Oscar
di Linda Dalisi
regia Antonio Latella
con Sonia Bergamasco, Alessandro Bay Rossi, Giulia Heathfield Di Renzi, Nicola Mastroberardino, Giulia Mazzarino, Massimiliano Speziani, Beatrice Verzotti
scene Giuseppe Stellato
costumi Graziella Pepe
musiche e suono Franco Visioli
luci Simone De Angelis
movimenti Francesco Manetti
assistente alla regia Paolo Costantini
assistente alla regia Danilo Maglio dottorando ANAD
produzione Teatro Stabile dell'Umbria
Al Teatro della Pergola, dal 10 al 15 novembre, Sonia Bergamasco, diretta da Antonio Latella, dà vita in Oscar di Linda Dalisi a una nuova interpretazione dell'iconica figura di Lady Oscar, protagonista del celebre manga e della sua trasposizione animata. Cresciuta e addestrata dal padre come un soldato, la giovane donna vede i propri sentimenti travolti dal sangue della Rivoluzione francese.
Parigi, 1789. Oscar si risveglia in un prato immerso nella nebbia del mattino e sembra aver perso la memoria. Aiutata da André, l'amico di sempre, ricostruisce la sua storia: l'infanzia trascorsa come soldato; l'addestramento per diventare comandante della Guardia Reale francese; il legame profondo con la regina Maria Antonietta, della quale diventa quasi un angelo custode; l'amore per il conte svedese Hans Axel von Fersen, lo stesso uomo di cui è innamorata la regina; la scoperta di un popolo che soffre. Mentre il passato riaffiora, Oscar assiste al crollo del mondo che conosce. Con coraggio, sceglie di disertare e di combattere al fianco del popolo contro l'ingiustizia, mostrandoci che la rivoluzione può partire dall'individuo.
Ampie quinte trasparenti, un grande specchio e centinaia di post-it sul pavimento compongono la mappa ingannevole di una memoria a pezzi. In questo spazio si muove Lady Oscar, sospesa tra identità, memoria e conflitto. In scena, accanto a Sonia Bergamasco, ci sono Alessandro Bay Rossi, Giulia Heathfield Di Renzi, Nicola Mastroberardino, Giulia Mazzarino, Massimiliano Speziani, Beatrice Verzotti.
Note al testo
di Linda Dalisi
Oscar si sveglia in un prato immerso nella nebbia del mattino e si rende conto di non ricordare cosa ha fatto il giorno prima. Disorientata chiama il suo inseparabile amico André perché la aiuti a ricostruire l'accaduto, e quando lui appare intraprendono un viaggio nelle pieghe fumose e traballanti della memoria.
Siamo nella Francia del 1789 con la Rivoluzione alle porte, Oscar è ferita, forse più di quanto voglia ammettere, tanto che confonde la sua ferita con quella del suo compagno, e non ricorda cosa sia successo il giorno prima, sulle barricate. Da subito Oscar capisce che per una ricostruzione esatta, e quindi veritiera, deve chiamare in aiuto le persone importanti, quelle che potrebbero sapere che cosa è successo in questo fatidico "ieri".
Dopo André, con cui dall'infanzia condivide addestramenti e battaglie e un legame che sconfina nell'amore, e la regina Maria Antonietta che la porta a scoprire la fragilità della corona in una Francia al collasso, Oscar incontra: il conte Fersen, colui che rompe tutti gli equilibri; la giovane Rosalie, chiave di accesso al mondo che palpita fuori dalla corte; Jeanne, che nella personale scalata brucia come una miccia risvegliando il lato di Oscar posseduto da un incrollabile senso di giustizia. Infine, l'ultimo incontro è con un uomo che "forse è Robespierre", che porta Oscar a fare i conti con la consapevolezza di sé.
Ogni incontro restituisce un frammento di quel giorno perduto, fino a condurla al momento in cui, davanti alla folla in marcia verso la Bastiglia, dovrà scegliere da che parte stare. Ricomponendo, pezzo dopo pezzo, i passi che l'hanno portata a quel momento, affiorano i grandi temi dell'interiorità della donna, attraverso il riflesso nelle persone che ha incontrato: il senso di fedeltà che l'ha portata al ruolo di comandante delle guardie di Maria Antonietta, specchio della sua solitudine; il senso di sacrificio; il suo vibrare sempre più consapevole alla scoperta del proprio corpo; il suo conflittuale sentimento nei confronti di un padre che le ha condizionato la vita nel bene e nel male.
