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Comune di Firenze
Lo schermo dell’arte Festival di cinema e arte contemporanea 19ª edizione
Al Cinema La Compagnia,, Palazzo Strozzi/Strozzina, Museo di Geologia e Paleontologia, EUI – European University Institute, IED Firenze, NYU Florence. Streaming sul canale Lo schermo dell’arte su MYmovies ONE. Dall’11 al 22 novembre 2026
Lo schermo dell’arte Festival di cinema e arte contemporanea 19ª edizione.

Al Cinema La Compagnia, Palazzo Strozzi/Strozzina, Museo di Geologia e Paleontologia, EUI – European University Institute, IED Firenze, NYU Florence. Streaming sul canale Lo schermo dell’arte su MYmovies ONE. Dall’ 11 al 22 novembre 2026

ingresso libero per Under 30

LO SCHERMO DELL’ARTE 2026: dall’11 al 15 novembre a Firenze la 19ª edizione con film d’artista, mostre, video installazioni, progetti per giovani artisti e talk.
Uno spazio libero per la creazione artistica, l’indagine critica del nostro tempo, la condivisione di esperienze tra visioni del futuro e esperienze del passato.

Tra gli ospiti Philippe Alain Michaud, Saodat Ismailova, Julian Rosefeldt, Maria Iorio &, Raphaël Cuomo, Motus, Francesco Bertocco, Mohamed A. Gawad dei Forensic Architecture, Melik Ohanian, Ali Cherri, Gala Hernández López, Carlos Casas.
Dichiarazioni:

“Lo schermo dell’arte è un appuntamento di grande valore per Firenze e per la Toscana, capace di mettere in dialogo cinema, arte contemporanea e i grandi temi del nostro tempo – dichiara l’assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti –. Un festival che attraverso la forza delle immagini invita a riflettere sulle trasformazioni della società, sui conflitti, sulla memoria, sulle sfide ambientali e sul nostro futuro, offrendo nuovi sguardi e occasioni di confronto. Particolarmente importante è l’attenzione rivolta alle giovani generazioni, sia attraverso il sostegno alla creatività emergente sia con l’ingresso gratuito per gli under 30, una scelta concreta per rendere la cultura sempre più accessibile. È una manifestazione che arricchisce la proposta culturale del territorio, valorizza la sperimentazione artistica e favorisce il dialogo tra linguaggi, culture ed esperienze internazionali”.

“Lo schermo dell’arte è un appuntamento prezioso per Firenze, capace di mettere in dialogo il cinema e l’arte contemporanea con le grandi questioni del nostro tempo” ha detto l’assessore alla cultura Giovanni Bettarini. “Un festival che, attraverso lo sguardo di artiste e artisti internazionali, ci invita a riflettere sulle trasformazioni della società, sui conflitti, sulla crisi ambientale e sul rapporto tra tecnologia e identità. La sua capacità di coinvolgere luoghi e istituzioni diverse della città contribuisce ad arricchire l’offerta culturale fiorentina, rendendola sempre più aperta e internazionale. È particolarmente importante, inoltre, l’attenzione rivolta alle giovani generazioni, con occasioni di incontro, scoperta e partecipazione che riconoscono nella cultura uno strumento fondamentale di crescita e consapevolezza”.

“Lo Schermo dell’Arte è il primo Festival e il primo progetto sul contemporaneo sostenuto dalla Fondazione CR Firenze – afferma Carlo Sisi, membro del Consiglio di Amministrazione di Fondazione CR Firenze -. Lo abbiamo visto nascere, e costantemente accompagnato in questi anni, diventando un punto di rifermento nel contesto internazionale, un protagonista di partenariati di ricerca e produzione significativi, un tassello fondamentale nella costruzione di un ecosistema culturale innovativo. Da due anni stiamo sviluppando insieme nuove progettualità affinché lo Schermo dell’Arte, oltre alle attività del Festival oggi presentate, possa coinvolgere il nostro territorio di riferimento e la comunità in un percorso di crescita sociale coinvolgendo in modo significativo le giovani generazioni”.

“Il cinema in rapporto con l’arte contemporanea e le più attuali realizzazioni nel campo dell’audiovisivo degli artisti internazionali, sono centro de Lo ‘Schermo dell’arte’, che si conferma essere una delle manifestazioni più attese nell’ambito della rassegna ’50 Giorni di Cinema a Firenze’, grazie alla quale la proposta culturale della Casa del Cinema si apre ai linguaggi della contemporaneità” – afferma Iacopo di Passio, presidente di Fondazione Sistema Toscana. “Sosteniamo pertanto con convinzione la nuova edizione del ‘festival di cinema e arte contemporanea’, diretto da Silvia Lucchesi, che come ogni anno trasformerà Firenze e la Toscana in un polo dedicato alle più interessanti e innovative opere degli artisti internazionali”.

