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Redazione di Met
Ai Lincei il convegno di studi “L’Italia di minoranza. La selezione delle classi dirigenti” ha concluso le celebrazioni per il centenario della nascita di Giovanni Spadolini 1925-2025
Interventi di Roberto Antonelli, Giuliano Amato, Alberto Quadrio Curzio, Giuseppe De Rita, Guido Melis ed Ignazio Visco, Cosimo Ceccuti in ricordo di una figura straordinaria
Si è svolto nel pomeriggio di martedì 21 aprile a Roma, nella cornice di Palazzo Corsini - sede dell’Accademia Nazionale dei Lincei - il convegno di studi “L’Italia di minoranza. La selezione delle classi dirigenti”, promosso dall’Accademia Nazionale dei Lincei e dalla Fondazione Spadolini Nuova Antologia quale evento conclusivo dell’anno dedicato al centenario della nascita di Giovanni Spadolini.

L’iniziativa ha voluto ricordare lo statista fiorentino nella continuità del suo impegno culturale, politico e civile, scegliendo di affidare la memoria di Spadolini al confronto tra voci autorevoli della vita pubblica ed intellettuale italiana, chiamate a riflettere su un tema che fu per lui cruciale: la formazione delle classi dirigenti provenienti spesso da quella “Italia di minoranza” capace, nei passaggi decisivi della storia nazionale, di assumere un ruolo di primo piano nella guida del Paese.

A portare il proprio saluto è stato il Presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei Roberto Antonelli, che ha ricordato: “Spadolini è una figura straordinaria: studioso, giornalista, politico, uomo delle istituzioni. Come straordinaria fu la precocità con cui percorse la carriera accademica e politica, affrontando anche un argomento quasi tabù all’epoca, come la storia contemporanea. Fu un grande giornalista e un grande direttore di giornale. Sempre attento alle ragioni degli altri, seppe essere un ottimo mediatore. Nel suo percorso figurano primati straordinari: primo presidente del Consiglio laico della storia della Repubblica e fondatore del Ministero della Cultura. Ve n’è poi un altro, condiviso solo con Carlo Rubbia e Rita Levi-Montalcini: Spadolini è stato uno dei pochissimi soci dei Lincei a non attraversare la trafila ordinaria per essere ammesso, essendo stato eletto per assenso dell’Accademia. Ecco, di questi primati egli fece sempre ottimo uso.”

Ad introdurre e coordinare la tavola rotonda è stato Giuliano Amato, che ha subito portato il tema del convegno al cuore della riflessione spadoliniana: “In relazione alla formazione delle classi dirigenti ebbi più di una discussione con Giovanni Spadolini. Soprattutto dopo la pubblicazione del suo libro L’Italia di minoranza, nel 1983. In quelle pagine egli fa coincidere la minoranza con quell’élite intellettuale portatrice dei valori democratici – di cui prodromi furono figure come Gobetti - capace di tenere ferme le ragioni di un governo impegnato, e vede nel Partito d’Azione un luogo di espressione di progetti e di personale politico di qualità. Egli stesso avrebbe poi assolto questo ruolo, passando successivamente al Partito Repubblicano di Ugo La Malfa.”

Il primo intervento del convegno è stato quello del professor Alberto Quadrio Curzio, sul tema “Spadolini linceo”, che ha sottolineato il profondo legame tra Spadolini e l’Accademia: “Spadolini seguiva l’attività dei Lincei e ne era orgoglioso. A lui la storia appariva come grande pacificatrice fra gli uomini. Significativo è anche il contesto nel quale avvenne la sua elezione, nel biennio 1992-1994. Nella Categoria IV (Storia) figuravano grandissimi nomi concorrenti. Tale era il livello della sua cultura che vi fu persino incertezza se collocarlo nella Categoria IV o nella VII, quella dedicata alle Scienze politiche. Un dato interessante che indica la straordinarietà della cultura spadoliniana, tanto da poter idealmente competere in due categorie. Puntualità, rigore, memoria prodigiosa – continua Curzio – sono state sue indiscusse caratteristiche. La sua resistenza e la sua puntualità nel lavoro erano quasi incredibili, e molto aiuta a comprenderle la sua natura di storico e la sua cittadinanza fiorentina. L’attività di Spadolini in Accademia si esercitò soprattutto nei colloqui con gli altri soci, più che nella presenza fisica che era impossibilitata dai numerosi impegni istituzionali. La sua nomina diretta, dunque, derivò dalla convinzione che egli sarebbe stato vicino alla nostra istituzione anche quando non presente, proprio in ragione del suo ruolo istituzionale”.

A portare il proprio prezioso contributo sono stati anche Giuseppe De Rita, Guido Melis ed Ignazio Visco, facendo emergere con forza il tratto singolare di Giovanni Spadolini come interprete di una tradizione alta del servizio pubblico e insieme figura capace di tenere in dialogo cultura e governo, memoria nazionale e visione riformatrice.

Cosimo Ceccuti, presidente della Fondazione Spadolini Nuova Antologia, ha infine richiamato il valore del lungo itinerario di studi e iniziative che ha scandito l’anno spadoliniano, legandolo anche al ricordo di uno dei momenti più intensi delle celebrazioni: “L’anno dedicato al centenario della nascita del nostro Professore ha visto realizzarsi importanti iniziative in tutta la Penisola, anche in concomitanza con il cinquantenario della fondazione del Ministero per i Beni culturali e ambientali. Tra queste, il convegno A cinquant’anni dall’istituzione del Ministero per i Beni culturali e ambientali, organizzato nella Sala Spadolini del Collegio Romano; la messa in onda dello speciale di Rai Cultura dedicato al centenario; il convegno Giovanni Spadolini nel centenario della nascita, nella Sala Zuccari del Senato della Repubblica; il ricevimento ufficiale dei Capitani Reggenti nella Sala del Consiglio del Palazzo Pubblico di San Marino, per la consegna del volume Giovanni Spadolini e la Repubblica di San Marino. Storia di una lunga amicizia. Ancora, il convegno L’autonomia della Banca d’Italia fra politica ed economia, nella sede della Banca d’Italia di Firenze e molte altre ancora. Numerose sono state inoltre le conferenze, i convegni e i premi dedicati alla figura del grande statista fiorentino, a partire dal concorso per giornalisti under 35 organizzato in collaborazione con l’Ordine Nazionale dei Giornalisti. Il momento più emozionante delle celebrazioni, però, è stata la visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in forma rigorosamente privata, che si è recato sia nella sede della nostra biblioteca a Pian dei Giullari, che nella casa museo di Giovanni Spadolini, dove si è intrattenuto anche a pranzo in memoria e nel rispetto della sua figura”.

La tavola rotonda è stata organizzata grazie alla preziosa collaborazione di Giorgio Giovannetti e dell’Associazione Alumni Seminario di Studi e Ricerche Parlamentari “Silvano Tosi”. In occasione del convegno, Poste Italiane ha inoltre effettuato un annullo speciale del francobollo emesso per il centenario della nascita di Giovanni Spadolini.

Info: 055.2336071

Il momento del'annullo speciale (fonte foto comunicato stampa)

23/04/2026 10.49
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