Ripercorrendo le voci di questi incontri si dipana parallelamente anche il racconto della scoperta di un mondo diverso da quello che è stata abituata a servire: un mondo fatto di povertà, di lotta per arrivare a fine mese, di piatti di minestra con verdure galleggianti mentre a corte c'è chi si ingozza anche con la guerra alle porte.
Cosa è successo ieri? Oscar è lì, sceglie di disertare e conduce i suoi soldati a combattere accanto ai cittadini e alle cittadine che, come un fiume, spingono verso la Bastiglia. Ora può ricordare tutto: che il compagno di sempre è morto, anche se lei continua a vederlo accanto, come uno spettro accompagnatore. Di fronte a quel vuoto si lancia nella battaglia in nome della libertà. Questo diventa il suo lascito per le generazioni future: dare voce a chi non ha voce, accompagnare il risveglio del proprio sguardo sul mondo e la presa di posizione in difesa del riscatto sociale oltre che della libertà individuale.
Note di regia
di Antonio Latella
Leggendo Oscar, testo di Linda Dalisi, ho un'immagine che si è fatta chiara da subito, un ricordo... il film di Kurosawa Sogni. Il primo capitolo inizia con un bimbo sotto la pioggia fuori dalla casa; la madre lo redarguisce e gli dice di non allontanarsi, che quando piove così, le volpi celebrano il loro matrimonio e a chi le vede può succedere qualcosa di brutto. Il bimbo, nonostante le intimidazioni della madre, si allontana e vedrà le volpi che a loro volta vedono lui; poi il bimbo scappa e torna a casa, la madre lo scaccia e dice di non volerlo più in casa perché si è allontanato troppo e ha visto troppo, e che sono arrivate le volpi che hanno lasciato qualcosa per il bambino: un pugnale affinché il bimbo si uccida. La madre gli consiglia di supplicare le volpi e di salvarlo dalla sua voglia di morire.
La Oscar di Linda Dalisi ha visto troppo, ha abbandonato la casa e tutto quello in cui credeva per vedere, come non aveva mai visto prima, la sua città, il suo popolo andare a pezzi. Questo vedere non le permetterà di essere più la Oscar cresciuta come uomo dal padre al servizio della monarchia. Una volta che Oscar vede, si spezza, perde tanto di ciò in cui credeva, ma soprattutto perde molto della sua identità.
Diventa un essere incompiuto, ed è questa incompiutezza che mi emoziona e mi porta a qualcosa di lontano. Qualcosa che ancora oggi faccio fatica a ricordare e quindi a riportare al cuore; proprio come Oscar, non ricordo quando è accaduto in me il cambiamento, quando mi sono reso conto di essere incompiuto e inadeguato, ma questa inadeguatezza è un potente balsamo per innescare quel processo creativo che da sempre provo a custodire e proteggere. Un arco scaglia la prima freccia, forse Cupido o forse uno degli archi orientali tanto presenti nei film di Kurosawa, arma o filosofia di vita.
Credo che la Oscar di Linda sia una creatura abituata a dare, ma a non chiedere mai nulla indietro. Tutti i personaggi sono incompiuti, tutti i personaggi finiscono senza mai completarsi, e si consegnano alla morte incompiuti; ed è forse per questo motivo che vagano come fantasmi in una terra di mezzo che perde l'alto e il basso, una terra dove la forza gravitazionale perde il suo potere di attrazione liberando finalmente le anime dai corpi e consegnandole all'Amore, il solo Dio che forse abbiamo tutti più o meno conosciuto. Solo nell'istante in cui si sente l'amore possiamo nascere, e per questo morire, nello stesso attimo in cui la freccia ci colpisce al petto. Dio si prende gioco di noi.
Biglietti
Intero
Platea € 37 - Palco € 30 - Galleria € 21
Ridotto Over65 e Convenzioni
Platea € 34 - Palco € 27 - Galleria € 19
Ridotto Soci Unicoop Firenze
Platea € 31 - Palco € 25 - Galleria € 19
Ridotto Under35 e Abbonati
Platea € 31 - Palco € 25 - Galleria € 19
Biglietteria
Via della Pergola n. 30, Firenze
dal lunedì al sabato, dalle ore 10 alle ore 13:30 e dalle ore 15 alle ore 18:30, in occasione degli spettacoli da 1 ora prima dell'inizio della recita
055.0763333 (anche WhatsApp)
pergola@teatrodellatoscana.it