Lo schermo dell’arte, tra i più conosciuti festival europei sulle moving images internazionali, torna a Firenze, al Cinema La Compagnia, dall’11 al 15 novembre 2026. Sostenuto da Fondazione CR Firenze e inserito nel programma della 50 giorni di cinema a Firenze, presenta un’edizione ricca di nuove produzioni, mostre, e incontri diffusi realizzati grazie alla partnership di istituzioni culturali del territorio quali Fondazione Palazzo Strozzi, Museo di Geologia e Paleontologia-UniFI, NYU Florence, EUI-European University Institute, IED Firenze. I temi dei film del Festival

“Lo schermo dell’arte è un festival poroso come una cartina di tornasole. Assorbe, elabora, restituisce. Non ha tappeti rossi. È una piattaforma in cui le voci di artiste e artisti di tutto il mondo vengono condivise e partecipate.

Come in passato, i film che abbiamo scelto per questa edizione hanno una forte aderenza con la realtà degli autori e autrici che vivono, anche in prima persona, esperienze modellate dalla guerra, dalla migrazione, dalla devastazione ecologica, dalla lotta politica, dalla conoscenza ancestrale, dalla trasformazione tecnologica. La memoria, l’archivio, la testimonianza sono strumenti nelle loro mani per proporre prospettive diverse rispetto al disorientamento.

Continuiamo ad impegnarci per sostenere uno spazio duraturo per la produzione artistica, l’indagine critica e il dialogo con il pubblico con la speranza di generare consapevolezza in chi è aperto all’ascolto” – SiIvia Lucchesi, direttrice

I temi dei film del Festival
Ricorrono nel programma cruciali e epocali tematiche del nostro tempo: la presenza della tecnologia nelle nostre vite quale strumento attraverso il quale i corpi e la coscienza possono essere sostituiti e trasformati in oggetti di osservazione e consumo, come è nei film di Gala Hernández López, Paul Heintz, Yarema Malashchuk & Roman Khimei che esplorano i confini sempre più labili tra presenza e assenza, intimità ed esposizione, esperienza e controllo; la crisi ecologica e le nostre responsabilità, al centro della lecture-performance Undercurrents di Maria Iorio & Raphaël Cuomo dedicata all’acqua, e dei film di Lukas Marxt, Carlos Casas, Zeroscena, Monira Al Qadiri, Camille Henrot nei quali la crisi ecologica e ambientale non è più una minaccia lontana o un concetto astratto ma è una condizione già inscritta nei paesaggi che abitiamo e nelle vite che condividiamo con altre specie; la guerra, l’esilio, l’appartenenza, come nei film di Lamia Joreige, Kamal Aljafari, Motus, Ali Cherri, Earshot/Forensic Architecture, nel documentario su Etel Adnan di Marie Valentine Regan e nei film dell’artista del Focus 2026 Saodat Ismailova che esplorano come la memoria, l’appartenenza e la violenza plasmino le vite e i luoghi che abitiamo; le politiche, la globalizzazione, il consumo culturale come è nei film di Julian Rosefeldt, Radu Jude e Adrian Cioflânca, María Rojas Arias & Andrés Jurado, Melik Ohanian, Francesco Bertocco, Motus e Ekiem Barbier, Guilhem Causse e Quentin L’helgoualc’h, questioni che attraversano le nostre vite.

La mostra alla Strozzina di Palazzo Strozzi
Il festival inaugura con l’apertura della mostra Scénarios et les cinq cahiers de Scénario de Jean-Luc Godard, organizzata con ICA Milano e realizzata in collaborazione con la Fondazione Palazzo Strozzi. A oltre cinquant’anni dalle opere che hanno rivoluzionato il linguaggio cinematografico, Jean-Luc Godard continua ad essere una figura imprescindibile per comprendere le trasformazioni dell’immagine contemporanea. Ospitata negli spazi della Strozzina a Palazzo Strozzi, la mostra riunisce per la prima volta in Italia le ultime opere del regista: cinque preziosi taccuini con disegni e collage, e due film cortometraggi, Scénarios (2024) completato il giorno prima della sua morte, e Exposé du film annonce du film “Scénario” (2024) che offre uno sguardo sul processo creativo dell’ultimo periodo del grande maestro, tra cinema e arte visiva.
L’inaugurazione della mostra si terrà mercoledì 11 novembre alle ore 18.00, e rimarrà aperta con ingresso gratuito fino al 15 novembre 2026 presso gli spazi della Strozzina a Palazzo Strozzi.

