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Ufficio Stampa Associato del Chianti
Acqua potabile dell'acquedotto pubblico, nel Chianti scatta l'ordinanza antispreco
I sindaci firmano l'ordinanza per la razionalizzazione del consumo di acqua potabile e il divieto di uso improprio. I sindaci: "Invitiamo i cittadini ad un uso estremamente accorto dell'acqua fornita dall'acquedotto pubblico adottando ogni utile accorgimento finalizzato al risparmio della risorsa"
I sindaci Roberto Ciappi, Paolo Sottani e David Baroncelli hanno emesso una specifica ordinanza per interdire l'impiego di tutti gli usi non essenziali dell'acqua proveniente dal pubblico acquedotto. Con il perdurare del clima siccitoso scatta nel Chianti l'ordinanza antispreco. Fino al 30 settembre 2026 i cittadini e le cittadine residenti nei comuni dell'Unione comunale del Chianti fiorentino non potranno utilizzare l'acqua potabile per scopi diversi da quelli igienico-domestici.

"Durante il periodo estivo - spiegano - la necessità è quella di razionalizzare il consumo dell'acqua potabile che proviene dall'acquedotto pubblico per poter disporre in modo adeguato e consono alle esigenze del nostro territorio delle riserve idropotabili disponibili per l'approvvigionamento estivo". Considerato il periodo siccitoso, è fondamentale tutelare l'acqua potabile. "Il momento estivo si rivela particolarmente critico – aggiungono - non solo a causa dell'aumento delle temperature e della scarsità delle precipitazioni, ma anche dell'aumento dei consumi per attività turistiche e irrigue".

Il provvedimento emesso dai sindaci dei Comuni di San Casciano in Val di Pesa, Greve in Chianti e Barberino Tavarnelle ha accolto peraltro la richiesta di Publiacqua, gestore del servizio idrico integrato, di adottare una specifica ordinanza che vieti tutti gli usi non essenziali, diversi da quelli igienici e domestici, dell'acqua proveniente dal pubblico acquedotto. Nello specifico è vietato utilizzare acqua potabile fornita dal pubblico acquedotto per l'innaffiamento di giardini, prati ed orti; il lavaggio di cortili e piazzali e garage; il lavaggio domestico di veicoli a motore; il riempimento di vasche da giardino, fontane ornamentali e simili, anche se dotate di impianto di ricircolo dell'acqua.

"Invitiamo i cittadini – concludono i sindaci - ad un uso estremamente accorto dell'acqua fornita dall'acquedotto pubblico adottando ogni utile accorgimento finalizzato al risparmio della risorsa limitando il consumo di acqua potabile domestica al minimo indispensabile".

La sanzione amministrativa prevista per chi viola il provvedimento comporta l'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da € 25,00 a € 500,00 euro, ai sensi dall'art. 7- bis del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Saranno gli agenti della Polizia locale dell'Unione comunale ad effettuare gli opportuni controlli per l'esecuzione dell'ordinanza.

23/07/2026 11.01
Ufficio Stampa Associato del Chianti

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