News dagli Enti della Città Metropolitana di Firenze



Città Metropolitana di Firenze
A Firenze dal 5 al 29 giugno 2026 torna la XII Edizione del FLO.RE. Festival, intitolata a 'Voci d’Acqua. La verde armonia, musica e natura'
“Un festival tra musica, acqua e memoria. Un invito ad ascoltare ciò che scorre”
Torna a Firenze il FLORE Festival, manifestazione musicale e culturale che negli ultimi anni si è affermata come uno dei progetti più riconoscibili nel panorama dello spettacolo dal vivo, capace di coniugare musica colta, riflessione contemporanea e valorizzazione del patrimonio.

Dopo il tema dell’albero dell’edizione 2025, il festival prosegue il proprio percorso dedicando il 2026 all’acqua, in una continuità naturale: se l’albero rappresenta la crescita, l’acqua ne è il principio vitale. Una scelta che nasce anche dal legame profondo con il territorio fiorentino e con la memoria dell’alluvione del 1966, qui riletta attraverso una prospettiva umana e collettiva: quella delle lettere e delle testimonianze dei cittadini, segno di una comunità capace di reagire e ricostruire.

«Il FLORE Festival nasce come un percorso, non come una semplice rassegna. Dopo l’albero, era naturale arrivare all’acqua: ciò che nutre, ciò che scorre, ciò che tiene insieme vita, paesaggio e memoria»
— Simone Paiano, Direttore Generale

Il programma si sviluppa lungo tutto il mese di giugno, articolando concerti, incontri e attività interdisciplinari in un racconto unitario, in cui la musica dialoga con la storia, la letteratura e il pensiero contemporaneo.
Le tre rassegne principali – Concerti in Divenire, La Voce del Tempo e L’Italia che Emerge – offrono prospettive complementari sul tema, mettendo in relazione musica da camera, repertorio vocale e nuove generazioni di interpreti.

ARTISTI E LUOGHI: UNA GEOGRAFIA CULTURALE IN DIALOGO
Il FLORE Festival 2026 presenta un panorama artistico di alto profilo, costruito per mettere in relazione interpreti di fama internazionale con una nuova generazione di musicisti già attivi nei principali circuiti europei.
Tra i protagonisti figurano artisti noti nel circuito internazionale quali i pianisti Pier Narciso Masi, Matteo Fossi e Gregorio Nardi, il soprano Gemma Bertagnolli, il violinista Egidius Streiff e la violista Mariana Doughty, interpreti capaci di coniugare rigore stilistico e profondità espressiva. Accanto a loro, il festival accoglie l’ensemble barocco La Mole Armonica, formato da professori dell’Orchestra RAI di Torino, che propone un programma dedicato alla Tempesta: una lettura musicale potente ed evocativa del rapporto tra uomo e natura, tra energia e trasformazione.
Il programma si distingue anche per la varietà degli organici e dei linguaggi: accanto alle formazioni cameristiche tradizionali, trovano spazio ensemble meno convenzionali, come il Duo Oppositae, che esplora territori sonori originali attraverso il dialogo tra pianoforte e percussioni a tastiera, offrendo un’esperienza timbrica inusuale e coinvolgente. Flauto e arpa, voce e pianoforte, archi, strumenti a fiato e combinazioni rare contribuiscono a costruire un paesaggio sonoro ricco e articolato, accessibile anche a un pubblico non specialistico.
Un ruolo centrale è affidato ai giovani interpreti della rassegna “L’Italia che Emerge”, tra cui la chitarrista Kanahi Yamashita, eccelsa chitarrista giapponese da anni attiva in Europa, il Duo Althea, il Duo Bennardo–Gitti (flauto ed arpa) e il Les Brasseurs Quintet, formazione di ottoni composta da giovani musicisti già attivi in importanti orchestre europee. Ne emerge una scena viva e in trasformazione, in cui il festival si configura non solo come vetrina, ma come spazio di crescita e confronto tra generazioni.

Questa ricchezza artistica trova una naturale corrispondenza nei luoghi che ospitano il festival. L’edizione 2026 si sviluppa in una rete di spazi di grande valore storico e culturale – tra cui la Fondazione Zeffirelli, la Galleria dell’Accademia e Musei del Bargello, Palazzo Medici Riccardi, il Lyceum Club Internazionale, la Biblioteca Marucelliana, l'Accademia dell’Arte e del Disegno, l’Istituto Geografico Militare e il MAD – Murate Art District – costruendo un dialogo continuo tra musica, architettura e memoria.
In questo contesto si inserisce uno degli appuntamenti più originali dell’edizione: il 20 giugno alla Fondazione Zeffirelli, un evento che unisce concerto e progetto interdisciplinare, dedicato alla figura di Danilo Donati in relazione al cinema di Luchino Visconti, Franco Zeffirelli, Federico Fellini e Pier Paolo Pasolini, raccontato da Maria Alberti. Il pomeriggio si sviluppa come un percorso unitario tra parola, immagini e musica: materiali video realizzati da Veronica Citi accompagnano due interventi musicali, uno ispirato all’universo del circo – elemento centrale nell’immaginario felliniano – e l’altro dedicato a una rilettura cameristica della musica di Nino Rota, attraverso la sua musica meno nota ed eseguita per clarinetto, violoncello e pianoforte.

«Abbiamo costruito un programma in cui l’acqua non è un tema illustrativo,
ma una presenza strutturale: nel repertorio, nel suono, nella forma stessa dei concerti»
— Gregorio Nardi, Direttore Artistico

Ogni evento è pensato in relazione allo spazio che lo accoglie: cortili rinascimentali, musei e istituzioni storiche diventano parte integrante dell’esperienza, contribuendo a costruire una vera e propria mappa sonora della città. Il festival si estende inoltre nell’area metropolitana attraverso biblioteche e spazi diffusi, rafforzando il legame con il territorio e con le comunità.

OLTRE I CONCERTI: TALK, MEMORIA E PROGETTI SPECIALI
Accanto alla programmazione musicale, il FLORE Festival sviluppa un articolato percorso di talk e progetti interdisciplinari che rappresentano uno degli elementi più distintivi della manifestazione.
Tra gli appuntamenti di maggiore rilievo, l’intervento del dantista Domenico De Martino, dedicato all’acqua nell’opera di Dante, e quello di Sara Taglialagamba, tra i principali studiosi di Leonardo da Vinci, che approfondisce il rapporto tra ingegno, scienza e governo delle acque. Quest’ultimo incontro nasce in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze e l’Istituto Geografico Militare, rafforzando il dialogo tra ambito scientifico e culturale.
Particolarmente significativo è il momento dedicato alla memoria dell’alluvione del 1966, attraverso la lettura di lettere inedite dei cittadini fiorentini indirizzate al sindaco Piero Bargellini, messe a disposizione dallo Studio Bargellini: un patrimonio umano che restituisce la voce della città e trasforma la memoria in esperienza condivisa.
«Il nostro obiettivo è costruire un’esperienza culturale che metta in relazione
linguaggi diversi e pubblici diversi»
— Simone Paiano

Promosso dal Centro Studi Musica & Arte, il FLORE Festival si conferma come un progetto culturale solido e in crescita, capace di unire qualità artistica, visione curatoriale e attenzione al territorio.
Il FLORE Festival 2026 – Voci d’Acqua è un invito ad ascoltare ciò che scorre: nella musica, nella città, nella memoria.

18/06/2026 11.11
Città Metropolitana di Firenze e FLO.RE Festival

Indietro Edicola Sito Met