In occasione della mostra Philippe-Alain Michaud, direttore dipartimento di cinema sperimentale del Centre Pompidou, terrà una conversazione con Rossella Catanese, docente NYU Florence (13 novembre, NYU Florence, Villa Sassetti).

Opening Night
Euphoria (2026) dell’artista tedesco Julian Rosefeldt è il film della Opening Night: un ipnotico tour de force attraverso la storia del capitalismo e dell’avidità umana. Ambientato in una New York distopica e in dissoluzione, mette in scena la forza di un sistema che continua a sedurre mentre si avvia verso la propria dissoluzione. Cate Blanchett, protagonista del precedente film di Rosefeldt Manifesto (2015), dà voce ad una tigre parlante che si aggira in un supermercato vuoto (prima italiana, 11 novembre).
L’artista terrà un incontro aperto al pubblico a Palazzo Buontalenti, sede della
Florence School of Transnational Governance (STG) dell’EUI – European University Institute (12 novembre).

Closing Night
Il film della Closing Night (prima italiana, 15 novembre) 1, 5°C Pyropolitics and the New World (2026) dell’artista austriaco Lukas Marxt, è quasi un controcanto realistico, e similmente apocalittico, delle atmosfere distopiche di Euphoria. Un potente racconto visivo degli incendi che hanno devastato Los Angeles nel gennaio 2025 che indaga il legame tra cambiamento climatico, urbanizzazione e controllo umano dell’ambiente.

Focus on Saodat Ismailova
Il Focus 2026 è dedicato a Saodat Ismailova, tra le artiste più innovative della sua generazione, che lavora all’intersezione tra cinema, suono e arte visiva. Cresciuta nell’Uzbekistan post-sovietico, la sua ricerca parte dalla propria vicenda personale e da eventi del passato per riflettere sul vuoto lasciato dal crollo di sistemi politici dominanti. Esplorando la memoria collettiva, i saperi ancestrali e la rappresentazione della femminilità, attinge al patrimonio sociopolitico e culturale dell’Asia centrale per evocare temi universali in film e installazioni dalla suggestiva iconografia e dalle narrazioni ipnotiche.
Il programma riunisce cinque film realizzati tra il 2017 e il 2026 e una lecture dell’artista che si terrà alla Strozzina (12 novembre).

VISIO – European Programme on Artists’ Moving Images, XV edizione
Lo schermo dell’arte ha da tempo intrapreso un percorso di sostegno rivolto agli artisti under 35 che lavorano con le immagini in movimento. La XV edizione di VISIO – European Programme on Artists’ Moving Images, curato da Leonardo Bigazzi, ha raccolto 140 candidature da 53 Paesi e una forte presenza femminile, e si consolida come un incubatore internazionale unico. Arricchito dal VISIO Production Fund, sostiene la produzione della generazione emergente: un fondo di 35.000 euro realizzato in collaborazione con il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, la Fondazione In Between Art Film, il MACBA – Museu d’Art Contemporani de Barcelona, e con il contributo di Human Company. In questa edizione del Festival vengono presentati (13 novembre) due film realizzati grazie al VPF, arrivato alla sua quinta edizione: like moths to light (2026, coprodotto con Fondazione In Between Art Film e Le Nouveau Printemps, con il sostengo di Human Company) dell’artista spagnola Gala Hernández López, che mette in questione le derive del capitalismo che colonizza i nostri sogni interrogandosi sulla possibilità che la nostra dimensione più intima diventi leggibile, controllabile e monetizzabile; e The City and the City dell’egiziano Rafik Greiss (2026, co-prodotta con KW Institute for Contemporary Art, Kunsthalle Bern e Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci), opera dalle atmosfere sospese nella quale in un paesaggio desertico abitato da alcuni soldati il tempo si dilata creando un sentimento di attesa di un qualcosa che potrebbe non verificarsi mai.

