oggi, nel Salone dei Cinquecento. Tra gli appuntamenti di ottobre, anche la mostra documentaria del CEDAF “Dalle carte dell’Archivio Enzo Ferroni” (Archivio storico del Comune di Firenze, sale espositive via dell’Oriuolo 35), che proseguirà fino al 7 novembre, e l’iniziativa ‘Brozzi ricorda’.

Giovedì 29 ottobre, alle 10, in Sala d’Arme, è prevista la premiazione del concorso scolastico “Un vicino di casa l’Arno” e il lancio di un nuovo contest. Alle 11 sarà inaugurata la mostra storico-documentale della Croce Rossa Italiana negli spazi dell’ex biglietteria della stazione di Santa Maria Novella, visitabile fino al 30 novembre. Il 30 ottobre, dalle 9 alle 12, è prevista una prova delle idrovore presso i Canottieri Firenze e, alle 18.30, nel Cenacolo di Santa Croce, la proiezione del documentario ‘Bargellini, il sindaco dell’Alluvione’.

Il calendario entrerà nel vivo lunedì 2 novembre incontro “Arno, a 60 anni dall’Alluvione. Da minaccia a risorsa. Il presente e il futuro del nostro fiume”. Incontro organizzato dal Comune di Firenze e da Publiacqua spa, in collaborazione con Regione Toscana e Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale.
Alle 13, nella sede de La Nazione, sarà apposta una targa commemorativa a Enrico Mattei, direttore del quotidiano, e alle 14.15, in via de’ Pucci una seconda targa ricorderà Dante Nocentini, capo dell’ANSA di Firenze. Furono due giornalisti simbolo del racconto dell’alluvione del 1966: nonostante il fango e le linee telefoniche interrotte, riuscirono a far conoscere al mondo la tragedia che aveva colpito la città, contribuendo a mobilitare i soccorsi. Nel pomeriggio sono previsti gli appuntamenti dedicati al progetto Arno Lab, promosso da Kering, e al Water Resilience Lab per il bacino dell’Arno. Alle 18, al Teatro Nazionale, sarà presentato il libro ‘La fiuma’ di Dario Franceschini, con un intervento della sindaca Sara Funaro.

Martedì 3 novembre, alle 9.30, nella chiesa dei Santi Apostoli e Biagio, si terrà l’incontro ‘Conoscere il rischio, prevenire i danni, prepararsi al futuro’, promosso dall’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale. Alle 15, nel Salone dei Cinquecento, è previsto un annullo filatelico commemorativo, mentre alle 17.30 si svolgerà la seduta del Consiglio comunale ‘La generazione degli Angeli del fango’. Nella stessa giornata, alle ore 17 sarà inaugurata, alla Biblioteca Umanistica dell’Università di Firenze, la mostra ‘Con la bici nel fango. Fotografie inedite dell’Alluvione dalla donazione Carlo Balleggi’. Alla Biblioteca Nazionale, alle 19.30, un incontro ripercorrerà storie e luoghi dell’alluvione. Alle 20, al Teatro Niccolini, concerto con i solisti dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino, organizzato da Splendor of Florence, e alle 21, allo Spazio Alfieri, lo spettacolo ‘66 ore. Un fiume, una città, un popolo’. Dal 3 novembre il Teatro della Pergola ospiterà inoltre “Angeli del Fango. Gli esseri umani quando piove”.

Mercoledì 4 novembre, giornata centrale delle commemorazioni, alle 9 nella Basilica di Santa Croce si terrà la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti; alle 10.15 partirà il corteo verso Ponte alle Grazie, dove alle 10.30 sarà deposta una corona nell’Arno. Seguirà, alle 16.30, la commemorazione istituzionale nel Salone dei Cinquecento, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. In Sala d’Arme sarà inaugurata la mostra 'Firenze per il mondo, il mondo per Firenze. 60° anniversario dell’alluvione. 1966-2026' (resterà aperta fino al 22 novembre). Alle 12, all’Accademia di Belle Arti, sono previste la conferenza stampa e l’inaugurazione di ‘Le forme del fango’. Alle 17 tre appuntamenti: Palazzo Medici Riccardi ospiterà ‘Flussi di memoria’, alla Biblioteca delle Oblate conferenza “Dal fango alla memoria. 60 anni dopo l’alluvione”mentre all’Archivio di Stato sarà inaugurata la mostra ‘RI-EMERGERE 1966–2026. L’Alluvione di Firenze in Archivio.

