Redazione di Met
Ottant’anni di Repubblica, le iniziative dell’Istituto Storico Toscano della Resistenza
Gara Letteraria “Festa della Costituzione" per giovani residenti o che studiano/lavorano nella Città Metropolitana di Firenze
L’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età Contemporanea celebra con solennità speciale gli ottant’anni della Repubblica e del primo voto delle italiane. Iniziative sono programmate nel corso di tutto il 2026, mentre la Festa della Repubblica viene sottolineata da alcuni appuntamenti particolari.
Sabato 6 giugno è in programma l’apertura straordinaria con #archivioaperto Verso una nuova Italia: i visitatori saranno guidati, da Maria Sechi con Margherita Pinzani, su un percorso che ha per temi il referendum istituzionale e l'elezione dell’Assemblea costituente visti attraverso documenti, volantini e giornali conservati dall’Istituto. Le visite guidate saranno possibili dalle 11 alle 16.30, in base a diverse fasce orarie.
Domenica 7 giugno l’Istituto inaugura il nuovo percorso di trekking urbano Firenze 1946. verso la Repubblica per riscoprire - attraversando strade e piazze del centro storico della città - protagonisti, dinamiche, atmosfere della vita dei fiorentini di 80 anni fa, fra le macerie della guerra, gli sforzi della ricostruzione e le speranze di un nuovo Paese. Al centro della narrazione le settimane che portarono al 2 giugno 1946, che videro attivi protagonisti della vita culturale, amministrativa e politica personaggi come Giorgio la Pira, Piero Calamandrei e Tristano Codignola, e vennero scandite dalla grande partecipazione popolare di uomini e donne chiamate per la prima volta al voto.
Si segnala la Gara Letteraria “Festa della Costituzione – 80° Anniversario della Repubblica e dell’Assemblea Costituente”: possono candidarsi tutti i giovani residenti o che studiano/lavorano nella Città Metropolitana di Firenze di età compresa tra i 16 e i 19 anni. Le candidature saranno chiuse il 15 giugno 2026.
Tutte le info su
https://www.istoresistenzatoscana.it/
Di seguito l’intervento del presidente Vannino Chiti in occasione del 2 giugno 2026.
E fu Repubblica! Oggi sembra scontato ma non fu così. La guerra era terminata da più di un anno, fascismo e nazismo erano stati sconfitti, ma l’Italia era un Paese ancora occupato dagli alleati angloamericani. Quel 2 giugno 1946, 12 milioni e 718.641 italiani, il 54,27 %, votarono per la Repubblica, in Toscana la scelsero 1 milione e 260.815, il 71,63%.
Le asprezze di quella fase politica, decisiva per l’avvenire dell’Italia, si possono rileggere nelle riflessioni di Piero Calamandrei sulla sua rivista Il Ponte, pubblicate di nuovo, recentemente, da Mompracem.
Tutto questo per ribadire, una volta di più, che Repubblica, libertà e democrazia non sono un dono ma conquiste che richiesero lotta e sacrifici.
La Resistenza ha permesso agli italiani di poter decidere la forma del loro Stato, se Monarchia o Repubblica, e di scrivere la nostra Costituzione. Non è stato così per Germania e Giappone, nostri ex alleati e responsabili con noi della Seconda guerra mondiale!
Fondamentale fu il diritto al voto di tutti gli italiani, degli uomini e, per la prima volta nella nostra storia, delle donne.
L’Italia non è arrivata tra i primi a questo traguardo. La Resistenza, in cui le donne furono protagoniste nelle brigate partigiane, ponendo e anche scontrandosi a volte su questioni di uguaglianza, come staffette, nelle case dove, rischiando la vita, offrirono ospitalità e assistenza a oppositori e combattenti, sancì l’approdo a un diritto universale, anch’esso conquistato non concesso.
Si realizzò così una condizione fondamentale per dar vita, nell’Assemblea costituente, a una Costituzione che ha costruito una democrazia nuova rispetto a quella prefascista, unendo alle libertà civili i diritti economico-sociali.
Non si è invece ancora compiuta, dopo ottant’anni, una ricomposizione dell’unità degli italiani sul solo terreno giusto e possibile, quello fondato sull’assunzione come valore comune del patrimonio congiunto Liberazione-Resistenza-Costituzione. È la causa della fragilità del nostro del nostro Paese rispetto alle sfide e ai compiti di oggi: per primo quello di contribuire da protagonista al compimento della democrazia europea e all’affermazione della pace. Sono questi gli obiettivi su cui adesso, con lo stesso spirito di quel 2 giugno 1946, dobbiamo impegnarci fino allo sfinimento
01/06/2026 12.05
Redazione di Met