I film e le live performance al Cinema La Compagnia
Il programma dei film è ricco di opere di alcune delle voci più interessanti della scena contemporanea delle moving images presentate a Firenze in anteprima italiana: da Melik Ohanian che in Borderland (2026, 14 novembre) trasforma lo spazio liminale di un tetto di un edificio di Brooklyn in una sorta di terra di confine in cui vivono dei migranti, al peso psicologico del trauma militare indagato da Ali Cherri in The Sentinel (2026, 13 novembre); dall’impatto emotivo della progressiva estinzione degli animali attraverso lo sguardo dell’infanzia nel montaggio associativo di In the Veins di Camille Henrot (2026, 14 novembre) a The Last Responders, documentario d’inchiesta di Earshot e Forensic Architecture (2026, 14 novembre) che ricostruisce l’uccisione di quindici operatori di primo soccorso palestinesi avvenuta il 23 marzo 2025 a Tel al-Sultan, nella Striscia di Gaza; dal ritorno virtuale nella propria terra ferita dalla guerra attraverso lo sguardo degli artisti ucraini Yarema Malashchuk & Roman Khimei in Homecoming (2025, 14 novembre), alle parole di giovani attori e attrici palestinesi e libanesi che raccontano in un casting i propri desideri e la storia che continua a segnare il loro presente nel film Casting for a Film, Ihsan’s Diary dell’artista libanese Lamia Joreige (2026, 13 novembre), fino alla ricerca poetica e sperimentale sul rapporto tra l’essere umano e la natura in The Wind, One Brilliant Day di Ben Rivers (2026, 12 novembre).

In calendario anche due prime mondiali: o homem no pelourinho di Francesco Bertocco (2026, 12 novembre) che ripercorre a cinquant’anni di distanza l’esperienza brasiliana dello psichiatra Franco Basaglia, e Sleep Work di Paul Heintz (2026, 13 novembre) che indaga lo sleep streaming, una pratica emersa durante la pandemia in cui persone trasmettono in diretta il proprio sonno a un pubblico anonimo.

E ancora, l’ironico gioco di sguardi tra il lavoro di un fotografo americano, Edward Serotta, nella Romania di Ceau?escu e le foto e i rapporti della polizia segreta che segue il suo viaggio nel film Shot Reverse Shot?di Radu Jude e Adrian Cioflânca (2026, 13 novembre); [ÒDIO], potente affresco polifonico sul dilagare della violenza firmato da Motus (2026, 12 novembre); il documentario Adnan Being and Time in cui la regista Marie Valentine Regan filma gli ultimi cinque anni della vita della celebre poetessa e artista libanese Etel Adnan (2026, 15 novembre); il corto Oh Be a Fine Girl Kiss Me di Alice dos Reis che intreccia storia e finzione in un racconto sulla prospettiva femminile e l’autodeterminazione (2026, 15 nov), Normal Planet di Ekiem Barbier, Guilhem Causse e Quentin L’helgoualc’h, saggio giocoso sulla trasformazione dell’arte in canone e sul nostro modo di consumare la cultura (2026, 15 novembre).

Il Cinema La Compagnia ospiterà anche due performance: sabato 14 novembre film e live performance di Carlos Casas. L’artista spagnolo presenta per la prima volta in Italia Krakatoa, lavoro che ha realizzato intorno alla catastrofica eruzione del vulcano indonesiano avvenuta nel 1883 il cui boato raggiunse migliaia di chilometri di distanza. La performance con immagini e suono mixate dal vivo conduce lo spettatore a fare esperienza della soglia in cui distruzione e creazione si incontrano riflettendo sul cambiamento climatico e sulla drammatica crisi ecologica globale del nostro tempo; e giovedì 12 novembre la lecture-performance realizzata per Lo schermo dell’arte in collaborazione con Villa Romana Florenz, Undercurrents di Maria Iorio e Raphael Cuomo: nei giorni in cui Firenze ricorda il 60° anniversario dell’alluvione, il duo di artisti svizzeri indaga la materia dell’acqua come forma di vita in continuo movimento, trasformazione e generazione intrecciando ecologia, storia e politica.

Premio del pubblico Under 30
Lo Schermo dell’arte conferma l’attenzione alle nuove generazioni con il Premio del pubblico Under 30 per il miglior film. Grazie al contributo del main sponsor Gucci, i giovani sotto i trent’anni avranno accesso libero alle proiezioni e potranno partecipare attivamente votando il loro film preferito tramite l’App del Festival.

Video installazione, Museo di Geologia e Paleontologia
Il programma si estende al Museo di Geologia e Paleontologia con la video installazione Un mare molto piccolo di Zeroscena, duo composto dai giovani artisti riminesi Elisa La Boria e Luka Bagnoli. Il video ripercorre la storia del delfinario di Rimini, oggi chiuso, che per mezzo secolo è stato il simbolo del turismo balneare italiano e ne ricostruisce la storia mettendo in discussione il rapporto tra genere umano e animale (da giovedì 12 a domenica 15 novembre, in collaborazione con il Sistema Museale di Ateneo di UniFI).
Gli artisti terranno una conversazione con Stefano Cannicci, docente di Zoologia presso il Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Firenze (14 novembre, Museo di Geologia e Paleontologia).