Alle 18.30, alla Biblioteca Nazionale Centrale, si terrà un incontro sui progetti di comunità che coinvolgono cittadini e studenti nel recupero dei volumi danneggiati; alle 20 sono previsti l’esibizione del coro giovanile “Fuori dal coro” e visite tematiche. Alle 19.30, al Cinema La Compagnia, sarà presentato il documentario ‘Angeli del Fango - La Meglio Gioventù europea’, diretto da Marco Spagnoli. Alle 21, il Teatro Niccolini ospiterà “Sotto una gran piova d’acqua” della Compagnia delle Seggiole e lo Spazio Alfieri “Il miracolo di Firenze”.

Dal 4 al 22 novembre la Sala d’Arme di Palazzo Vecchio ospita la mostra "Firenze per il mondo, il mondo per Firenze. 60° anniversario dell’alluvione. 1966-2026", un progetto del Comune di Firenze, organizzato da Fondazione MUS.E a cura di Rita Corsini e Valentina Zucchi in partenariato con Archivio storico del Comune di Firenze, realizzata grazie agli sponsor Banco Fiorentino, ChiantiBanca e Bcc Pontassieve. Il progetto, a ingresso gratuito, include un video immersivo che racconta la straordinaria mobilitazione di solidarietà internazionale che contribuì alla rinascita della città, e una selezione di documenti originali che ripercorre i giorni drammatici dell’alluvione ed esemplifica la risposta delle istituzioni e l'ondata di aiuti provenienti da ogni parte del mondo.

Dal 4 al 29 novembre è prevista la mostra con proiezioni ‘Per Firenze: l’alluvione del ’66 secondo Zeffirelli’ alla Fondazione Zeffirelli; il programma comprende anche la mostra diffusa “Arno, storie di riconciliazione”.

Tra gli altri appuntamenti del 4 novembre, il concerto di Marco Masini al Mandela Forum (ore 21) e, alle 23.30, la trasmissione su LA7 del documentario ‘Bargellini, il sindaco dell’Alluvione’.

Il 5 novembre a Palazzo Medici Riccardi è prevista la mostra fotografica ‘Per le vie di Firenze dopo l’Alluvione del ’66 negli scatti di Giorgio Lotti e dell’Esercito Italiano’, visitabile fino al 17 novembre. Sempre il 5 Novembre alle 15 l'Università di Firenze organizza in Aula Magna ‘The Mud Angels Legacy', con la partecipazione delle Università Americane presenti a Firenze nel novembre del '66. L'evento sarà dedicato alla memoria e alla solidarietà senza confini attraverso testimonianze e documenti. Alle 17 il Conservatorio Cherubini ospiterà il concerto “L’Arno è anche un fiume”. Alle 18, l’incontro ‘La catastrofe non è normale’ proporrà una riflessione sull’attivismo, dagli Angeli del Fango alle esperienze contemporanee. Al Teatro Puccini andrà in scena “La piena” (ore 21).

Il 25 novembre (ore 16,30), alla Biblioteca Umanistica dell’Ateneo sarà presentato il volume ‘1966 ed oltre. Libri e documenti dell’Università di Firenze recuperati dall’alluvione’.

Il programma (consultabile su wwwe.firenze2026.it) comprende inoltre un ampio calendario espositivo, con mostre e documenti storici che resteranno visitabili anche oltre novembre, offrendo ulteriori occasioni per approfondire le conseguenze dell’alluvione, il lavoro di recupero e la mobilitazione internazionale che accompagnò la rinascita della città.

29/10/2026 17.59
Comune di Firenze