Streaming
Anche questa edizione si espanderà online: dal 11 al 22 novembre 2026 sarà disponibile lo streaming di una selezione di film del programma sul canale permanente Lo schermo dell’arte su Mymovies ONE.

Matinée per le scuole superiori
Giovedì 12 e venerdì 13 novembre due appuntamenti gratuiti rivolti alle scuole secondarie di II grado: dall’archivio dello Schermo dell’arte, il film Gallant Indies di Philippe Béziat (2020), affascinante backstage della produzione dell’opera di Jean-Philippe Rameau che ha coinvolto ballerini di hip hop, krump, break e voguing, mettendo in dialogo un’opera del 1735 con i linguaggi e le sensibilità delle generazioni più giovani; e Un mare molto piccolo di Zeroscena, alla presenza degli artisti.
Le due attività sono offerte da Fondazione CR Firenze nell’ambito del programma LA FONDAZIONE PER TE fondazionecrfirenze.it/fondazioneperte/

Laboratorio per famiglie con bambine e bambini dai 4 ai 6 anni
Domenica 15 novembre, al Cinema La Compagnia, si terrà un laboratorio per famiglie con bambine e bambini dai 4 ai 6 anni. Il laboratorio prevede la visione di un breve film non narrativo e un’attività sulle immagini in movimento attraverso la scatola-kit MiniCine, realizzata in collaborazione con l’associazione olandese Taartrovers: un percorso di gioco, scoperta e creatività per avvicinare i più piccoli al linguaggio cinematografico.

Lo schermo dell’arte Festival di cinema e arte contemporanea, 19ª edizione
diretto da Silvia Lucchesi
Firenze, Cinema La Compagnia e altri luoghi
11 – 15 novembre 2026
Streaming sul canale Lo schermo dell’arte su MYmovies ONE, 11 – 22 novembre 2026
Ingresso libero under 30

Realizzato con il contributo di:
Regione Toscana – Fondazione Sistema Toscana – La Compagnia – 50 Giorni di Cinema a Firenze
Comune di Firenze

Main Supporter Fondazione CR Firenze

In collaborazione con: Fondazione In Between Art Film, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, MACBA Museu d’Art Contemporani de Barcelona, Fondazione Palazzo Strozzi, Human Company, Villa Romana Florenz, European University Institute, IED Firenze, Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Firenze, MYmovies

Con il sostegno di: Camera di commercio Firenze, Accademia di Belle Arti di Firenze, New York University Florence, Forum Austriaco di Cultura Roma, Lithuanian Culture Institute

Main Sponsor Gucci

Sponsor:B&C Speakers, Unicoop Firenze

Media Partner: Artribune, ATPDiary, Controradio, Fuorisedia, Ratpark, Taxidrivers

Sponsor tecnici: Hotel Loggiato dei Serviti, Hotel Villa Liana

Lo schermo dell’arte fa parte della 50 Giorni di Cinema a Firenze, iniziativa ideata e coordinata dall’Area Cinema di Fondazione Sistema Toscana, realizzata grazie al Protocollo d’Intesa tra Comune di Firenze, Regione Toscana, Fondazione Sistema Toscana, Fondazione CR Firenze e Camera di Commercio di Firenze.

Lo schermo dell’arte è un’organizzazione no-profit nata a Firenze nel 2008 dedicata a esplorare, analizzare e promuovere le relazioni tra arte contemporanea, immagini in movimento e cinema attraverso un festival, progetti di ricerca e residenza, produzione, e programmi educational. Negli anni ha collaborato con numerose istituzioni italiane e straniere, confermando il suo ruolo sul piano internazionale nella scoperta di nuovi talenti e nell’approfondimento di nuovi linguaggi espressivi. Tra gli artisti ospiti delle passate edizioni: Yuri Ancarani, Rosa Barba, Garrett Bradley, Jeremy Deller, Omer Fast, Alfredo Jaar, Isaac Julien, Hassan Khan, Diego Marcon, Rabih Mroué, Deimantas Narkevicius, Shirin Neshat, Adrian Paci, Philippe Parreno, Amie Siegel, Simon Starling, Hito Steyerl, Maryam Tafakory.

www.schermodellarte.org

Instagram: @schermodellarte

Facebook: Lo schermo dell’arte

  1. schermodellarte

Foto: Bibi-Seshanbe-di-Saodat-Ismailova_-2022_still-courtesy-saodatismailova.jpg

02/11/2026 15.05
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